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IL BLOG DEL PARTITO DEMOCRATICO CIRCOLO DI POMPIANO-CORZANO

20 maggio 2012
Medioriente - analisi dell'amico Alessandro Vergine
Con piacere pubblichiamo la lettera inviata dall'amico Vergine all'on. Ferrari circa la situazione in medio oriente







Caro Pierangelo,

leggo il tuo blog a volte con attenzione e altre meno.

In uno dei più recenti numeri, quello del 9 maggio, nell’articolo dal titolo “ il momento è ora”, fai riferimento all’intervista dello scrittore israeliano Amos Oz rilasciata al Corriere della Sera. Penso sia questa una opportunità per parlare di questioni che normalmente vengono demandate ad altri, mentre è necessario che militanti e cittadini manifestino il loro pensiero su Israele, per questo ti voglio ringraziare.

Effettivamente, come dice Amos Oz, “Israele vive sull’orlo di un vulcano”, da 60 e passa anni, ma mi chiedo quale possa essere l’analogia tra l’Italia e Israele quando affermi: “ come quella israeliana, anche quella italiana è una democrazia a rischio “. A me sembra l’accostamento diciamo un po’ forzato, il solo nesso che accomuna le due democrazie è che hanno pressappoco la stessa età con una variante: quella israeliana è una democrazia non ostante la situazione di guerra permanente. Mi sembra un merito rilevante e straordinario. Tanto più oggi che gli allegorici “tamburi di guerra” iraniani fanno sentire il loro suono a tutto il mondo. Nei fatti l’Iran da alcuni anni, con un odio pari o superiore a quello nazista, minaccia di far sparire Israele, non solo continua indisturbato il suo piano per costruire ordigni nucleari, ma lo dice palesemente.

L’Europa cosa fa? Varie volte chiamata all’appello si è voltata dall’altra parte, al massimo a mandato la baronessa Ashton in tour a pronunciare discorsi scriteriati e a dire sciocchezze. Eppure un fatto recente dovrebbe preoccupare più da vicino l’Europa e l’Italia: a seguito della cosiddetta “primavera araba”, preferirei chiamarla “primavera islamica”, le navi iraniane arrivano indisturbate attraverso il canale di Suez nel mar Mediterraneo. Non costituisce questa una minaccia per l’equilibrio militare nel Mediterraneo e quindi per l’Europa? Non ho ancora sentito alzarsi una voce autorevole su questo che mi sembra un problema serio.

Non ci sono analogie tra Italia e Israele anche per quanto riguarda la situazione economica, Israele non è in recessione, ha un reddito pro capite analogo a quello della Lombardia, è il terzo polo per importanza mondiale nella progettazione e produzione di alta tecnologia. Un elemento che può dirsi comune è quello di stanchezza, di disaffezione alla vita politica esiste in Italia quanto in Israele, ma che ha cause molto diverse. Il processo di pace con i palestinesi è una di queste. Fino a una decina di anni fa il movimento “Peace Now” era una presenza molto autorevole nel dibattito politico, ora non esiste più perché gli israeliani hanno smesso di credere nella volontà palestinese, ammesso ci sia stata, di giungere ad un accordo di pace.

Mi sono sempre chiesto come potevano e possono fare i palestinesi a manifestare la loro volontà di pace se non hanno mai avuto, un movimento democratico per esplicitarla. Non potranno averlo perchè ciò che succede nei territori dell’ANP è rigidamente controllato dai suoi capi. A me pare abbiano sempre manifestato il contrario con atti estremi, attentati ai civili in locali pubblici, sugli autobus, scuolabus, razzi lanciati sulle abitazioni di città limitrofi a Gaza, non raramente sgozzato neonati: migliaia sono le vittime israeliane del terrorismo palestinese. Quando finalmente Israele reagisce, apriti cielo! Piovono le più orrendi critiche.

Ricordo molto bene la fine del trattato di Camp David all’epoca del presidente USA Bill Clinton. Il capo di governo israeliano, Barak, tornò a Gerusalemme con le “pive nel sacco”. Arafat, diversamente, tornò dai suoi in un tripudio di gioia, come un grande vittorioso inspiegabilmente benché le aspettative di pace fossero molto concrete testimoniate dal fatto che gli accordi di pace prevedevano anche aiuti cospicui nei confronti del neonato stato palestinese. Ma come presagiva ancora negli anni 70 il ministro degli esteri di allora, Abba Eban, “ i palestinesi non perdono occasione di perdere le occasioni”. Anche quella volta andò così. Inspiegabilmente?

Il motivo reale è che se si fosse realizzato l’accordo di pace avrebbe dovuto pensare veramente all’organizzazione di uno stato, sarebbe finita la cuccagna per Arafat e i suoi seguaci! La montagna di soldi che sia ieri che oggi raggiunge i territori di Gaza e Cisgiordania, avrebbe dovuto servire alla realizzazione dello stato palestinese. Quello che avviene oggi così come ieri, è l’utilizzo incontrollato di questi ingenti capitali, l’ANP dovrebbe rendere conto dell’utilizzo di queste risorse agli enti che concorrono al finanziamento, ma l’utilizzo è a sua totale discrezione, non ci sono resoconti e nessuno ne avanza la necessità nemmeno timidamente. Si calcola che soltanto la striscia di Gaza disponga di più finanziamenti di quanti ne arrivino dalla comunità mondiale all’intera Africa. L’incontrollato utilizzo di queste incredibili risorse ha dato sviluppo alla corruzione, alla formazione di varie mafie che comandano nell’ANP. Il famoso tesoro di Arafat custodito in Francia ammontava a circa 900 milioni di dollari! Lo stesso Abu Mazen, figli, parenti e affiliati gestiscono attività internazionali per milioni di dollari! Ricordo anche anni fa un’azione del partito Radicale nel Parlamento Europeo allorché chiedendo il rendiconto dei soldi finanziati dall’Europa a favore dei palestinesi, il nostro partito di allora si espresse come Ponzio Pilato astenendosi.

Tutto il mondo è stato vittima di una propaganda pubblicitaria mirante a screditare Israele facendo credere che i palestinesi fossero vittime, di conseguenza c’è stata troppa indulgenza per i palestinesi!

Voglio qui riportare esemplarmente alcuni avvenimenti forse i più esplicativi di questa attività deviante e propagandistica. Anche l’Italia ha avuto un ruolo importante in questa guerra faziosa che ha dell’incredibile. Nomino uno su tutti un giornalista italiano, Riccardo Cristiano giornalista della RAI oggi cosiddetto vaticanista ( le affinità nella sua attuale collocazione penso non siano casuali). Inviò una lettera all’indomani della carneficina perpetrata a Ramallah su tre soldati israeliani riservisti avvenuta l’11 ottobre 2000: furono presi e trucidati dalla folla impazzita, prima linciati poi gettati per strada da un edificio di tre piani infine i corpi legati furono trascinati per le strade di Ramallah, esibiti come trofei, i filmati fecero vedere queste cose spaventose, i palestinesi impazziti con le mani insanguinate dei soldati israeliani! Queste immagini fecero rapidamente il giro del mondo provocando reazioni sgomente. Ebbene questo signore e giornalista, anzi specie, con una lettera al quotidiano più diffuso dei palestinesi, il 16 ottobre 2000 si dichiarava estraneo alla diffusione del filmato diffuso in Italia da Mediaset, ripreso dalla TV israeliana e da altre reti nazionali. La lettera dice tra l’altro: “ Desideriamo sottolineare che le cose non sono andate in questo modo ( ciò a dire noi della RAI non abbiamo ne prodotto ne diffuso il filmato ma è stata la rete italiana Mediaset) perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese (cioè la censura palestinese) per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato”.

E’ incredibile!

Sul web c’è la lettera integrale nel sito focus su Israel.

Un altro avvenimento distorto dalla propaganda palestinese con la complicità di mezzo mondo, si parla sempre di argomenti molto cruenti perché evidentemente colpiscono molto di più i sentimenti delle persone, fu la strage perpetrata dai miliziani cristiano-maroniti sui civili palestinesi nel campo profughi a Tel Al Zatar. Per anni è stato additato come colpevole l’allora generale Sharon. La realtà è che i soldati arabi chiamati a presidiare il campo profughi, si vendettero alle milizie cristiano-maronite libanesi che ebbero campo libero per eseguire il loro criminale disegno. Questa è anche la dimostrazione di quanto gli arabi amino i palestinesi.

Gli avvenimenti passati alla storia come la uccisione degli Al Dura sono ancora più significativi. Il 30 settembre 2000 sotto il fuoco incrociato dell’esercito israeliano e le milizie palestinesi furono uccisi padre e figlio palestinesi, non mi dilungo a raccontarne la storia, anche questa sul web c’è tutta. Alla fine si scopre, dopo anni, che è tutta una finzione, come del resto è sentenziato dalla magistratura francese nel 2008. Queste scene raccapriccianti fecero il giro del mondo scatenando un odio inaudito contro Israele. Queste scene vennero utilizzate e riprodotte durante il congresso di Rifondazione Comunista ma dopo la scoperta della bufala il signor Bertinotti non ha ancora manifestato con una protesta la presa per i fondelli a cui è stato sottoposto e le scuse che dovrebbe chiedere ai militanti del suo partito e agli italiani, per essere stato utilizzato inconsapevolmente come veicolo divulgativo di notizie false, che hanno fomentato odio nei confronti degli israeliani e contro gli ebrei. Altrimenti significa che è correo.

Il recente rapporto Goldstone, anche questo sul web, in seguito dell’inchiesta voluta dall’ONU per individuare l’uso di armi vietate dalle convenzioni internazionali, durante le guerre di difesa tra Israele - Libano e Israele - Gaza. In questo rapporto viene denunciato dall’ONU l’utilizzo di civili come scudi umani da parte degli hezbollah libanesi e dei palestinesi. Tale rapporto ribalta praticamente la tesi del precedente rapporto che attribuiva a Israele la responsabilità di avere utilizzato durante il conflitto con Gaza il fosforo, vietato dai trattati internazionali.

Ma ormai chi guarda il rapporto Goldstone attuale ? Nella opinione corrente è passata l’infomazione che Israele ha utilizzato il fosforo come arma di guerra. Il danno è fatto!

L’ultimo esempio. Pochi giorni dopo al termine della guerra di aggressione subita da Israele ad opera degli hezbollah libanesi, D’Alema fu ripreso in bella mostra a braccetto con capi hezbollah tra le rovine delle abitazioni bombardate dall’esercito israeliano perché queste custodivano l’arsenale di guerra utilizzato nei giorni precedenti furono lanciati su Israele migliaia di missili katiusha.

Mi pare sia universalmente riconosciuto che hezbollah è un movimento politico e militare di emanazione siriana in Libano. Ha il controllo militare e politico della parte sud del Libano, si è indebitamente appropriato di una parte dello stato libanese, ha di fatto aggredito uno stato sovrano, ha rappresentanti politici in seno alle istituzioni libanesi. Così come hezbollah la mafia siciliana controlla parte del territorio siciliano, rappresenta se stessa e i suoi interessi, ha rappresentanti in seno alle istituzioni italiane. Mai però ci sogneremmo di vedere D’Alema a spasso con personaggi della mafia siciliana.

Posso capire le incrostazioni derivanti dal nostro passato, la sudditanza alla politica estera della Unione Sovietica, ma da tempo ormai non c’è più e nemmeno il muro di Berlino simbolo della divisione tra est e ovest. Ma noi continuiamo a ragionare allo stesso modo, vuol dire che non abbiamo fatto i conti con il nostro passato, non tutto negativo per carità, ma molti stereotipi di ragionamento resistono ancora. In questo modo abbiamo perso per strada tantissimi militanti e dirigenti di valore, due nomi come da esempio: Piero Borghini e Fiamma Nirestein.

Concludendo, se la nostra capacità di analizzare il mondo e quindi dare risposte adeguate è analoga alla percezione che abbiamo di Israele, dubito che saremo in grado di essere futura forza di governo. Grazie per avermi ascoltato.

Con stima

Alessandro Vergine.




permalink | inviato da baratt0907 il 20/5/2012 alle 15:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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