.
Annunci online

IL BLOG DEL PARTITO DEMOCRATICO CIRCOLO DI POMPIANO-CORZANO

6 marzo 2017
RIFLESSIONI DI UN ISCRITTO

 

Qualche pensiero a volo libero:

 

-                    La memoria corta  della “folla” è la più formidabile arma del politicante. Ad esempio oggi non ci si ricorda più che veniamo da venti anni  di governi Berlusconi,con corollario di Bossi-Fini-Previti-Casini-Giovanardi…

 

-                    Si dimentica quindi in quale stato eravamo: condizione economica, spread,credibilità internazionale ecc. non molto tempo fa il parlamento (?) discuteva e votava ordini del giorno sulla nipote di Mubarak , i vescovi ruiniani contestualizzavano le barzellette porno/blasfeme del premier, si solleticavano antichi pruriti antitedeschi offrendo alla curva la “ culona inchiavabile”, e il voyeurismo nazionale si saziava al buco delle serrature di Villa San Martino…

 

-                    Quel tripudio finì con l’esperienza bocconiana di Monti, mai eletto da nessuno, e le sentenze dei tribunali. Chi si ricorda più di Monti, della Fornero, di Ornaghi…?

 

-                    Poi elezioni anticipate che danno l’esito che conosciamo: governo impossibile se non attraverso operazioni di trasformismo parlamentare; il primo a rendersene conto fu proprio Bersani, incaricato e trombato in streaming da Grillo. Il seguito si chiama Patto del Nazareno, NCD, Verdini.

 

-                    Nel bel mezzo il bis Napolitano, prima assoluta per l’impossibilità di trovare un candidato,  supplicato da tutti e poi sfanculato dai supplicanti.

 

-                    Il PD è l’azionista di maggioranza di questa baracca incapace di produrre alcunché.

 

-                    L’elezione del presidente della Repubblica ne è la rappresentazione più palese: chi siricorda più del trattamento a Prodi, a Marini …

 

-                    Questo Parlamento è il risultato di una elezione avvenuta con  regole “ incostituzionali”. E’ vero che la Corte che dichiara incostituzionale il Porcellum ( altro capolavoro parlamentare)dice che non lo è il Parlamento da esso scaturito, ma questo solo in ossequio al principio che non ammette vuoti di potere.

 

-                    Sullo sfondo ci sono tutte le implicazioni dell’appartenenza all’unione europea,l’unica seria risposta alle tragedie tutte europee del novecento, il secolo dei nazionalismi e delle relative tragedie; l’Europa postula cessione di sovranità come antidoto appunto alle aberrazioni nazionaliste.

 

-                    Ritengo impossibile definire questo stato di cose “ democratico” . Democrazia significa“ governo del popolo” , esercitato attraverso la delega prevista dalle leggi:ma gli attuali meccanismi di delega non sono in grado di legittimare alcunché.

 

-                    E’dimostrato  che il parlamento non è in grado di elaborare una decente legge elettorale: ormai il compito è nelle mani dei giudici costituzionali.

 

-                    In questo brodo di coltura si è sviluppata una delle fasi di più violenta antipolitica della storia del paese. Se ne nutre e vi sguazza la ditta Bossi/Salvini e nasce il primo/secondo partito italiano( M5Stelle). La “ folla “  dalla memoria corta, solo un anno fa avrebbe bruciato l’una e l’altra camera, sepolte le Province, cancellato non poche Regioni con tutta la “casta”.

 

-                     Renzi altro non è che un fenomeno di questo contesto, a mio parere coraggioso.Con una sola speranza: che la “ folla “ avesse un po’ di memoria. Non è andata così. Di cosa parleremmo oggi, se il 5 dicembre avessimo registrato il 50% + 1 di sì ? Non ho la risposta ovviamente, ma sarebbe sicuramente un altro racconto, sempre dai toni sparati, ma un altro racconto.

 

 

 

-                    Renzi  ha sicuramente commesso errori: anche apparire antipatici può esserlo per chi esercita ruoli importanti. Rino Formica, uno dei più caustici protagonisti della stagione craxiana, definiva la politica “ sangue e merda”. Renzi si colloca appieno in questo epitaffio, sia con ruolo attivo che passivo. Non poteva non personalizzare, talvolta con ferocia, senza sapere che al primo inciampo sarebbe stato pagato con la stessa moneta.

 

-                    Il più grave dei suoi errori, secondo il mio punto di vista, forse l’unico, è stata la sua ascesa al potere.  Il non parlamentare Renzi conquista legittimamente il suo partito, e con il suo partito, con una crisi extra-parlamentare ( senza una sfiducia del parlamento quindi ) liquida Letta.  Dice:” non c’era più tempo, non si poteva più aspettare “. Forse, ma il paese non è il tuo partito, e conquistarlo non è altrettanto semplice.

 

-                    Le sue iniziative politiche, a prescindere dalle mie personali opinioni nel merito, a questo punto diventavano obbligate, nel merito e nel metodo.  doveva correre il rischio e pagare in caso di sconfitta.  Quanto la politica sia “guano” me lo ricorda un passaggio delle iniziative renziane. Ricordo il dibattito e il clima ( i Family day del bresciano Gandolfini accanto al pokerista Adinolfi) determinatosi nel corso dell’approvazione della Legge sulle Unioni Civili. Il giuramento del Circo Massimo, davanti alla folla omofoba giubilante, fu: ce ne ricorderemo al referendum sulla Riforma Costituzionale.Che “c’azzecca” lo sanno solo loro, ma il cattolico Renzi non poteva non saperlo. Altro esempio emblematico a commento della politica=guano è il fronte del “no” referendario, con Forza Nuova e l’ANPI a manifestare uniti sotto le finestre di Renzi.  Neanche il Padreterno poteva immaginare qualcosa di simile.

 

 Le dinamiche in corso nel PD non sono una novità:  da sempre sono patrimonio dei grandi partiti italiani; quelle attuali hanno aspetti a mioparere riconducibili anche alla sfera della psichiatria o della psicanalisi, e non ho competenze in materia. Comprendo, sempre nella concezione  formichiana di “ sangue e merda”, che il potere possa costituire stimolo e giustificazione per dure contrapposizioni; il potere è una categoria necessaria del governo; ma l’eventuale ansia di potere di un D’Alema non ha nessun fondamento, nemmeno per lui stesso, mentre il suo agitarsi è esclusivamente la proiezione del suo ego, smisurato quanto patetico.Probabilmente anche Renzi non sa di psicanalisi: il “lider maximo” non si rottama,lo si beatifica in vita come si fa con i santi una volta morti, lo si pone su un piedistallo con un cero sempre acceso, e qualche litania 5 volte al giorno.

 

-                    L’Italia è un paese socialmente conservatore. Lo era anche quando avevamo le pezze sulculo, grazie al controllo sociale della Chiesa. Lo siamo ancora di più oggi che ci troviamo nel club ristretto dei paesi benestanti. Tutte le analisi politologiche convergono su questa tesi: la destra è socialmente maggioritaria e la sinistra per affermarsi deve fare il verso a quell’area, con un partito dai decisi connotati centristi, se vuol governare. A “ sinistra “ di questa ipotesi c’è solo la testimonianza e l’irrilevanza politica, E’ la condizione oggi dei vari Fassina, Civati… i sopravvissuti Ferrero, Mussi… le mummie Bertinotti, Diliberto con la minoranza interna di Ferrando, e la lunga storia di tutti partitini dei più puri dei puri, dalla vita grama e breve. Se mai scendessero in politica, sarebbe il destino di Landini e compagnia. Chi ricorda Cofferati? Il “cinese” spaccava il mondo da tutti gli schermi, via dalla CGIL ha questuato un posto in Europa al PD, per poi uscire dal PD ringhioso perché asfaltato da una Paita qualsiasi nelle primarie della sua Liguria.

 

-                    Ciò conferma peraltro due cose: lo scarso peso sociale delle grandi confederazioni sindacali, e la trasversalità politica della loro composizione associativa.Vale anche per quelle realtà un tempo fortemente connotate politicamente.  Queste si trovano inoltre incapaci di una qualsiasi elaborazione in un contesto di economie globalizzate, asfissiate dai propri apparati, tanto autoreferenziali quanto poco credibili. Basta guardare lo spettacolo che offre la CISL. Renzi poteva permettersi di ignorare i cosiddetti corpi intermedi senza conseguenze: bastava non dirlo e fare come Berlusconi, che mandava Sacconi a ricevere i confederali di nascosto,separatamente, facendoli poi uscire dalla porta di servizio. E Bonanni credeva in tal modo di contare più di Cofferati.

 

-                                                                                                                                                                                                                                                   Non ho elementi per giudicare con serietà le dinamiche internazionali. Cerco in primo luogo di non farmi prendere molto dalle suggestioni quotidiane dei media, i pontefici del giorno dopo, che raramente imbroccano: la libera stampa è ridotta a tifo organizzato.

 

 

 

-                    Non credo che succederà un gran che negli USA. Al di là delle chiacchiere, gaffe e folclore di the Donald, la macchina americana continuerà a fare come prima.Offrirà qualche dolcetto ai suoi followers sul piano interno e su temi etico/sociali sensibili ( negri-immigrati-gay-aborto, magari un pezzo in più di muro….), ma in realtà si è circondato di personaggi espressione del gotha dell’establishment che voleva combattere, che stanno dicendo e facendo esattamente l’opposto dei petardi sparati in campagna elettorale; neanche il Presidente degli USA può influire sulla globalizzazione dei flussi finanziari,sulle logiche di mercato, e se ci proverà glielo impediranno, con le buone o con le cattive ( qualcuno ha già evocato il “metodo Kennedy”).

 

-                    I rapporti economici globali  presentano dati chiari anche per un cretino come Trump: il PIL Europeo è più grande di quello Usa, quello dell’area € quasi uguale, la Cina è a notevole distanza,Germania, Italia, Francia e Spagna insieme hanno un PIL come la Cina.

 

-                    L’asse con Putin, peraltro già in crisi dopo le idiozie muscolari sull’arsenale nucleare, fa ridere: il PIL russo è inferiore a quello italiano; la Russia può agitare il mondo solo con la spregiudicatezza e la violazione di ogni regola,ma ha il fiato corto e non sarà certo Assad a darle il ruolo di potenza mondiale, ereditato dall’Unione Sovietica, cui aspira senza averne i mezzi. 150milioni di abitanti in un territorio sterminato,  qualche anno fa inserita con l’acronimo BRICS fra i paesi a più significativa espansione, ma oggi in crisi. Può esportare tre cose: gas, armi e destabilizzazione.

 

-                    L’Europa costituisce il più grande mercato mondiale, e questo lo sanno bene le grandi corporations americane, se non lo sa il palazzinaro Trump. L’Europa deve  stare attenta a se stessa più che a Trump, ai neo-nazi come la Le Pen, Farage, Salvini, Orban che purtroppo hanno un seguito quando le incertezze e l’ansia da futuro dilagano( anche se accostare Salvini alla Le Pen significa riconoscergli un rango che non ha; quella ha una identità politica, per quanto aberrante, il Matteo lombardo è solo un bucaniere della politica, un rozzo manichino dat-schirt).

 

-                    C’è, alla base di tutto, un grande tema che nessuno ha la forza, sociale, culturale e politica per affrontare: la distribuzione della ricchezza. La ricchezza mondiale, nonostante la crisi, continua a crescere, ma mai come in questa fase sono cresciute le disuguaglianze.

 

-                    Due dati: 1°- Nel 2016, l’1% della popolazione mondiale possedeva più del restante 99%.   2° - 7.600 miliardi di dollari di ricchezza individuale (più dei PIL di Regno Unito e Germania messi insieme) sono attualmente custoditi offshore.

 

Ma questo è tutto un altro capitolo.

 

A.M.






permalink | inviato da baratt0907 il 6/3/2017 alle 17:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 marzo 2017
IL PUNTO SUGLI 80 EURO

Renzi: “Altro che flop, ecco la verità sugli 80 euro


Un italiano su cinque per la prima volta ha riavuto qualcosa dallo Stato e questo sarebbe un fallimento?

L’ex Presidente del Consiglio torna sulla questione del bonus degli 80 euro, che il suo governo ha istituito nei primi mesi dall’inizio della sua presidenza. Su Facebook, Matteo Renzi ha voluto sottolineare l’efficacia dell’intervento: “Avete seguito il dibattito sugli 80 euro? Se avete un minuto, fatelo, vi prego. È istruttivo.
Il Ministero dell’Economia ha pubblicato i dati ufficiali del 2015: oltre undici milioni di persone hanno avuto diritto a questa misura. Misura che da quasi tre anni (da maggio 2014) porta nelle tasche di chi guadagna meno di 1.500 euro netti al mese un piccolo aiuto, appunto 80 euro mensili: altro che bonus o mancia elettorale, si tratta di un’entrata stabile che aumenta il potere d’acquisto e il salario della classe medio-bassa.

Vi domando: ricordate una manovra di redistribuzione più corposa? Ricordate un Governo che ha fatto una misura del genere più significativa? Io no, non me lo ricordo. Noi pensiamo che questa sia stata la più grande opera di redistribuzione salariale mai fatta in Italia. Quindi una scelta di giustizia sociale.

E di cosa si parla sui media? Del “flop” 80 euro. E perché mai? Perché circa un milione di persone ha dovuto restituire del tutto e circa settecentomila in parte i soldi. Il motivo? Semplice, erano fuori dalle fasce, non stavano nei parametri.
Allo stesso tempo sono un milione e trecentomila coloro che hanno scoperto di averne diritto, più altri duecentomila che hanno scoperto di averne diritto in parte e lo hanno incassato con la dichiarazione dei redditi.
Complessivamente sono 507 milioni i soldi che i cittadini hanno restituito allo stato, mentre sono 599 quelli che lo stato ha restituito ai cittadini.

Una parte di commentatori e politici dicono che questo è il segno che l’operazione degli 80euro “è stata un fallimento”. Un italiano su cinque per la prima volta ha riavuto qualcosa dallo Stato e questo sarebbe un fallimento? Il metodo,amici, è sempre lo stesso. Nessuno fa nulla per anni e tutti si lamentano indistintamente. Poi arriva qualcuno che ci prova e inizia a cambiare le cose,portando soluzioni concrete. Discutibili, per carità, ma concrete. Come sarebbe bello se a quel punto gli altri anziché criticare soltanto facessero altre proposte, si impegnassero in una competizione di idee. Ci aiutassero a fare meglio, insomma. Riconoscendo però il principio di realtà: gli 80 euro prima non c’erano e adesso ci sono. E sono un risultato del quale tutti dovrebbero essere felici perché tagliare la spesa improduttiva per restituire alle famiglie che guadagnano poco è un fatto giusto, indipendentemente da chi lo ha proposto.

Chiaro, gli 80 euro vanno solo a chi ne ha diritto. Se uno inizia a guadagnare più di 1.500 Euro netti ci dispiace ma li deve restituire. Ma questo che cosa c’entra con il“flop” della misura? E a quelli che dicono: non è questa la priorità,altre sarebbero le tasse da abbassare! Rispondo, ok. Noi abbiamo abbassato l’Irap cancellando la componente costo del lavoro, eliminato Imu prima casa,ridotto tasse agricole e l’elenco potrebbe continuare.

A tutti quelli che dicono che anche questo non va bene, una domanda: avete qualche proposta migliore? Cancellereste gli 80 euro, reintroducendo Imu e alzando l’Irap? Quando la nebbia dell’odio personale finalmente sparirà, potremo finalmente confrontarci sulle idee per l’Italia. Noi abbiamo una visione, un progetto e abbiamo cominciato a realizzarlo. È ancora lunga, intendiamoci. Mail disegno c’è. Aspettiamo che prima o poi arrivino anche gli altri. E che vinca il migliore”.

 




permalink | inviato da baratt0907 il 2/3/2017 alle 10:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 febbraio 2017
LETTERA DI MATTEO RENZI

Primissime ore del mattino, arrivo in aeroporto e butto un'occhio sui canali delle news: tutti ripetono ossessivamente le sfumature e i dettagli delle posizioni interne al PD. Da qualche giorno l’apertura di tutti i media italiani è la scissione – o fuoriuscita, per dirla con le parole di Paolo Mieli – del Partito Democratico. Ne sono molto dispiaciuto, anche perché  i motivi di questa divisione sono difficili da comprendere anche a noi, addetti ai lavori: figuriamo ci ai cittadini normali.

Facciamola semplice, senza troppi giri di parole. Dal primo giorno della vittoria alle primarie del 2013 alcuni amici e compagni di strada hanno espresso dubbi, riserve, critiche sulla gestione del partito e soprattutto alla gestione del Governo. Penso che sia legittimo e doveroso in un partito democratico, di nome e di fatto, che chi ha idee diverse possa presentarle in un confronto interno, civile e pacato. Vinca il migliore e poi chi vince ha il diritto di essere aiutato anche dagli altri: si chiama democrazia interna. L’alternativa è il modello partito-azienda. E sia detto con il massimo rispetto: a me non convince. Certo, è più facile essere guidati da un capo che decide da solo. Ieri un signore di Genova e uno di Milano – senza alcuna carica istituzionale – sono arrivati a Roma insieme e hanno spiegato ai rappresentanti di quella città che cosa fare e che cosa non fare nel governo del Campidoglio. Dall’altra parte accade che da vent’anni in una villa in Brianza si prendono le decisioni che riguardano la destra in Italia, senza la fatica di fare congressi o discussioni vere.

Ormai si è affermato il modello del partito azienda e capisco di conseguenza che noi democratici sembriamo quelli strani. Un’azienda è più semplice da gestire rispetto a un partito. Ma credo sia giusto difendere i principi della democrazia interna, l’idea di far parte di una comunità di persone che decide sulla base di regole condivise. Che sono sempre quelle, non cambiano sulla base delle esigenze.

Per questo motivo il nostro dibattito deve essere autentico.Il PD ha la sua forza nella partecipazione, sia nei circoli che alle primarie.Personalmente ho giurato a me stesso che non sarò mai il leader di qualche caminetto, messo lì da un accordo tra correnti: si vince prendendo i voti, non mettendo i veti. Per settimane intere gli amici della minoranza mi hanno chiesto di anticipare il congresso, con petizioni online e raccolte firme,arrivando persino al punto di minacciare “le carte bollate”. Quando finalmente abbiamo accolto questa proposta, ci è stata fatta una richiesta inaccettabile:si sarebbe evitata la scissione se solo io avessi rinunciato a candidarmi.Penso che la minoranza abbia il diritto di sconfiggermi, non di eliminarmi. E se è vero che la parola scissione è una delle più brutte del vocabolario politico,ancora più brutta è la parola ricatto.

Dunque: abbiamo indetto il congresso, secondo le regole dello Statuto. Si terrà nei tempi previsti dallo Statuto. Chi ha idee si candidi. E vinca il migliore. Se qualcuno vuole lasciare la nostra comunità, questa scelta ci addolora, ma la nostra parola d’ordine rimane quella: venite, non andatevene. Tuttavia è bene essere chiari: non possiamo bloccare ancora la discussione del partito e soprattutto del Paese. È tempo di rimettersi incammino. Tutti insieme, spero, ma in cammino. Non immobili. Il destino del PD e del Paese è più importante del destino dei singoli leader.

Per vincere il congresso però non basta arrivare primi.Bisogna vincere nel consenso, certo, ma anche vincere esprimendo idee, sogni,partecipazione. Il dibattito del PD vi ha stancato? Bene, aiutateci a ribaltarlo. Aiutateci a mettere a fuoco i problemi e le soluzioni vere del Paese. Mettiamo al centro l’Italia, sul serio. Per questo dal 10 al 12 marzo ci vedremo a Torino, al Lingotto. Abbiamo già ricevuto oltre mille email di idee,suggerimenti, proposte. Vi sono grato per questa esplosione di entusiasmo,segno che c’è tanta voglia di partecipare, di proporre, di rilanciare. I Lingotto sarà l’occasione per mettersi definitivamente alle spalle le polemiche di queste ore. E per raccontare che tipo di Paese vogliamo per i prossimi anni.Intanto vi ricordo l’email: lingotto@matteorenzi.itper darci una mano.

E mentre gli organismi statutari decidono le regole del Congresso, io sono in partenza per qualche giorno per gli Stati Uniti. Vi racconterò sul blog.matteorenzi.it il mio diario di bordo dalla California dove incontreremo alcune realtà molto interessanti. Soprattutto nel campo del fotovoltaico, un settore dove si incrociano innovazione, sviluppo e ambiente. Priorità: imparare da chi è più bravo come creare occcupazione, lavoro, crescita nel mondo che cambia, nel mondo del digitale, nel mondo dell’innovazione. Perché se è vero – ed è vero – che dopo il 4 dicembre l’Italia sembra aver rimesso indietro le lancette della politica (proporzionale, scissioni in tutti i partiti, polemiche, palude: prima o poi qualcuno rifletterà sulle conseguenze politiche del voto referendario,non solo su quelle personali che sono decisamente meno importanti), è anche vero che il mondo, là fuori, corre e corre a un ritmo impressionante. Continuo a pensare che l’Italia abbia tutto per farcela e che ciò che ci serve sia soprattutto l’energia di rischiare e la volontà di sfidare il cambiamento senza vivere di rendita. Non rassegnamoci amici, non rassegnamoci alla palude. Via spetto con le vostre idee al Lingotto e per email: matteo@matteorenzi.it

Nei prossimi giorni, con calma e minore intensità rispetto al passato, tornerò anche a partecipare a trasmissioni televisive. E riprenderemo i dialoghi su Facebook, inaugurando un modello diverso. Dopo aver più volte lanciato il “MatteoRisponde”, daremo spazio dalla prossima settimana a qualche“MatteoDomanda”, mettendoci in ascolto delle idee e delle proposte di chi vorrà farsi sentire.. Ascolto, partecipazione, coinvolgimento: queste le parole chiave del lavoro che faremo durante la campagna congressuale.

Pensierino della sera. A me piace una definizione che molti giudicano fuori tempo: mi piace l’espressione“patriota”. Mi sento cittadino del mondo e sono orgogliosamente italiano.Voglio bene al mio Paese. Per questo adesso che non sono più alla guida del Governo voglio dire con ancora più forza di prima che faccio il tifo per  l’Italia. Credo sia giusto evidenziare che in queste ore il Governo sta facendo cose molto importanti di cui si parla poco. Quando il premier Gentiloni firma l’accordo del Progetto-periferie a Cagliari, quando il ministro Delrio presenta il nuovo Polo Mercitalia – strategico per il futuro dei nostri trasporti –insieme ai vertici di FS, quando il ministro Padoan spiega alle aziende tutti i benefici della Legge di Bilancio 2017 a cominciare da Industria 4.0 e dall’abbassamento delle tasse, quando il ministro Minniti prova a definire una nuova visione di sicurezza (e ho fatto solo quattro esempi, ma potrei continuare a lungo) tutti gli italiani che si sentono davvero patrioti hanno il dovere di sperare che le cose vadano meglio, non lamentarsi e criticare soltanto. Giudicatemi pure fuori moda, fuori tempo, insomma sempre fuori dai:ma essere patriota è bello. Abbiamo mille difetti, lo sappiamo, ma siamo un grande Paese. Non dimentichiamolo mai. Ed è giusto ribadirlo soprattutto adesso che sono totalmente fuori dal Palazzo. Viva l’Italia

Un sorriso,
Matteo

 




permalink | inviato da baratt0907 il 21/2/2017 alle 15:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 gennaio 2017
La memoria corta della lega di Pompiano

Leggendo il Contro…Informatore

Leggendo e rileggendo il Contro...Informatore, volantino distribuito in questi giorni dagli attivisti della sezione locale della Lega,vien facile dire che molte cose proprio non tornano.

Iniziando dall’ultima pagina, che dovrebbe trattarsi di un articolo di fondo, dal contenuto economico-finanziario (o presunto tale), si rimane basiti dalle considerazioni e diagnosi esposte.

La prima riga cita testualmente: “fino agli inizi dell’anno 2000 l’Italia aveva una delle economie più floride”. Tale inizio è poi la trama di fondo di buona parte dell’articolo.

La realtà purtroppo era l’esatto opposto. Tanto per ricordare qualche circostanza, fino al duemila avevamo:

·                    inflazione a volte galoppante, con punte del 21% annuo, che rappresentava una tassa occulta,erodendo notevolmente il potere d’acquisto dei cittadini percettori di reddito fisso (dipendenti e pensionati), nonché il valore dei risparmi. Tale inflazione comportava, tra le tante cose, pagare interessi elevati su prestiti e mutui e acquistare materie prime all’estero (petrolio in primis) a prezzi stratosferici.

·                    evasione fiscale elevata (che purtroppo persiste tuttora). Evadere il fisco non significa “essere dei furbetti”, ma semmai vuol dire vivere da parassita, alle spalle degli altri, togliendo  risorse allo Stato che questi utilizza per fornire servizi a tutti i cittadini. In parole povere non si pagano le tasse, però i figli li mandiamo a scuola, quando ci si ammala si va dal medico o ci facciamo curare in ospedale, ci ritroviamo le strade asfaltate,ai nostri anziani viene data la pensione, possiamo contare sui servizi di pubblica sicurezza, ecc. Ma se ogni cittadino non contribuisce alle spese della collettività pagando le tasse, lo Stato dove va a prendere i soldi? A questo proposito vale la pena ricordare quanto stabilito dall’art. 53 della Costituzione che così recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.Pagare le tasse, pertanto, è un dovere per ogni cittadino.

·                    Debito pubblico alle stelle. Nei primi anni 60 la lira italiana prese l’oscar per la stabilità monetaria, ma da quell’epoca in poi tutti i governi, per motivi elettorali, cominciarono a spendere molto di più di quanto incameravano,ricorrendo al debito pubblico. Sul debito ovviamente maturano gli interessi che, in una spirale perversa, contribuiscono ad aumentare il debito stesso, se non controbilanciati con altre entrate (tasse).

·                    Sproporzione contributi/pensioni. Sempre per motivi elettorali si concedevano pensioni abbastanza allegramente: ricordate i dipendenti pubblici che dopo 15 anni, 6 mesi ed 1 giorno potevano andare in pensione? Aggiungete i prepensionamenti per i lavoratori di aziende in crisi (siderurgia,ecc.); a tutto questo metteteci il calcolo della pensione secondo il sistema retributivo (cioè la pensione è una percentuale della retribuzione degli ultimi anni, indipendentemente da quanto versato in precedenza in termini di contributi) e si crea un disavanzo pauroso tra i contributi versati dai lavoratori e le pensioni erogate.

Ci sarebbero anche altre cose da ribadire, ma non siamo economisti e non vogliamo dilungarci troppo, ma quanto sopra ricordato dovrebbe bastare per dimostrare che non eravamo una economia florida, anzi, eravamo a un passo dalla bancarotta e si rendevano necessarie misure urgenti per evitare il disastro (come ad esempio la manovra finanziaria“Amato”

A quel tempo i citati Amato, Prodi e Ciampi hanno dovuto prendere provvedimenti per rientrare nei parametri di Maastrich, che non sono misure assurde bensì quasi ovvie per una economia sana e cioè: stabilità dei prezzi, disavanzo pubblico annuale moderato, debito pubblico entro la norma.

Invece, per gli estensori dell’articolo, i provvedimenti presi servirono esclusivamente all’alta finanza, a certi politici, alle lobbies,ecc.

Poi con un balzo arrivano a Monti, Letta e Renzi, per argomentare che tutti i guai sono opera loro, ignorando la crisi globale, i problemi della finanza mondiale, gli effetti della globalizzazione, l’invecchiamento della popolazione, la disaffezione dei nostri industriali, ecc, ma soprattutto ignorano una cosa:

Il  VENTENNIO

Infatti, l’ultimo periodo politico è stato definito il ventennio di Berlusconi, perché per oltre vent’anni l’ex Cavaliere ha condizionato la politica italiana e per buona parte è stato a capo del governo.Ma là vicino a lui vedevamo sempre un nutrito manipolo di esponenti della Lega.Ebbene, come mai non ne avrete approfittato per raddrizzare l’Italia? La rivoluzione liberale-federalista tanto conclamata l’avete forse realizzata? Come mai non avete neppure provato ad imbastire uno Stato snello ed efficiente? Volete spiegarci per quale motivo denigrate Monti e successori che hanno dovuto prendere provvedimenti impopolari, dolorosi, per cercare di risanare un’economia sull’orlo del disastro a causa dell’incapacità dei vostri Leader?

Il fatto che nell’articolo venga ignorato il vostro coinvolgimento e la vostra responsabilità circa la difficile realtà attuale del nostro Paese, la dice lunga sulla serietà delle vostre argomentazioni ed è già una risposta più che chiara alle nostre domande e perplessità.

 




permalink | inviato da baratt0907 il 2/1/2017 alle 6:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

30 settembre 2016
riflessioni sul referendum di un iscrittto

4 Dicembre ci siamo
Il dado è tratto, la data è decisa, il quesito anche, ora non ci resta che decidere.
Come ci presentiamo a questo voto?
Con sfiducia cronica verso le istituzioni, incomprensioni "correntizie" all'interno dei partiti, disorientamento ideologico.
Quindi è d'importanza sostanziale "agire-reagire-decidere", anche se le forze politiche e il clima mi porta a paragonarli a viaggiatori che ignorano la meta, non dobbiamo cadere nell'errore di seguire questo andamento. Ovvio i toni e lo stile di questa campagna referendaria fanno pensare a una crisi del sistema democratico, quindi non cadiamo nell'errore "voto si anche se è una riforma pasticciata, voto no anche se è necessario cambiare" non facciamoci tentare dalla mal informazione che radicalizza i dibattiti " chi vota no è il passato, si è il futuro; si è autoritario, no vuole il caos; chi vota no è attaccato alla poltrona chi vota si vuole il regime" questi sono i messaggi che ci arrivano.
Fortunatamente questo non era il clima dei padri costituenti altrimenti avremmo avuto la guerra civile.
L'invito è di "analizzare, conoscere, studiare" i contenuti della riforma che sono molto di più dei 140 caratteri di twitter.
Poi decideremo liberamente, non mortificando la posta in gioco tra il si e il no.

 

p.p.




permalink | inviato da baratt0907 il 30/9/2016 alle 9:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

23 maggio 2016
meglio togliere il bollo auto? pensieri di un iscritto
ABOLIZIONE BOLLO AUTO


Perchè sono a favore di questa proposta di legge?
Beh il sentore comune è ovvio, lo tolgono aumentano le accise ed ecco che si spende di più.
Verissimo ma questo è un ragionamento assoluto.
Ho una contrarietà primordiale alle tasse che implicano il possesso di beni, questo perchè già di se l'acquisto di un bene ne comporta una quota.
Ma questa legge, prevede un aumeno delle accise, quindi un conseguente spesa maggiore per chi ne usufruisce di più "del bene auomobile", questo può portare ad un utilizzo più consapevole del mezzo, evitando il superfluo.
Portandoci ad un miglioramento delle condizioni ambientali (meno utilizzo, meno inquinamento), ad un miglioramento economico (meno la uso!), miglioramento della salute (utilizzo di mezzi alternativi, Biciclette, a piedi ecc..).
E trovo nel contempo filosoficamente una legge equa, penalizza chi usa di più, chi quindi ha di più e possiede di più.

P.P.



permalink | inviato da baratt0907 il 23/5/2016 alle 16:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 febbraio 2016
AD UN AMICO LEGHISTA

Lettera ad un amico leghista

E così caro amico ci siamo ricaduti ancora.

Non bastava la Banca Credieuronord,Boni, la Family,Mantovani,le lauree in Albania,Belsito, i diamanti e la Tanzania,ci voleva anche Rizzi e,soprattutto,il coinvolgimento della Sanità Lombarda!

Comunque non preoccuparti non è mia intenzione infierire o fare del sarcasmo ,bensì fare alcune considerazioni di carattere generale:

·         in ogni partito, ed anche altre realtà, che prende un po’ di potere immediatamente si intrufolano disonesti oppure persone specchiate che davanti all’occasione si scoprono ladri;

·         partiti ,vedi i 5stelle al loro inizio, che non hanno alcun potere ovviamente sono indenni da questo pericolo,ma appena arriva una poltrona……

·         Questo non perché i partiti sono associazioni a delinquere ma perché è venuta meno un’etica che ha contraddistinto i  politici di un tempo e perché la nostra società ha rinnegato molti valori morali.

Quando però succedono questi fatti i primi ad essere colpiti siamo noi;le migliaia di volontari che per un ideale politico dedicano tempo,energie,denaro, senza alcun tornaconto .

Tali fatti ci colpiscono e ci addolorano.

Per questo oltre a esprimerti  tutta la mia comprensione vorrei porgerti una preghiera:

la prossima volta che incontri un pidino non guardarlo con “gli occhi di bragia” sibilando “Monte Paschi”, ma esprimi un semplice ed anche un po’ banale “BUONGIORNO”.

Con affetto

 

a.b.

 

 

 




permalink | inviato da baratt0907 il 21/2/2016 alle 14:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 gennaio 2016
come finanziare il PD



Come si può apprendere dagli organi di stampa, 596.000 italiani hanno  scelto,nella dichiarazione dei redditi del 2015, di devolvere il 2x1000 al Partito Democratico.

Questo dato rappresenta il 54% delle scelte e comporta un introito per il partito di 5,5 milioni di euro.

Siamo felici ed orgogliosi del risultato poiché premia l’impegno di tanti volontari tra i quali possiamo annoverare anche la sezione di Pompiano.

Sappiamo benissimo di quanto il PD avesse bisogno di questo finanziamento ,anche noi della periferia ci siamo accorti delle difficoltà economiche del partito: la Segreteria provinciale ha dovuto licenziare, il materiale arrivava col contagocce, manifesti quasi scomparsi.

 

Finiti gli elogi voltiamo pagina ed analizziamo il problema.

 

Quello raggiunto non è un traguardo bensì una partenza, e con l’inizio del 2016 dobbiamo nuovamente impegnarci per raggiungere e superare il risultato dello scorso anno.

 

Innanzitutto facciamo un po’ di chiarezza:

 

Perché devolvere il 2x1000 al PD

 

È fondamentale, per chi ha l'ambizione di far vivere un grande partito radicato come il nostro, attivarsi affinché  le strutture sui territori abbiano le risorse necessarie per continuare ad essere luoghi vivi ed attivi,  luoghi non solo raggiungibili e aperti a iscritti e cittadini, ma anche capaci di fare iniziativa politica e promuovere partecipazione.

 

 

COS’E’ IL 2 X 1000?

 

E’ una quota (il 2 x mille appunto) dell’Irpef che si può scegliere di destinare ai partiti politici in sede di dichiarazione dei

redditi.

 

COME SI DEVOLVE IL 2X1000 AL PARTITO DEMOCRATICO

 

Inserendo il codice

M20

nello spazio dedicato e firmando accanto.

 

I contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi, troveranno nel modello predisposto una pagina

dedicata alla devoluzione del’2x1000, del 5x1000 e dell’8x1000. Si possono devolvere tutti e tre.

 

CHI PUÒ DONARE IL 2X1000?

 

Chiunque presenti la dichiarazione dei redditi o abbia ricevuto il CUD relativo all’anno 2015.

 

COSA SIGNIFICA CHE IL 2 X 1000 NON COSTA NULLA?

 

Il 2x1000 non costa nulla perché è una quota dell’IRPEF che il contribuente può scegliere di destinare al Partito

Democratico invece di versarlo allo Stato. Non si tratta quindi di una tassa aggiuntiva.

Nel caso in cui non venga espressa nessuna preferenza (inoptato) la quota resta allo Stato.

 

NEL CASO IN CUI NON SI ABBIA L’OBBLIGO DI PRESENTARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI?

 

Si potrà usare la scheda per la devoluzione delle quote irpef che sarà fornita dai volontari  e ritornarla sottoscritta agli stessi che provvederanno a trasmetterla alla Segreteria provinciale.

 

POSSO CONTINUARE A DEVOLVERE ANCHE IL 5 E L’8 X 1000?

 

Si, infatti il 2x1000 non è alternativo né al 5 né all’8 x 1000.

 

QUALI SONO I PARTITI CHE HANNO DIRITTO AL 2X1000?

 

Hanno diritto a ricevere il 2x1000 solo i partiti che rispondono a requisiti di democrazia interna regolata da

apposito Statuto, e dato prova di trasparenza tramite la pubblicazione dei bilanci.

Il Partito Democratico è uno di questi.

 PD Pompiano




permalink | inviato da baratt0907 il 17/1/2016 alle 14:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

19 giugno 2015
gli smemorati di Pontida



Gli smemorati di Pontida

Il Regolamento di Dublino,

per il quale il Paese di arrivo dei migranti è quello competente per la domanda d'asilo,

è stato firmato da ?Maroni? e ?Scajola?




Da ministro dell'interno Maroni pontificava: 


'Tutte le Regioni devono accogliere i profughi' 
Da governatore della Lombardia minaccia: 


'Stop accoglienza, meno soldi ai sindaci che accolgono migranti'

Dottor Jekyll e mister Hyde




 NOI INVECE STIAMO NEL SOLCO DEL MESSAGGIO DI DON MILANI:


Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri.



A PROPOSITO DI DIRITTI. di don Lorenzo Milani



permalink | inviato da baratt0907 il 19/6/2015 alle 8:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

30 aprile 2015
FESTA DEI LAVORATORI ---LA NOSTRA FESTA
primomaggio 2015



permalink | inviato da baratt0907 il 30/4/2015 alle 16:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia febbraio