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IL BLOG DEL PARTITO DEMOCRATICO CIRCOLO DI POMPIANO-CORZANO

10 maggio 2014
PROGRAMMA ELETTORALE LISTA POMPIANOXTE ANNO 2014
Lista Civica “Pompiano per Te” – 

Programma per l’Amministrazione comunale 2014 - 2019
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Lista Civica
“Pompiano per Te”
Programma per le Elezioni Comunali 2014

PREMESSA: Una denominazione, un’idea.

La denominazione “Pompiano per Te” che si è scelto di dare alla lista civica, vuole sintetizzare un’idea di fondo condivisa da tutti: l’attività politica, a qualsiasi livello e in ogni contesto, va interpretata e vissuta come “servizio” libero e disinteressato a favore della cittadinanza tutta, per rispondere ai suoi bisogni ed attese, per quanto sia possibile.
A livello locale l’Amministrazione comunale, cioè “Pompiano”, deve porre al centro della sua attenzione ed azione i cittadini. Su di essi va indirizzata ogni realizzabile civica premura, per dare sostegno alle loro necessità: al primo posto le persone, il resto in secondo piano.

1) LAVORO E OCCUPAZIONE (agricoltura, artigianato, commercio e industria) e PROMOZIONE DEL TERRITORIO
La questione del lavoro è al centro delle nostre preoccupazioni per la sua gravità, nonostante siano passati parecchi anni dall’inizio della crisi. I suoi effetti, molto spesso drammatici, colpiscono in modo significativo molte famiglie e molti giovani, costretti a fare i conti con la perdita del posto di lavoro e con la difficoltà a trovare un’altra occupazione.
Anche la nostra comunità ha subito e subisce ancora pesantemente questa situazione; la nostra priorità sarà quella di mettere a disposizione strumenti e di porre in atto iniziative volte a favorire l’occupazione. Tuttavia il nostro Comune intende assumere un ruolo centrale attraverso il servizio di accompagnamento al lavoro (SAL).
In proposito, vogliamo anche creare una banca dati e un centro di comunicazione per mettere in contatto le realtà produttive del nostro territorio, con la domanda di lavoro che viene dai nostri cittadini.
Inoltre intendiamo contattare le associazioni di categoria per favorire possibili nuove realtà imprenditoriali, che volessero insediarsi nel nostro territorio.
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E’ nostro intendimento organizzare dei corsi di formazione e riqualificazione professionale per dare più possibilità di impiego e un supporto ai disoccupati o in mobilità, oltre che “stage” professionali per i giovani.
E’ importante promuovere e pubblicizzare anche on-line le aziende locali, la loro professionalità e i loro prodotti.
Con spirito di collaborazione riteniamo contattare tutti i commercianti, ai quali proporre la creazione di una tessera “risparmio” per favorire i consumi all’interno del paese.
2) AREA SOCIO-ASSISTENZIALE (famiglia, anziani, giovani, handicap, immigrati)
La Lista “Pompiano per Te” è chiamata a porre grande attenzione all’uso delle risorse disponibili e alle priorità di spesa.
I Comuni, infatti, attraversano una situazione finanziaria critica che, se non adeguatamente gestita, rischia di produrre dolorosi tagli nei servizi sociali e indurre minore attenzione ai problemi del territorio, dell’ambiente, del lavoro e dello sviluppo economico: bisogna saper scegliere e al contempo eliminare tutti gli sprechi eventualmente ancora presenti.
In altri termini, in un periodo di risorse scarse e di sempre maggiore necessità di servizi dedicati alle famiglie, agli anziani, ai giovani e ai bambini, deve essere messo in campo un grande sforzo per creare sinergie tra Comuni limitrofi o con istituzioni sovracomunali per garantire economie di scala che permettano l’erogazione di servizi di qualità a costi contenuti, tenendo conto della specificità demografica della popolazione pompianese.
A questo proposito, un ruolo fondamentale dovrà avere il Comune all’interno della Fondazione “Comunità della Pianura Bresciana - Fondazione di Partecipazione – Distretto Bassa Bresciana occidentale” per promuovere e potenziare, all’interno della gestione associata di servizi e interventi sociali, l’erogazione di servizi a favore delle nostre famiglie e soprattutto delle persone più deboli e in difficoltà.
La priorità di questa compagine è stata individuata nell’affrontare e risolvere al meglio le problematiche di carattere socio-assistenziali che toccano la cittadinanza.
In particolare, intendiamo adottare e/o incrementare tutti gli strumenti possibili di contrasto alle condizioni di “povertà” e disagio, dando sostegno alle famiglie e alle persone in difficoltà (non soltanto di ordine economico, ma anche di carattere socio-assistenziale), assicurando loro la dovuta considerazione.
Si tratta, per esempio, di potenziare l’assistenza domiciliare alle persone non-autosufficienti, agli anziani e ai disabili; di prestare attenzione alle problematiche dell’infanzia e dell’adolescenza e della gioventù, alla condizione delle donne e delle persone in situazioni di disagio sociale, anche derivanti dalle diverse forme di dipendenza (gioco, droga, alcoolismo, ecc.), soprattutto nei casi più “delicati”, mettendosi innanzitutto all’ascolto della loro
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Vogliamo insistere sui progetti educativi per bambini, adolescenti e giovani, con dibattiti tematici, l’ausilio di educatori e docenti competenti (es. sano utilizzo dei social-network per scongiurare i pericoli insiti nei mezzi di comunicazione e di contatto tecnologici; educazione alimentare; sicurezza stradale, problemi dipendenze, ecc), anche per promuovere forme di aggregazione e associazionismo giovanile, che avvicinino le nuove generazioni al mondo del sociale e del volontariato.
Intendiamo favorire l’allestimento di un servizio di asilo nido e l’affido bambini in orario extra-scolastico, dotando/destinando strutture adeguate allo scopo, anche presenti in Comuni limitrofi, per venire incontro alle esigenze di lavoro della famiglia.
In prospettiva, si tratterà di valutare anche l’opportunità/necessità di dotare la nostra scuola dell’infanzia di nuovi spazi ludico-didattici.
Riteniamo importante continuare nell’organizzazione di soggiorni climatici per anziani (e non), non solo per la cura della salute, ma anche come momento di aggregazione sociale.
Ancora, vogliamo promuovere iniziative per l’accoglienza e l’integrazione degli stranieri, per una comunità aperta, solidale, multi-colore e multi-culturale, fatte salve leggi, consuetudini, costumi e tradizioni della nostra ospitale popolazione.
Il centro diurno per anziani “Gabriele Gardoni” deve diventare realmente un luogo di interrelazione sociale, che abbia a promuovere nuove attività culturali, ricreative e sociali (ad esempio, attraverso laboratori manuali, corso base per computer e social-network, gite, attività ludiche, ginnastica, ecc.) oltre che per “trasmettere” le esperienze pratiche degli anziani, come abilità nel cucito, cucina, lavori a uncinetto, ricamo, maglia, orticultura, ecc.
Riteniamo opportuno riprendere il progetto della realizzazione di una struttura di carattere socio-sanitario e socio-assistenziale, incautamente accantonato dall’attuale Amministrazione, per permettere una vita dignitosa a persone che per età o per problemi di salute si trovano in difficoltà.
Si valuta la possibilità di allestire un presidio medico e poliambulatoriale accorpato, così da poter dare al cittadino una struttura dove trovare soddisfacimento ai proprio bisogni di base per l’assistenza e cura della salute.
Altro punto importante sarà quello di dare sostegno al servizio di trasporto di persone non autosufficienti da casa verso i vari poli ospedalieri, prestato dal Gruppo Volontari di Solidarietà.
3) ISTRUZIONE E CULTURA
La lista civica “Pompiano per Te”, consapevole dell’importanza che assumono in ambito sociale l’istruzione e la cultura, intende adottare interventi e iniziative per favorire una crescita culturale e civica dei cittadini, sia in età scolare che non.
La cultura sarà imperniata sulla Biblioteca Comunale “Don Angelo Benedetti” che oggi può contare sull’adesione al sistema bibliotecario della Bassa Bresciana Centrale, su un
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cospicuo numero di testi ed una adeguata sede e può diventare anche un centro di aggregazione giovanile (CAG), presso cui favorire il consolidamento e recupero delle attività scolastiche e culturali.
Particolare importanza avrà la Commissione Cultura e il Presidente della Biblioteca, a cui verrà affidato il compito di proporre iniziative culturali.
Cultura è anche musica, pittura, scultura e teatro. Per questo riteniamo che la Commissione Cultura dovrà farsi carico della valorizzazione di queste straordinarie arti comunicative che, nel nostro Comune sono in parte ben rappresentate, per esempio, dal corpo bandistico, dal coro parrocchiale, dai numerosi gruppi musicali giovanili e non (I Gnari dè iér), da gruppi teatrali, ecc.
Per tali gruppi è nostra premura assicurare, individuare e/o fornire spazi idonei per lo svolgimento della loro attività. Intendiamo altresì incentivare le pratiche artistiche mediante corsi di acculturamento artistico, in collaborazione con le scuole, a favore delle fasce più giovani della popolazione, ma non solo.
Tra le iniziative da adottare, al fine di rendere omaggio a coloro che si sono prodigati in prima persona e a lungo per la comunità di Pompiano, intendiamo proporre l’intitolazione dell’Auditorium delle “Scuole Medie” al compianto sindaco Mario Fardelli che fu tenace sostenitore della realizzazione di questo complesso scolastico, consapevole come egli era dell’importanza della scuola per la formazione delle nuove generazioni.
Intendiamo altresì:
- proporre eventi socio culturali, anche nelle frazioni (mostre, feste, cineforum, ecc.);
- favorire un maggior utilizzo della sala comunale di Gerolanuova (ad esempio, dotandola di connessione wi-fi per utilizzarla come momento più ampio di approfondimento culturale);
- istituzione di laboratori culturali (anche per fasce diverse d'età);
- valutare la possibilità di riposizionare il Monumento caduti Zurlengo;
- sensibilizzare la popolazione su temi di particolare importanza (alimentazione, ecologia, senso civico, senso di appartenenza alla comunità e recupero della nostra cultura rurale e agricola);
- organizzare la giornata ecologica, la giornata dell’albero, dell’orto-botanico, ecc., con il coinvolgimento delle scuole;
- riscoprire i giochi in strada e/o dei tempi passati, per non disperderne la memoria;
- organizzare una festa culturale per ricordare la figura del garibaldino Bisleri da Gerolanuova;
- favorire momenti di socializzazione e di festa tra i cittadini delle varie nazionalità presenti sul territorio, anche tramite eventi gastronomici, culturali e sportivi;
- introduzione alla lingua italiana per stranieri (o continuazione all’apprendimento);
- affiancare e stimolare le istituzioni scolastiche alla diffusione di corretti stili di vita.
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4) SPORT E TEMPO LIBERO
La pratica sportiva è sempre più radicata nella nostra società.
Essa a diversi livelli coinvolge un numero sempre maggiore di persone, di qualsiasi età e assume un ruolo importante non solo in termini di benessere psico-fisico ma anche sociale, quale importante momento di aggregazione e di socializzazione.
Il nostro obbiettivo è quello avvicinare sempre più persone allo sport dando loro strutture adeguate. Per questo motivo riteniamo che gli impianti sportivi di Pompiano e delle frazioni debbano essere opportunamente ristrutturati, completati e valorizzati, a partire dal campo in terra battuta presso le Scuole Medie. In particolare, si prevede di “ristrutturare” il campetto in terra battuta attiguo alla palestra comunale, per favorirne l’utilizzo anche per altre discipline sportive (es. atletica leggera).
Allo stato attuale non si ritiene sussistere la possibilità/necessità di realizzare nuove strutture sportive (tipo centro sportivo), il cui costo potrebbe gravare in misura eccessiva sulla collettività pompianese.
Creazione di una serie di avvenimenti sportivi (tipo olimpiadi), che coinvolgano tutte e tre i centri urbani a modo di E … STATE GIOVANI, dei primi anni novanta.
5) RAPPORTI ISTITUZIONALI (Gruppi volontariato)
La comunità di Pompiano si caratterizza da sempre per un radicato e diffuso spirito di solidarietà e dalla fattiva generosità dei cittadini, che hanno favorito la nascita di molti gruppi di volontariato, con finalità le più diverse: umanitarie, ricreative, culturali, ecc.
Riteniamo doveroso per l’Amministrazione Comunale dare sostegno all’associazionismo del volontariato che opera sul territorio, consapevoli della grande utilità e della funzione che esso ricopre a sostegno delle esigenze dei cittadini, fornendo risorse e strutture affinché possa più agevolmente perseguire le loro finalità.
La Lista è consapevole della necessità di attivare sempre più intensi e organici rapporti con i Comuni del circondario: anche in questo caso ruolo fondamentale dovrà avere il Comune di Pompiano all’interno dell’Unione Comuni Bassa Bresciana Occidentale, organizzata in questi ultimi anni con lo scopo di migliorare la qualità dei servizi erogati e l’ottimizzazione delle risorse economiche, finanziarie, umane e strumentali messe a disposizione dai singoli Comuni, i cui compiti andranno ulteriormente potenziati e migliorati in una prospettiva di maggiore semplificazione, efficienza ed economicità.
L’unione tra i Comuni, al di là di quanto previsto da talune disposizioni legislative in materia, non va intesa come costrizione all’operatività della singola Amministrazione, ma piuttosto come opportunità per dare risposte più efficienti e ampie alle problematiche avvertite dai singoli Comuni.
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Attraverso questa via, infatti, le singole comunità, pur conservando la loro identità, possono realizzare notevoli economie di scala, accorpando taluni servizi e riducendo di riflesso i relativi costi di gestione, liberando risorse per altri ambiti.
Si ritiene altresì importante consolidare il dialogo e la collaborazione tra l’Amministrazione comunale, le parrocchie e la banca di credito cooperativo, al fine di corrispondere in misura più ampia possibile ai bisogni del paese, nel rispetto dei singoli ruoli e finalità.
Appare altresì importante ripristinare e/o avviare attività di “gemellaggio” con altre comunità, al fine di favorire un interscambio e accrescimento culturale.
Il capoluogo e le frazioni, costituiscono nel loro insieme il Comune di Pompiano: riteniamo doveroso indire dei Consigli comunali anche nelle frazioni, per dare a queste il giusto tributo.
6) URBANISTICA – LAVORI PUBBLICI – VIABILITA’ – PATRIMONIO - SVILUPPO DEL TERRITORIO
L’Amministrazione comunale deve essere condotta secondo il principio irrinunciabile della sana e prudente gestione del patrimonio e delle risorse in generale di cui dispone (economiche, finanziarie e umane).
In questo senso sarà necessario provvedere ad una puntuale ricognizione del patrimonio del Comune, così da valutare con cognizione di causa ogni possibile destinazione, ivi compresa la cessione delle attività disponibili, secondo indirizzi di legge, qualora le risorse così recuperate possano trovare una diversa e più utile allocazione.
Per inciso si fa osservare che al passivo del Conto del Patrimonio al 31.12.2013 risultano iscritti debiti a titolo di “Mutui e Prestiti” pari a circa euro 1.700.000,00 (che gravano sulla cittadinanza, di cui euro 300.000,00 accesi per finanziare parzialmente la costruzione della palestra della scuola primaria, le cui fonti di finanziamento complessive necessarie allo scopo sono state pari a euro 1.054.401,67) e tali debiti hanno comportato, nel corso del 2013, interessi passivi (oneri finanziari) di circa euro 82.000,00.
Nell’esercizio 2013 i “Proventi della gestione operativa” sono ammontati complessivamente ad euro 2.225.653,65 (+4,3% rispetto al 2012) mentre i corrispondenti “Costi della gestione” sono stati pari ad euro 2.262.382,82 (+6,5% rispetto al 2012). Il “Risultato della gestione operativa” appare pertanto negativo per euro 36.640,30 (positivo per euro 9.710,27 nel 2012).
La voce principale dei proventi della gestione 2013 è costituita dai “Proventi tributari” pari ad euro 1.564.504,80 (-10,8% rispetto all’esercizio 2012), mentre la voce di costo maggiore è rappresentata dalla “Prestazione di servizi” pari ad euro 972.655,75 (-5,6% rispetto al precedente esercizio 2012).
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Il Conto Economico del 2013, nel suo complesso (ovvero considerando anche i proventi e oneri da aziende speciali partecipate, proventi e oneri finanziari, proventi e oneri straordinari) mette in evidenza un risultato negativo di euro 38.687,50 nonostante abbia beneficiato di “Proventi straordinari” (dunque di componenti positivi non ricorrenti) di circa euro 80.000,00. Nel 2012 invece il Risultato economico era stato positivo per euro 338.640,25 avendo però favorito di “Proventi Straordinari” di ben circa euro 412.000,00.
Gli investimenti e le opere in cantiere e/o programmate al momento del rinnovo dell’Amministrazione comunale verranno esaminati in modo critico e rigoroso: quelli avviati e in avanzata fase di realizzazione (come ad esempio la ristrutturazione della scuola primaria) verranno portati a termine, nonostante, a nostro parere, si sarebbe potuto, anzi, dovuto fare diversamente: l’accorpamento del plesso scolastico avrebbe comportato costi di realizzazione notevolmente inferiori, oltre a rispondere compiutamente a finalità didattiche e pedagogiche.
Ogni futuro investimento in nuove infrastrutture dovrà essere attentamente esaminato, programmato e adottato se rispondente a reali e sentiti bisogni della cittadinanza, risulti finanziariamente realizzabile e sia sostenibile il gravame stimabile per il futuro che ne deriva.
L’idea di fondo che si vuole perseguire consiste pertanto nel valorizzare, razionalizzare ed economizzare le risorse e il patrimonio del Comune, nella consapevolezza che ogni infrastruttura comporta nel tempo dei costi di gestione e di manutenzione che possono risultare anche consistenti in ogni singolo esercizio.
Alla luce dei principi sopra esposti, intendiamo:
- provvedere al rifacimento o all’ammodernamento degli impianti d’illuminazione pubblica più vetusti e mal funzionanti (via Don Minzoni, ecc.), per migliorarne l’efficienza anche sotto il profilo del risparmio energetico;
- provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria del complesso scolastico delle “Scuole Medie”;
- ristrutturazione degli impianti sportivi esistenti di Pompiano e delle frazioni (palestra in primis e campo in terra battuta presso le scuole medie);
- trovare un’utile destinazione pubblica al fabbricato “ex Maninetti” di proprietà del Comune, ad oggi infruttuoso, previo necessario e/od opportuno adattamento dello stabile (es. presidio medico);
- esaminare acriticamente la destinazione e l’utilizzo della “Cascina Navoni e delle risorse finanziarie provenienti dalla BCC di Pompiano e Franciacorta (euro 1.500.000,00);
- intervenire per favorire la realizzazione della rotatoria all’ingresso del paese provenendo da Brescia, già prevista e a suo tempo quasi totalmente finanziata dalla Provincia,
- razionalizzare il PGT (Piano di Governo del Territorio), avendo come obiettivo la riduzione del consumo di suolo pubblico e al contempo favorire un maggior sfruttamento del patrimonio immobiliare già esistente;
- miglioramento della segnaletica e della viabilità le seguenti vie centrali del capoluogo: Via Marconi, Via Manzoni, Via Santa Maria e Via Monsignor Pietro Piazza. Inoltre, anche il
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tratto pedonale e di parcheggio che da piazza Roma porta fino al piazzale dell’Oratorio necessita di riqualificazione andando a separare le zone di parcheggio da quelle di percorso pedonale protetto);
- assicurare la manutenzione della rete stradale comunale e per taluni tratti rivederne il transito, la viabilità e la messa in sicurezza, soprattutto per gli spazi ad elevata pedonalizzazione.
7) ECOLOGIA – AMBIENTE – TERRITORIO
Ci sta a cuore la cura del territorio in cui viviamo e deve essere un ambiente bello e sostenibile che non si misura in metri cubi da edificare, ma in base ad un progetto di sviluppo razionale.
La nostra sfida è quella di valorizzare le risorse ambientali e riconvertire in chiave ecologica le componenti urbane minacciate di deterioramento.
Il Piano di Governo del Territorio deve avere come obiettivo il consumo “zero” di suolo agricolo, promuovendo la riconversione delle aree degradate e il recupero architettonico, sismico ed ambientale del parco edilizio esistente.
Grande importanza verrà riservata alla promozione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani, favorendo ogni sforzo e iniziativa utile per portarla almeno al 70% del totale entro il 2019. Tale impegno dovrà trovare sostegno nella fattiva e diligente collaborazione dei cittadini e dei volontari che gestiscono l’isola ecologica: oltre a pubblicizzare e meglio esplicitare le modalità di tale forma di raccolta, la futura amministrazione valuterà la possibilità di adottare, in accordo con Provincia ed Ente gestore del servizio, un sistema premiante che porti alla riduzione delle tariffe in base alla maggior differenziazione attuata dall'utente.
Contemporaneamente monitoreremo tutti i fattori di potenziale inquinamento per la prevenzione e la tutela della salute dei cittadini.
Intendiamo riqualificare le aree verdi esistenti sul territorio con l'adeguamento delle strutture, come panchine, fontanelle e giochi per bambini, il taglio e la cura del manto erboso.
Doteremo di un impianto d’illuminazione mediante l'utilizzo di luci Led a ricarica solare, la pista ciclo-pedonale che, fiancheggiando la strada provinciale, porta alla frazione di Zurlengo.
Inoltre, la nostra Lista si prefigge di mettere in cantiere altre tre piste ciclo-pedonali di collegamento con paesi limitrofi, di concerto con le relative Amministrazioni e la Provincia (ovvero con l’Ente che si prenderà carico delle materie e funzioni da essa svolte, dopo l’abolizione delle provincie di cui al Decreto Legge “Del Rio” dell’aprile 2014):
- pista di collegamento con Corzano (costeggiando la strada provinciale 235);
- pista di collegamento con Meano;
- pista di collegamento con Orzivecchi (passando accanto alla cascina Spasimo).
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Intendiamo valorizzare il laghetto artificiale della “cava” con creazione percorsi “vita”, sensibilizzare gli operatori agricoli alla piantumazione delle rive e ripristinare gli scoli lungo le vie comunali.
L’Amministrazione s’impegnerà attivamente con l’Ente gestore del servizio idrico integrato (AOB2) per il potenziamento/adeguamento della rete idrica, delle reti fognarie e dell’impianto di depurazione, oltre ad adottare le misure utili alla tutela ecologica del territorio.
La lista si propone altresì di prestare la massima attenzione ai progetti di trivellazione del suolo per la ricerca di idrocarburi (come ad esempio quello denominato "Progetto Lograto") dal momento che qualche rivista scientifica paventa la possibilità che l’eventuale estrazione di idrocarburi aumenti notevolmente la probabilità di sisma.
8) LEGALITA’ E TRASPARENZA
Mai come ora è necessario instaurare un rapporto limpido tra l’amministrazione comunale e il cittadino. Per questo motivo intendiamo rispettare la normativa che prescrive la pubblicazione sul portale web del Comune dei dati relativi alla situazione patrimoniale e ai compensi corrisposti agli amministratori eletti o nominati.
Si tratterà di assicurare, tra l’altro, la massima accessibilità alle informazioni sui procedimenti amministrativi, sui contratti stipulati, sulle spese di rappresentanza e sulle liste di attesa di servizi gestiti dal Comune.
Struttureremo adeguati momenti di confronto con i cittadini, singoli o associati, anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie.
Il cittadino sarà reso partecipe all’attività amministrativa attraverso incontri pubblici, “Bandi di Idee” e pubblicazioni a cadenza prefissata, anche tramite l’utilizzo dei social network, sempre più radicati nella vita di tutti i giorni.
9) IMPOSIZIONE ed EQUITA’ FISCALE
L'amministrazione uscente ha inasprito la pressione fiscale, innalzando, ad esempio l’aliquota dell’Addizionale comunale all’IRPEF dal 2‰ al 4,5‰ (più che raddoppiata): tenendo conto della costante riduzione dei trasferimenti dello Stato a favore degli Enti locali e delle esigenze di bilancio del Comune, la Lista Civica “Pompiano per te” valuterà la possibilità di una riduzione del gravame, tramite un attento contenimento della spesa, realizzabile ad esempio attraverso i già avviati progetti di gestione in rete di taluni servizi.
La Lista dei candidati intende farsi carico di ogni accortezza che sia funzionale al principio di equità fiscale.
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10) SICUREZZA
Anche al fine di contrastare la micro-criminalità intendiamo aumentare la videosorveglianza nelle aree in cui si manifestano particolari problematiche di sicurezza e ordine pubblico.
Ci prefiggiamo di organizzare al meglio il servizio di Polizia Locale (nell’ambito delle funzioni affidate in modo associato all’Unione Comuni Bassa Bresciana Occidentale) e il servizio di controllo del territorio, con la valorizzazione degli agenti di Polizia Locale.
Si ritiene opportuno installare dei dissuasori di velocità lungo le vie più trafficate e ad elevato rischio di incidenti.
Pompiano (Bs), 25 aprile 2014



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12 febbraio 2012
statuto nazionale
Statuto del Partito Democratico
Modificato dall’Assemblea Nazionale
21, 22 Maggio 2010
CAPO I
Principi e soggetti della democrazia interna
Articolo 1.
(Principi della democrazia interna)
1. Il Partito Democratico è un partito federale costituito da elettori ed iscritti, fondato sul principio delle pari
opportunità, secondo lo spirito degli articoli 2, 49 e 51 della Costituzione.
2. Il Partito Democratico affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni
fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle
candidature per le principali cariche istituzionali.
3. Il Partito Democratico si impegna a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla piena partecipazione politica delle
donne. Assicura, a tutti i livelli, la presenza paritaria di donne e di uomini nei suoi organismi dirigenti ed esecutivi, pena
la loro invalidazione da parte degli organismi di garanzia. Favorisce la parità fra i generi nelle candidature per le
assemblee elettive e persegue l’obiettivo del raggiungimento della parità fra uomini e donne anche per le cariche
monocratiche istituzionali e interne. Il Partito Democratico assicura le risorse finanziarie al fine di promuovere la
partecipazione attiva delle donne alla politica.
4. Il Partito Democratico promuove la partecipazione politica delle giovani donne e dei giovani uomini, delle cittadine e
dei cittadini dell’Unione Europea residenti ovvero delle cittadine e dei cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di
soggiorno, garantendo pari opportunità a tutti e a tutti i livelli.
5. Il Partito Democratico riconosce e rispetta l’autonomia e il pluralismo delle organizzazioni sociali e del lavoro,
riconosce e rispetta la distinzione tra la sfera dell’iniziativa economica privata e la sfera dell’azione politica. Le regole
di condotta stabilite dal Codice etico e le modalità di finanziamento del partito sono tese a evitare il condizionamento di
specifici gruppi di interesse nella formazione dei suoi gruppi dirigenti e dell’indirizzo politico.
6. Il Partito Democratico riconosce e rispetta il pluralismo delle opzioni culturali e delle posizioni politiche al suo
interno come parte essenziale della sua vita democratica, e riconosce pari dignità a tutte le condizioni personali, quali il
genere, l’età, le convinzioni religiose, le disabilità, l’orientamento sessuale, l’origine etnica.
7. Il Partito Democratico propone un programma di governo per l’Italia e si impegna a realizzarlo in maniera coerente,
nel riconoscimento dell’autonomia delle istituzioni. A questo fine, nel rispetto del pluralismo, le modalità di elezione dei
Segretari e delle Assemblee incentivano le aggregazioni e favoriscono un esercizio autorevole della guida del partito.
L’elezione degli ulteriori organismi rappresentativi e di controllo interni da parte delle Assemblee è rigorosamente
improntata al principio proporzionale.
8. Il Partito Democratico promuove la trasparenza e il ricambio nelle cariche politiche e istituzionali. Le candidature e
gli incarichi sono regolate dal Codice etico del partito e dalle norme statutarie che, ad ogni livello organizzativo e per
ogni ambito istituzionale, rendono gli incarichi contendibili, oltre a fissare un limite al cumulo e al rinnovo dei mandati.
Devono attenersi al medesimo Codice etico gli eletti nelle istituzioni iscritti al Partito Democratico in occasione delle
nomine o proposte di designazione che ad essi competono, ispirandosi ai criteri del merito e della competenza,
rigorosamente accertati.
9. Il Partito Democratico assicura un Sistema informativo per la partecipazione basato sulle tecnologie telematiche
adeguato a favorire il dibattito interno e a far circolare rapidamente tutte le informazioni necessarie a tale scopo. Il
Sistema informativo per la partecipazione consente ad elettori ed iscritti, tramite l’accesso alla rete internet, di essere
informati, di partecipare al dibattito interno e di fare proposte. Il Partito rende liberamente accessibili per questa via
tutte le informazioni sulla sua vita interna, ivi compreso il bilancio, e sulle riunioni e le deliberazioni degli organismi
dirigenti. I dirigenti e gli eletti del Partito sono tenuti a rendere pubbliche le proprie attività attraverso il Sistema
informativo per la partecipazione.
- 1- 10. Il Partito Democratico promuove la circolazione delle idee e delle opinioni, l’elaborazione collettiva degli indirizzi
politico-programmatici, la formazione di sintesi condivise, la crescita di competenze e capacità di direzione politica,
anche attraverso momenti di studio e di formazione.
Articolo 2.
(Soggetti fondamentali della vita democratica del Partito)
1. Il Partito Democratico è aperto a gradi diversificati e a molteplici forme di partecipazione. Ai fini del presente
Statuto, vengono identificati due soggetti della vita democratica interna: gli iscritti e gli elettori.
2. Per «iscritti/iscritte» si intendono le persone che, cittadine e cittadini italiani nonché cittadine e cittadini dell’Unione
europea residenti ovvero cittadine e cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, si iscrivono al partito
sottoscrivendo il Manifesto dei valori, il presente Statuto, il Codice etico, e accettando di essere registrate nell’Anagrafe
degli iscritti e delle iscritte oltre che nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori.
3. Ai fini del presente Statuto, ove non diversamente indicato, per «elettori/elettrici» si intendono le persone che,
cittadine e cittadini italiani nonché cittadine e cittadini dell’Unione europea residenti in Italia, cittadine e cittadini di
altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, iscritti e non iscritti al Partito Democratico, dichiarino di riconoscersi
nella proposta politica del Partito, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle
elettrici e degli elettori.
4. Tutti gli elettori e le elettrici del Partito Democratico hanno diritto di:
a) partecipare alla scelta dell’indirizzo politico del partito mediante l’elezione diretta dei Segretari e delle Assemblee al
livello nazionale e regionale.
b) partecipare alle elezioni primarie per la scelta dei candidati del partito alle principali cariche istituzionali;
c) avanzare la propria candidatura a ricoprire incarichi istituzionali;
d) prendere parte a Forum tematici;
e) votare nei referendum aperti alle elettrici e agli elettori e prendere parte alle altre forme di consultazione;
f) avere accesso alle informazioni su tutti gli aspetti della vita del partito;
g) prendere parte alle assemblee dei circoli;
h) ricorrere agli organismi di garanzia e riceverne tempestiva risposta qualora si ritengano violate le norme del presente
Statuto, quanto a diritti e doveri loro attribuiti.
5. Gli iscritti e le iscritte al Partito Democratico hanno inoltre il diritto di:
a) partecipare all’elezione diretta dei Segretari e delle Assemblee ai livelli territoriali inferiori a quello regionale;
b) essere consultati sulla scelta delle candidature del Partito Democratico a qualsiasi carica istituzionale elettiva;
c) votare nei referendum riservati agli iscritti;
d) partecipare alla formazione della proposta politica del partito e alla sua attuazione;
e) avere sedi permanenti di confronto e di elaborazione politica;
f) essere compiutamente informati ai fini di una partecipazione consapevole alla vita interna del partito;
g) avanzare la propria candidatura per gli organismi dirigenti ai diversi livelli e sottoscrivere le proposte di candidatura
per l’elezione diretta da parte di tutti gli elettori;
h) sottoscrivere le proposte di candidatura a ricoprire incarichi istituzionali.
i) ricorrere agli organismi di garanzia e riceverne tempestiva risposta qualora si ritengano violate le norme del presente
Statuto.
6. Tutti gli elettori e le elettrici del Partito Democratico hanno il dovere di:
a) favorire l’ampliamento dei consensi verso il partito negli ambienti sociali in cui sono inseriti;
b) sostenere lealmente i suoi candidati alle cariche istituzionali ai vari livelli;
c) aderire ai gruppi del Partito Democratico nelle assemblee elettive di cui facciano parte;
d) essere coerenti con la dichiarazione sottoscritta al momento della registrazione nell’Albo.
7. Gli iscritti e le iscritte al Partito Democratico hanno inoltre il dovere di:
a) partecipare attivamente alla vita democratica del partito;
b) contribuire al finanziamento del partito versando con regolarità la quota annuale di iscrizione;
c) favorire l’ampliamento delle adesioni al partito e della partecipazione ai momenti aperti a tutti gli elettori;
d) rispettare lo Statuto, le cui violazioni possono dare luogo alle sanzioni previste.
8. L’iscrizione al partito così come la registrazione nell’Albo degli elettori e delle elettrici possono avvenire anche per
via telematica, sono individuali e sono perfezionabili a partire dal compimento del sedicesimo anno di età.
- 2- 9. Sono escluse dalla registrazione nell’Anagrafe degli iscritti e nell’Albo degli elettori del PD le persone appartenenti
ad altri movimenti politici o iscritte ad altri partiti politici o aderenti, all’interno delle Assemblee elettive, a gruppi
consiliari diversi da quello del Partito Democratico.
Gli iscritti che, al termine delle procedure per la selezione delle candidature, si sono candidati in liste alternative al PD,
o comunque non autorizzate dal PD, sono esclusi e non più registrabili, per l’anno in corso e per quello successivo,
nell’Anagrafe degli iscritti.
CAPO II
Formazione dell’indirizzo politico, composizione, modalità di elezione e funzioni degli organismi dirigenti
nazionali
Articolo 3.
(Segretario o Segretaria nazionale)
1. Il Segretario nazionale rappresenta il Partito, ne esprime l’indirizzo politico sulla base della piattaforma approvata al
momento della sua elezione ed è proposto dal Partito come candidato all’incarico di Presidente del Consiglio dei
Ministri.
2. Se il Segretario cessa dalla carica prima del termine del suo mandato, l’Assemblea può eleggere un nuovo Segretario
per la parte restante del mandato ovvero determinare lo scioglimento anticipato dell’Assemblea stessa. Se il Segretario
si dimette per un dissenso motivato verso deliberazioni approvate dall’Assemblea o dal Coordinamento nazionale,
l’Assemblea può eleggere un nuovo Segretario per la parte restante del mandato con la maggioranza dei due terzi dei
componenti. A questo fine, il Presidente convoca l’Assemblea per una data non successiva a trenta giorni dalla
presentazione delle dimissioni. Nel caso in cui nessuna candidatura ottenga l’approvazione della predetta maggioranza,
si procede a nuove elezioni per il Segretario e per l’Assemblea.
3. Il Segretario nazionale in carica non può essere rieletto qualora abbia ricoperto l’incarico per un arco temporale pari a
due mandati pieni a meno che, allo scadere dell’ultimo mandato, non eserciti la funzione di Presidente del Consiglio dei
Ministri per la sua prima legislatura. In tal caso il mandato è rinnovabile fino a che non ricorrano i limiti alla
reiterabilità dei mandati nella carica di Presidente del Consiglio di cui all’articolo 22, comma 3.
Articolo 4.
(Assemblea nazionale)
1. L’Assemblea nazionale è composta da mille persone elette con le modalità indicate dal successivo articolo 9. Fanno
parte dell’Assemblea nazionale, con diritto di voto, i Segretari regionali del partito.
2. Nello svolgimento di tutte le sue competenze, ad eccezione di quelle indicate all’articolo 3, al comma 2 ed al comma
7 del presente articolo, la composizione dell’Assemblea nazionale è integrata da trecento persone elette dagli elettori
contestualmente all’elezione delle Assemblee regionali secondo le modalità indicate dagli statuti regionali. A tale fine, a
ciascuna regione sono attribuiti cinque seggi, ad eccezione del Molise che ne ha due e della Valle d’Aosta che ne ha
uno. La ripartizione dei restanti seggi tra le regioni si effettua in proporzione ai voti ricevuti dal Partito Democratico
nelle più recenti elezioni della Camera dei Deputati, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti. L’Assemblea
nazionale è inoltre integrata da cento componenti eletti dai parlamentari nazionali ed europei aderenti al Partito
Democratico. L’Assemblea nazionale è infine integrata da un numero variabile di componenti espressione delle
candidature alla Segreteria nazionale non ammesse alla votazione presso gli elettori, ai sensi dell’articolo 9, comma 6.
Ai candidati alla carica di Segretario nazionale non ammessi alla votazione, i quali rinuncino a sostenere altre
candidature ammesse, è riconosciuto il diritto a nominare un numero di persone pari a due, di cui un uomo e una donna,
per ogni punto percentuale di voti ottenuti, su quelli validamente espressi, in occasione della consultazione preventiva
tra gli iscritti di cui all’articolo 9, comma 6, purché abbiano ottenuto un numero di voti pari almeno al cinque per cento
di quelli validamente espressi.
3. L’Assemblea nazionale e gli organi dirigenti da essa eletti hanno competenza in materia di indirizzo della politica
nazionale del Partito, di organizzazione e funzionamento di tutti gli organismi dirigenti nazionali, di definizione dei
principi essenziali per l’esercizio dell’autonomia da parte delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e
Bolzano.
4. L’Assemblea nazionale esprime indirizzi sulla politica del partito attraverso il voto di mozioni, ordini del giorno,
- 3- risoluzioni, secondo le modalità previste dal suo Regolamento, sia attraverso riunioni plenarie, sia attraverso
Commissioni permanenti o temporanee, ovvero,  in casi di necessità e urgenza, attraverso deliberazioni effettuate per
via telematica sulla base di quesiti individuati dall’Ufficio di Presidenza o dalla Direzione nazionale. Il Regolamento è
approvato dall’Assemblea nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti.
5. L’Assemblea elegge a scrutinio segreto il proprio Presidente. Nel caso in cui nessun candidato abbia conseguito nella
prima votazione un numero di voti almeno pari alla maggioranza dei componenti, si procede immediatamente a una
seconda votazione, sempre a scrutinio segreto, di ballottaggio tra i due candidati più votati. Il Presidente dell’Assemblea
nazionale resta in carica per la durata del mandato dell’Assemblea. Il Presidente nomina un ufficio di Presidenza sulla
base dei risultati delle elezioni per l’Assemblea.
6. L’Assemblea è convocata ordinariamente dal suo Presidente almeno una volta ogni sei mesi.
In via straordinaria deve essere convocata dal suo Presidente se lo richiedano almeno un quinto dei suoi componenti.
7. L’Assemblea nazionale può, su mozione motivata, approvata con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei
suoi componenti, sfiduciare il Segretario. Se l’Assemblea sfiducia il Segretario, si procede a nuove elezioni per
l’Assemblea e il Segretario.
Articolo 5.
(Durata dei mandati del Segretario e dell’Assemblea nazionale)
1. I mandati di Segretario nazionale del Partito e di componente della Assemblea nazionale durano quattro anni.
2. Il Presidente dell’Assemblea nazionale indice l’elezione dell’Assemblea e del Segretario nazionali sei mesi prima
della scadenza del mandato del Segretario in carica. Quando ricorrano i casi di scioglimento anticipato dell’Assemblea
previsti dall’articolo 3, comma 2, e dall’articolo 4, comma 7, il Presidente dell’Assemblea nazionale indice l’elezione
entro i quattro mesi successivi.
Articolo 6.
(Vicesegretari)
1. Il Segretario nazionale può, all’atto della proclamazione, proporre all’Assemblea nazionale l’elezione di uno o due
Vicesegretari.
2. I vicesegretari svolgono funzioni delegate dal Segretario.
Articolo 7.
(Segreteria nazionale)
1. La Segreteria nazionale è l’organo collegiale che collabora con il Segretario ed ha funzioni esecutive.
2. La Segreteria nazionale è composta da non più di quindici membri, nominati dal Segretario, che dà comunicazione
della nomina in una riunione del Coordinamento nazionale convocata con specifico ordine del giorno. Il Segretario può
revocare la nomina dei componenti della Segreteria. Tale revoca deve essere comunicata e motivata in una riunione
della Direzione nazionale.
3. La Segreteria è convocata dal Segretario, che è tenuto a dare pubblicità alle decisioni assunte.
4. Ulteriori nomine relative ad altre funzioni esecutive esterne alla Segreteria debbono essere preventivamente
approvate dalla Direzione nazionale.
Articolo 8.
(Direzione nazionale)
1. La Direzione nazionale è organo di esecuzione degli indirizzi dell’Assemblea nazionale ed è organo d’indirizzo
politico. Esso, ai sensi del proprio Regolamento, approvato con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi
componenti, assume le proprie determinazioni attraverso il voto di mozioni, ordini del giorno, risoluzioni politiche e
- 4- svolge la sua funzione di controllo attraverso interpellanze e interrogazioni al Segretario e ai membri della Segreteria.
2. La Direzione nazionale è composta da centoventi membri eletti dall’Assemblea nazionale, con metodo proporzionale,
nella prima riunione successiva alle elezioni di cui all’articolo 9, e da quattro rappresentanti eletti nella medesima
riunione dai delegati all’Assemblea nazionale della Circoscrizione estero.
3. Sono inoltre membri di diritto della Direzione nazionale: il Segretario; il Presidente dell’Assemblea nazionale; i
Vicesegretari; il Tesoriere; il massimo dirigente dell’organizzazione giovanile; i Presidenti dei gruppi parlamentari del
Partito Democratico italiani ed europei; i Segretari regionali. 
L’Assemblea nazionale, prima di procedere alla elezione della Direzione nazionale, determina gli ulteriori componenti
di diritto in relazione ai ruoli istituzionali assolti dal Partito a livello nazionale e locale nella legislatura in corso. Il
segretario nazionale può chiamare a farne parte, con diritto di voto, venti personalità del mondo della cultura, del
lavoro, dell’associazionismo, delle imprese.
La Direzione nazionale può dar vita a suoi organi interni per organizzare la propria attività. 
4. La Direzione nazionale è presieduta dal Presidente dell’Assemblea nazionale, che la convoca almeno una volta ogni
due mesi. In via straordinaria deve essere convocata dal Presidente se lo richiedano il Segretario o almeno un quinto dei
suoi componenti.
Articolo 9.
(Scelta dell’indirizzo politico mediante elezione diretta del Segretario e dell’Assemblea nazionale)
1. Le elezioni per il Segretario e per l’Assemblea nazionale sono disciplinate da un Regolamento approvato
dall’Assemblea nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti.
2. Il procedimento elettorale è articolato in due fasi. Nella prima fase, che si conclude con lo svolgimento della
Convenzione nazionale, le candidature a Segretario nazionale e le relative piattaforme politico-programmatiche sono
sottoposte al vaglio degli iscritti. La seconda fase consiste nello svolgimento delle elezioni.
3. Possono essere candidati e sottoscrivere le candidature a Segretario nazionale e componente dell’Assemblea
nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa Anagrafe alla data nella quale viene
deliberata la convocazione delle elezioni.
4. Per essere ammesse alla prima fase del procedimento elettorale, le candidature a Segretario devono essere sottoscritte
da almeno il dieci per cento dei componenti dell’Assemblea nazionale uscente o da un numero di iscritti compreso tra
millecinquecento e duemila, distribuiti in non meno di cinque regioni.
5. Il Regolamento di cui al primo comma stabilisce tempi e modalità di svolgimento delle riunioni dei Circoli, delle
Convenzioni provinciali e della Convenzione nazionale nel corso delle quali vengono presentate le piattaforme politicoprogrammatiche proposte dai candidati a Segretario e si svolge intorno ad esse un dibattito aperto a tutti gli elettori del
Partito Democratico.
6. Il medesimo Regolamento stabilisce le modalità di votazione da parte degli iscritti sulle candidature a Segretario
nazionale, in modo da garantire la segretezza del voto e la regolarità dello scrutinio, e di elezione dei delegati alle
Convenzioni provinciali e alla Convenzione nazionale.
Risultano ammessi all’elezione del Segretario nazionale i tre candidati che abbiano ottenuto il consenso del maggior
numero di iscritti purché abbiano ottenuto almeno il cinque per cento dei voti validamente espressi e, in ogni caso,
quelli che abbiano ottenuto almeno il quindici per cento dei voti validamente espressi e la medesima percentuale in
almeno cinque regioni o province autonome.
7. Ai fini dell’elezione, le candidature a Segretario nazionale vengono presentate in collegamento con liste di candidati a
componente dell’Assemblea nazionale. Nella composizione di tali liste devono essere rispettate la pari rappresentanza e
l’alternanza di genere. La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni regionali viene effettuata in proporzione alla
popolazione residente e al numero dei voti ricevuti dal Partito Democratico nelle più recenti elezioni per la Camera dei
Deputati. Le province autonome di Trento e Bolzano costituiscono ciascuna una circoscrizione.
Con l’eccezione della Valle d’Aosta e del Molise, le circoscrizioni regionali sono articolate in collegi nei quali sono
assegnati da un minimo di quattro ad un massimo di nove seggi. In ciascun collegio possono essere presenti una o più
liste collegate a ciascun candidato alla Segreteria. I seggi assegnati a ciascun collegio sono ripartiti tra le liste con
metodo proporzionale. I seggi non assegnati sulla base dei quozienti pieni vengono ripartiti tra le liste sulla base dei
resti, nell’ambito delle circoscrizioni regionali. Ogni altro aspetto è stabilito dal Regolamento di cui al precedente
- 5- comma 1, il quale prevede confronti pubblici tra i candidati.
8. Sono ammesse a partecipare alle elezioni, in qualità di elettrici ed elettori, tutte le persone che al momento del voto
rientrino nei requisiti di cui all’art. 2 comma 3 e devolvano un contributo di entità contenuta.
9. Qualora sia stata eletta una maggioranza assoluta di componenti l’Assemblea a sostegno di un candidato Segretario, il
Presidente dell’Assemblea nazionale lo proclama eletto all’apertura della prima seduta dell’Assemblea stessa; in caso
contrario il Presidente indice in quella stessa seduta un ballottaggio a scrutinio segreto tra i due candidati collegati al
maggior numero di componenti l’Assemblea e proclama eletto Segretario il candidato che ha ricevuto il maggior
numero di voti validamente espressi.
Articolo 10.
(Organizzazioni all’estero del Partito Democratico)
1. Il Partito Democratico, al fine di garantire la partecipazione politica, sociale e culturale degli italiani residenti
all’estero, organizza le proprie strutture anche in altri Paesi.
2. In considerazione delle norme che disciplinano il voto all’estero, le organizzazioni del Partito Democratico, quando è
necessario, concorrono a promuovere coalizioni politiche conformi a quelle costituite nel territorio nazionale.
3. Le forme e le modalità di organizzazione del Partito Democratico all’estero sono stabilite dallo Statuto della
Circoscrizione Estero che sarà, in conformità alle norme di cui al capo III, approvato e modificato dalla relativa
Assemblea, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti.
4. Le regole per le intese con le forze politiche e sociali dei paesi di residenza sono definite in accordo con il
Coordinamento nazionale.
CAPO III
Struttura federale
Articolo 11.
(Autonomia statutaria a livello regionale e nelle province di Trento e Bolzano)
1. Le Unioni regionali e le Unioni provinciali di Trento e Bolzano hanno un proprio Statuto che, nel rispetto e in
armonia con i principi fondamentali dello Statuto nazionale, disciplina l’attività del partito nel loro ambito territoriale.
2. Gli Statuti delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano disciplinano le modalità di
designazione, il regime delle incompatibilità e la durata in carica dei componenti delle rispettive Commissioni di
garanzia e di quelle infra-regionali in modo tale da assicurarne l’autonomia.
3. Gli Statuti delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano sono approvati e modificati dalla
relativa Assemblea con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti. Essi entrano in vigore entro
trenta giorni dalla loro approvazione, a meno che entro tale termine la Commissione nazionale di garanzia, la quale ha il
compito di verificarne la conformità con i principi fondamentali dello Statuto nazionale, non rinvii lo Statuto con le
relative osservazioni all’Unione regionale o alle Unioni provinciali di Trento e Bolzano affinché provvedano a
modificarlo. In tal caso, se la relativa Assemblea non intende adeguarsi in tutto o in parte alle osservazioni della
Commissione nazionale di garanzia può ricorrere all’Assemblea nazionale, la quale decide in via definitiva con il voto
favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti entro i successivi sessanta giorni.
4. Forme speciali di autonomia per rispondere a peculiari esigenze territoriali, in via sperimentale o permanente,
possono essere richieste dalle Assemblee regionali o dalle Assemblee provinciali di Trento e Bolzano con la procedura
prevista per la revisione dei propri Statuti. Tali richieste sono esaminate dall’Assemblea nazionale e da essa approvate
con la procedura prevista per la revisione dello Statuto nazionale.
Articolo 12.
(Autonomia degli organi regionali, delle province autonome e locali)
1. Ai competenti organi delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano, nonché agli organi locali,
- 6- è riconosciuta autonomia politica, programmatica, organizzativa e finanziaria in tutte le materie che il presente Statuto
non riservi alla potestà degli organi nazionali, comprese le alleanze politiche ed elettorali a livello regionale, provinciale
e comunale. Nel caso di decisioni che comportino una alleanza politica con partiti non coalizzati con il Partito
Democratico in ambito nazionale, l’organo territoriale competente è tenuto ad informare preventivamente il Segretario
nazionale e, se si tratti di organo sub-regionale, il Segretario regionale o il Segretario provinciale di Trento e Bolzano.
In caso di rilievi o richiesta di riesame della decisione, gli organi che l’hanno adottata sono tenuti a rispondere
motivandola in modo esaustivo.
2. Gli organi nazionali intervengono negli ambiti riservati ai livelli regionali, delle province autonome e locali soltanto
se e nella misura in cui gli effetti della loro azione possono pregiudicare i valori fondamentali del partito definiti dal
Manifesto e dal Codice etico. In tali casi la Direzione nazionale può annullare le deliberazioni degli organismi delle
Unioni regionali, delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano o locali con il voto favorevole della maggioranza assoluta
dei suoi componenti entro 15 giorni dalla loro adozione.
3. Qualora il Segretario regionale o il Segretario provinciale di Trento e Bolzano, o una maggioranza dei componenti
della relativa Assemblea, ritengano che una decisione nazionale violi l’autonomia statutaria possono ricorrere entro
trenta giorni dalla sua approvazione alla Commissione nazionale di garanzia che giudica entro i successivi trenta giorni
con decisione inappellabile.
In caso di necessità la Commissione nazionale di garanzia può sospendere preventivamente l’efficacia della decisione.
4. L’autonomia regionale e delle province autonome comprende anche la possibilità di stipulare accordi tra le Unioni
regionali e le Unioni provinciali di Trento e Bolzano, alle medesime condizioni e con i medesimi limiti previsti per gli
Statuti.
Articolo 13.
(Accordi confederativi)
1. Qualora in una regione a statuto speciale o in una provincia autonoma si realizzino le condizioni per costituire una
forza politica capace di rappresentare l’elettorato di orientamento Democratico, il Partito Democratico, a fronte della
reale adesione locale al progetto, stabilisce con essa un rapporto confederale. L’accordo è deliberato dalla Assemblea
nazionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
2. L’accordo confederativo implica che il partito locale si riconosca nelle liste del Partito Democratico per il Parlamento
nazionale ed europeo ed abbia la facoltà di presentare propri candidati all’interno delle medesime liste. Per le elezioni
regionali e locali l’accordo confederativo comporta la rinuncia del Partito Democratico a presentare proprie liste ovvero
la regolare presentazione di liste elettorali comuni con il partito locale confederato.
Articolo 14.
(Circoli)
1. I Circoli costituiscono le unità organizzative di base attraverso cui gli iscritti partecipano alla vita del partito. Essi si
distinguono in Circoli territoriali, legati al luogo di residenza, in Circoli di ambiente legati alla sede di lavoro e/o di
studio, ed in Circoli on-line, che vengono costituiti sulla rete internet e ai quali è possibile aderire indipendentemente
dalla sede di residenza, di lavoro e di studio. In ciascuna porzione del territorio e in riferimento a ciascuna sede di
lavoro o di studio può essere costituito un solo Circolo. In caso di partecipazione contemporanea ad un Circolo
territoriale e ad un Circolo d’ambiente, fermo restando il diritto di partecipare alla vita politica interna ed all’elezione
degli organi dirigenti di entrambi, l’iscritto deve indicare presso quale dei due Circoli intende esercitare gli altri propri
diritti ai sensi del presente Statuto.
2. Gli iscritti ai Circoli on-line, fermo restando il diritto di partecipare alla vita politica interna ed all’elezione degli
organi dirigenti di questi, devono comunque indicare il Circolo territoriale o d’ambiente dove esercitare gli altri propri
diritti ai sensi del presente Statuto.
3. Gli elettori possono partecipare, senza diritto di voto, alle attività dei Circoli.
4. I criteri per l’articolazione dei Circoli territoriali e di ambiente sono stabiliti dagli Statuti delle Unioni regionali e
delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano. In ogni caso dovrà essere previsto almeno un Circolo territoriale di base
per ogni comune superiore a cinquemila abitanti e, nei comuni con più di centomila abitanti, almeno un circolo per ogni
cinquantamila abitanti.
- 7- Gli Statuti devono prevedere in ogni caso che i Circoli abbiano una Assemblea degli iscritti e un Segretario.
5. Le modalità di costituzione dei Circoli on-line, il loro funzionamento, gli organi e le relative modalità di elezione
sono stabilite da un apposito Regolamento approvato dalla Direzione nazionale.
Articolo 15
(Principi inderogabili per gli statuti regionali)
1. Gli Statuti delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano disciplinano i livelli e l’articolazione
dell’organizzazione territoriale, nonché la composizione e le competenze degli organismi dirigenti regionali, e locali,
nel quadro dei principi contenuti nel presente Statuto, nel Codice etico e nel Manifesto.
2. Per ogni livello territoriale cui spetti la titolarità, nel proprio ambito, della rappresentanza politica del Partito
Democratico, devono essere previsti un Segretario, una Assemblea e una Commissione di garanzia.
3. La composizione numerica delle direzioni e degli esecutivi, a tutti i livelli, non può essere superiore a quella dei
corrispondenti organismi nazionali di cui agli art. 7 e 8 del presente Statuto. Almeno un terzo delle direzioni provinciali
debbono essere formate, nel rispetto del pluralismo, da segretari o da membri delle segreterie dei circoli. 
4. L’elezione del Segretario e dell’Assemblea provinciale, nonché quella del Segretario e del Direttivo di circolo,
avviene con il voto personale, diretto e segreto degli iscritti.
5. I mandati di Segretario regionale, di Segretario provinciale di Trento e Bolzano e di componente la relativa
Assemblea durano quattro anni.
6. Con Regolamento approvato dall’Assemblea regionale sono stabiliti i tempi e le modalità di formazione e
svolgimento della Convenzione regionale eletta nell’ambito di una consultazione preventiva degli iscritti sulle
candidature a Segretario regionale . Sono ammessi alla competizione elettorale aperta a tutti gli elettori i tre candidati
che nella consultazione preventiva abbiano ottenuto il consenso del maggior numero di iscritti purché abbiano ottenuto
almeno il cinque per cento dei voti validamente espressi e, in ogni caso, quelli che abbiano ottenuto almeno il quindici
per cento dei voti validamente espressi e la medesima percentuale in almeno un terzo delle province.
7. L’elezione dell’Assemblea e del Segretario regionale o del Segretario provinciale di Trento e Bolzano, unitamente a
quella per gli organismi dirigenti dei livelli infraregionali, si svolgono a distanza di due anni dall’elezione del Segretario
e dell’Assemblea nazionale in una data unica per tutte le regioni e le province autonome, stabilita dal Coordinamento
nazionale d’intesa con la Conferenza dei Segretari regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano.
8. Le candidature a Segretario regionale, a Segretario provinciale di Trento e Bolzano, vengono presentate in
collegamento con liste di candidati a componenti della relativa Assemblea, sulla base di piattaforme politicoprogrammatiche concorrenti. In ciascun collegio elettorale possono essere presentate una o più liste collegate a ciascun
candidato alla Segreteria. L’elettorato passivo è riservato agli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella
relativa Anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni. L’elettorato attivo è riservato a
tutte le persone per le quali ricorrano le condizioni per essere registrate nell’Albo degli elettori e che ne facciano
richiesta anche al momento del voto.
9. Se il Segretario regionale cessa dalla carica prima del termine del suo mandato, l’Assemblea regionale può eleggere
un nuovo Segretario per la parte restante del mandato ovvero determinare lo scioglimento anticipato dell’Assemblea
stessa. Se il Segretario si dimette per un dissenso motivato verso deliberazioni approvate dall’Assemblea, l’Assemblea
può eleggere un nuovo Segretario per la parte restante del mandato con la maggioranza assoluta dei componenti. A
questo fine, il Presidente convoca l’Assemblea per una data non successiva a trenta giorni dalla presentazione delle
dimissioni. Nel caso in cui nessuna candidatura sia approvata dalla maggioranza assoluta dei componenti, si procede a
nuove elezioni per il Segretario e per l’Assemblea.
10. L’Assemblea regionale può, su mozione motivata, approvata con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei
suoi componenti, sfiduciare il Segretario. Se l’Assemblea sfiducia il Segretario, si procede a nuove elezioni per
l’Assemblea e il Segretario.
11. I Regolamenti per l’elezione degli organismi dirigenti regionali e locali sono approvati dall’Assemblea regionale e
dall’Assemblea provinciale di Trento e Bolzano, previo parere positivo della relativa Commissione di garanzia. Deve
essere in ogni caso tutelata la pari rappresentanza di genere, la segretezza del voto, oltre ad essere garantita la regolarità
- 8- dello scrutinio.
12. Gli Statuti regionali definiscono i modi e le forme della presenza degli eletti nelle istituzioni negli organismi
territoriali del partito.
Articolo 16.
(Conferenza dei Segretari regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano)
1. La Conferenza dei Segretari regionali e dei Segretari provinciali di Trento e Bolzano è organo di rappresentanza
federale del partito, di coordinamento dell’iniziativa politica e delle scelte organizzative in un rapporto di leale
cooperazione tra il livello nazionale e le Unioni regionali e delle province autonome. Essa si dota di un Regolamento
approvato con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti.
2. La Conferenza è presieduta da un suo componente eletto annualmente a scrutinio segreto. Essa è convocata dal
Presidente, che ne determina l’ordine del giorno d’intesa con il Segretario nazionale o suo delegato.
3. La Conferenza esprime pareri sulle scelte relative alla perequazione finanziaria tra i diversi livelli del partito e i
diversi ambiti territoriali, oltre che sulle scelte politiche nazionali che incidano in maniera rilevante sulla sfera di
autonomia regionale. Tali pareri possono essere derogati dagli organi nazionali con deliberazioni assunte con il voto
favorevole della maggioranza assoluta dei loro componenti.
4. Qualora la Conferenza o il suo Presidente ritengano che un organo statutario non rispetti l’autonomia riconosciuta
alle Unioni regionali e alle Unioni provinciali di Trento e Bolzano possono ricorrere alla Commissione nazionale di
garanzia che delibera entro trenta giorni con decisione inappellabile e che in caso di necessità può previamente decidere
di sospendere l’efficacia della decisione assunta.
Articolo 17.
(Poteri sostitutivi)
1.In caso di necessità e urgenza o di grave danno al partito in seguito a ripetute violazioni, o di gravi ripetute omissioni
dello Statuto o del Codice etico, per assicurare il regolare funzionamento della democrazia interna, previa richiesta del
quaranta per cento dei membri dell’Assemblea regionale o delle Assemblee delle province autonome e sentito il parere
del relativo organismo di garanzia, la Direzione nazionale, con la maggioranza dei tre quinti dei suoi componenti, può
convocare un’elezione anticipata dell’Assemblea e del Segretario regionale o delle province autonome, nominando, nel
rispetto del pluralismo, un organo collegiale di carattere commissariale.
2. In caso di ripetute violazioni statutarie sulla medesima materia o di gravi ripetute omissioni, con la medesima
procedura può essere nominato, nel rispetto del pluralismo, un organo commissariale ad acta per decidere sulle
medesime materie per un periodo non superiore a sei mesi.
3. In casi di necessità e di urgenza, di gravi e ripetute violazioni dello Statuto e del Codice etico, sentita la Commissione
nazionale di Garanzia, il Segretario nazionale può nominare un organo commissariale sostitutivo del Segretario e della
Segreteria, ovvero di altri organi esecutivi. A pena di nullità, entro i trenta giorni successivi, tali nomine sono sottoposte
a ratifica della Direzione nazionale.
4. In presenza di elementi di irregolarità del tesseramento, incompletezza o anomalie evidenti, l’Organizzazione procede
a verificare e a compiere e, laddove è necessario, formalizzare la nomina di commissari ad acta per la redazione delle
anagrafi delle singole articolazioni territoriali del partito o di parti di esse.
5. Lo Statuto delle Unioni regionali e delle Unioni provinciale di Trento e Bolzano regolamentano i poteri sostitutivi del
relativo livello.
CAPO IV
Scelta delle candidature per le cariche istituzionali
Articolo 18.
(Elezioni primarie per le cariche monocratiche istituzionali)
- 9- 1. I candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione vengono scelti attraverso il ricorso
alle primarie di coalizione.
2. Il Regolamento per lo svolgimento delle primarie di coalizione, definito d’intesa con le forze politiche alleate, è
approvato con i voti favorevoli della maggioranza assoluta dei componenti della Direzione del Partito Democratico del
livello territoriale corrispondente. Tale Regolamento stabilisce le norme per l’esercizio del diritto di voto, le modalità e i
tempi per la presentazione delle candidature e la convocazione della consultazione, disciplina la competizione per la
fase che va dalla presentazione delle candidature alle elezioni, fissa modalità rigorose di registrazione dei votanti e di
svolgimento delle operazioni di voto.
3. Nel caso di primarie di coalizione, gli iscritti al Partito Democratico possono avanzare la loro candidatura qualora
essa sia stata sottoscritta da almeno il trentacinque per cento dei componenti dell’Assemblea del livello territoriale
corrispondente, ovvero, da almeno il venti per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale.
4. Qualora non si svolgano primarie di coalizione, si procede con le primarie di partito, a meno che la decisione di
utilizzare un diverso metodo, concordato con la coalizione, per la scelta del candidato comune non sia approvata con il
voto favorevole dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea del livello territoriale corrispondente.
5. Nel caso di primarie di partito, la candidatura a Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione può essere
avanzata con il sostegno del dieci per cento dei componenti della Assemblea del relativo livello territoriale, ovvero con
un numero di sottoscrizioni pari almeno al tre per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale. Nel caso di primarie
di partito, qualora il Sindaco, il Presidente di Provincia o di Regione uscenti, al termine del primo mandato, avanzino
nuovamente la loro candidatura, possono essere presentate eventuali candidature alternative se ricevono il sostegno del
trenta per cento dei componenti della Assemblea del relativo livello territoriale, ovvero di un numero di sottoscrizioni
pari almeno al quindici per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale.
6. Le primarie, di coalizione o di partito, per la scelta dei candidati a Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di
Regione, si svolgono con il metodo della maggioranza relativa.
7. Non si svolgono le elezioni primarie di coalizione o di partito nel caso in cui, nei tempi prescritti dal Regolamento, di
cui il comma 2, sia stata avanzata una sola candidatura alla carica oggetto di selezione. Tale candidatura diventa
automaticamente quella del PD alle elezioni.
8. Qualora il Partito Democratico aderisca a primarie di coalizione per la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri
è ammessa, tra gli iscritti del Partito Democratico, la sola candidatura del Segretario nazionale.
9. Per le elezioni dei Presidenti di Regione, nonché dei Sindaci e dei Presidenti di Provincia dei capoluoghi di Regione,
il Segretario nazionale, qualora ravvisi elementi che pregiudichino l’indirizzo politico generale del partito, può chiedere
all’organo dirigente del livello territoriale competente di riesaminare le decisioni assunte in ordine agli accordi di
coalizione e alle modalità di selezione delle candidature. In tale caso, l’organo dirigente del livello territoriale
competente è chiamato a riesaminare la decisione nei sette giorni successivi.
Articolo 19.
(Scelta delle candidature per le Assemblee rappresentative)
1. La selezione delle candidature per le assemblee rappresentative avviene ad ogni livello con il metodo delle primarie
oppure, anche in relazione al sistema elettorale, con altre forme di ampia consultazione democratica. La scelta degli
specifici metodi di consultazione da adottare per la selezione delle candidature a parlamentare nazionale ed europeo è
effettuata con un Regolamento approvato di volta in volta dalla Direzione nazionale con il voto favorevole di almeno i
tre quinti dei componenti, previo parere della Conferenza dei Segretari regionali.
2. Il Regolamento, di cui al comma 1, nel disciplinare le diverse modalità di selezione democratica dei candidati per le
assemblee elettive, si attiene ai seguenti principi:
a) l’uguaglianza di tutti gli iscritti e di tutti gli elettori;
b) la democrazia paritaria tra donne e uomini;
c) il pluralismo politico nelle modalità riconosciute dallo Statuto;
d) l’ineleggibilità in caso di cumulo di diversi mandati elettivi;
e) la rappresentatività sociale, politica e territoriale dei candidati;
f) il principio del merito che assicuri la selezione di candidati competenti, anche in relazione ai diversi ambiti
dell’attività parlamentare e alle precedenti esperienze svolte;
- 10- g) la pubblicità della procedura di selezione.
3. Il Regolamento è approvato dalla Direzione nazionale entro tre mesi dalla scadenza della presentazione delle liste o,
in caso di scioglimento anticipato, entro tre giorni dalla pubblicazione del relativo decreto. Tale Regolamento:
a) individua gli organi responsabili per ricevere le proposte di candidatura e i criteri per selezionarle;
b) determina le modalità con cui le candidature sono sottoposte, con metodo democratico, all’approvazione di iscritti o
elettori, in via diretta o attraverso gli organi rappresentativi; 
c) nomina una Commissione elettorale di garanzia, i cui componenti non sono candidabili, che esamina i ricorsi relativi
alle violazioni del Regolamento e che decide in modo tempestivo e inappellabile.
CAPO V
Principi generali per le candidature e gli incarichi
Articolo 20.
(Codice etico)
1. Non possono aderire al Partito Democratico come elettori o come iscritti, non possono essere candidate a cariche
interne del Partito o essere candidate dal Partito a cariche istituzionali le persone che risultino escluse sulla base del
Codice etico.
Articolo 21.
(Incandidabilità e incompatibilità)
1. Non si può far parte contemporaneamente di più organi esecutivi del Partito Democratico, come le segreterie.
2. a) Durante l’esercizio del loro mandato istituzionale non sono candidabili alla carica di segretario regionale:
i presidenti di regione e dei consigli regionali, gli assessori regionali, i presidenti di provincia, i sindaci delle città capo -
luogo di regione e di provincia.
b) Durante l’esercizio del loro mandato istituzionale non sono candidabili alla carica di segretario provinciale:
i parlamentari nazionali ed europei, i presidenti di regione, gli assessori regionali, i consiglieri regionali, i presidenti di
provincia, gli assessori provinciali, i sindaci e gli assessori delle città capoluogo di regione e di provincia, i sindaci e gli
assessori dei comuni superiori a cinquantamila abitanti.
c) La carica di segretario regionale e provinciale è incompatibile con le rispettive funzioni istituzionali per le quali è
prevista l’incandidabilità alle lettere a e b del presente
comma.
d) La carica di segretario di circolo o di segretario cittadino è incompatibile con quella di sindaco o assessore.
3 Non è ricandidabile da parte del Partito Democratico per la carica di componente del Parlamento nazionale ed europeo chi ha ricoperto detta carica per la durata di tre mandati.
4 Non sono candidabili dal Partito Democratico, a qualsiasi livello nell’ambito della circoscrizione elettorale in cui
hanno prestato servizio negli ultimi tre anni, i soggetti per i quali la legge prevede l’aspettativa dal servizio come
condizione di candidabilità.
5. Gli iscritti al Partito Democratico non possono ricoprire una carica monocratica di governo o far parte di un organo
esecutivo collegiale per più di due mandati pieni consecutivi o per un arco temporale equivalente.
6. Gli iscritti al Partito Democratico non possono far parte contemporaneamente di più di un’assemblea elettiva e di un
organo esecutivo, tranne i casi in cui questo sia strettamente richiesto da una delle cariche istituzionali ricoperte. In tali
casi, il settantacinque per cento delle indennità ricevute per le cariche collegate all’incarico istituzionale principale
devono essere versate alla tesoreria del partito al livello territoriale corrispondente all’incarico principale.
7. La carica di parlamentare nazionale o europeo e quella di consigliere di un comune con meno di quindicimila abitanti
non sono incompatibili. In caso di cumulo, il settantacinque per cento dell’indennità ricevuta per la carica di consigliere
comunale deve essere versato alla tesoreria del partito del livello provinciale corrispondente.
8. Eventuali deroghe alle disposizioni di cui ai commi precedenti, ad esclusione dei comma 2 e 4, devono essere
deliberate dalla Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti, su proposta
motivata dell’Assemblea del livello territoriale corrispondente all’organo istituzionale per il quale la deroga viene
- 11- richiesta. Per le cariche istituzionali europee, la proposta viene formulata dalla medesima Direzione nazionale.
9. La deroga può essere concessa soltanto sulla base di una relazione che evidenzi in maniera analitica il contributo
fondamentale che, in virtù dall’esperienza politico-istituzionale, delle competenze e della capacità di lavoro, il soggetto
per il quale viene richiesta la deroga potrà dare nel successivo mandato all’attività del Partito Democratico attraverso
l’esercizio della specifica carica in questione. La deroga può essere concessa, su richiesta esclusiva degli interessati, per
un numero di casi non superiore, nella stessa elezione, al 10% degli eletti del Partito Democratico nella corrispondente
tornata elettorale precedente.
10. Le incandidabilità e le incompatibilità per le cariche istituzionali di livello regionale e locale, fatto salvo quanto
previsto ai comma 2 e 4 del presente articolo, sono stabilite dagli Statuti delle Unioni regionali e delle Unioni
provinciali di Trento e Bolzano.
Articolo 22.
(Doveri degli eletti)
1. Gli eletti si impegnano a collaborare lealmente con gli altri esponenti del Partito Democratico per affermare le scelte
programmatiche e gli indirizzi politici comuni.
2. Gli eletti hanno il dovere di contribuire al finanziamento del partito versando alla tesoreria una quota dell’indennità e
degli emolumenti derivanti dalla carica ricoperta. Il mancato o incompleto versamento del contributo previsto dal
Regolamento di cui all’articolo 36, comma 2, è causa di incandidabilità a qualsiasi altra carica istituzionale da parte del
Partito Democratico, nonché dei provvedimenti disciplinari di cui il Regolamento previsto all’art. 39 e 40 del presente
Statuto.
3. Gli eletti hanno il dovere di rendere conto periodicamente agli elettori e agli iscritti della loro attività attraverso il
Sistema informativo per la partecipazione.
4. Se nelle competenze discrezionali degli eletti ricade la nomina di organi tecnici o amministrativi, di presidenze di
Enti o di membri di consigli di amministrazione, di consulenti e professionisti, gli eletti si impegnano a seguire criteri di
competenza, merito e comprovata capacità.
Essi devono inoltre richiedere che all’intera procedura di selezione sia data la massima pubblicità.
5. I gruppi del Partito Democratico nelle assemblee elettive di ogni livello istituzionale sono tenuti ad approvare e a
rendere pubblico un Regolamento di disciplina della loro attività.
CAPO VI
Strumenti per la partecipazione,
l’elaborazione del programma e la formazione politica
Articolo 23.
(Forum tematici)
1. Le finalità dei Forum tematici sono: la libera discussione, la partecipazione alla vita pubblica,
la formazione degli elettori e degli iscritti al partito ed il coinvolgimento dei cittadini nell’elaborazione di proposte
programmatiche. I Forum producono materiali utili alle decisioni e all’iniziativa politica del Partito Democratico.
2. La partecipazione ai Forum è aperta a tutti i cittadini e le cittadine. I partecipanti, qualora lo accettino, vengono
registrati nell’Albo degli elettori del Partito.
3. I Forum tematici sono attivati dai responsabili delle aree e dei settori tematici del Partito Democratico. Un Forum può
altresì essere attivato qualora ne facciano richiesta almeno dieci cittadini e la proposta sia approvata dalla Direzione
nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti. Il Forum viene sciolto e non può
essere ricostituito nell’anno immediatamente successivo se alle sue attività non abbiano attivamente partecipato, anche
per via telematica, almeno cento persone nel corso dell’anno.
4. Il funzionamento dei Forum è disciplinato da un Regolamento approvato dalla Direzione nazionale con il voto
favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti.
- 12- 5. Gli organi del Partito Democratico si esprimono sui materiali prodotti dai Forum quando discutono o deliberano su
contenuti attinenti, secondo le modalità stabilite dal Regolamento di cui al precedente comma 4.
6. Il materiale audio-video ed i documenti prodotti dai Forum sono pubblici ed accessibili a tutti in forma gratuita e non
sono oggetto di diritto d’autore. Il Partito Democratico li può liberamente utilizzare per l’elaborazione del proprio
programma elettorale e più in generale delle proprie posizioni politiche.
- 13- Articolo 24.
(Conferenza permanente delle donne democratiche)
1. Della Conferenza permanente delle donne democratiche fanno parte le iscritte e le elettrici che ne condividono le
finalità.
2. La Conferenza permanente è un luogo di elaborazione delle politiche di genere, di promozione del pluralismo
culturale, di scambio tra le generazioni, di formazione politica, di elaborazione di proposte programmatiche, di
individuazione di campagne su temi specifici.
3. Le forme organizzative della Conferenza, improntate ad autonomia e flessibilità, sono disciplinate da un
Regolamento approvato con il voto favorevole della maggioranza assoluta delle donne che vi aderiscono.
Articolo 25.
(Commissioni nazionali)
1. L’Assemblea nazionale, su proposta del Segretario nazionale o di un quinto dei suoi componenti, può istituire una o
più Commissioni dando ad esse mandato di elaborare, entro tempi determinati, analisi e proposte per l’organizzazione e
la regolazione della vita interna del partito, ovvero documenti a carattere politico-programmatico.
Articolo 26.
(Conferenza programmatica annuale)
1. Ogni anno il Partito Democratico indice la propria Conferenza programmatica secondo le modalità stabilite
dall’apposito Regolamento approvato dall’Assemblea nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei
suoi componenti.
2. I temi oggetto della Conferenza vengono determinati, su proposta del Segretario nazionale, dalla Direzione nazionale.
3. Sui temi prescelti, il Segretario nazionale presenta, entro il termine previsto dal Regolamento, brevi documenti da
porre alla base della discussione in tutte le organizzazioni del Partito Democratico, tra gli iscritti e gli elettori.
4. Successivamente si riuniscono le Assemblee regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano per discutere
dei temi oggetto della Conferenza. Su ciascuno di essi possono approvare specifiche risoluzioni.
5. L’Assemblea nazionale si riunisce entro il termine previsto dal Regolamento per deliberare su ciascuno dei temi
oggetto della Conferenza, tenendo conto del dibattito svoltosi nel partito e delle risoluzioni approvate dalle Assemblee
regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano.
Articolo 27.
(Referendum e altre forme di consultazione)
1. Un apposito Regolamento quadro, approvato dalla Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza
assoluta dei suoi componenti, disciplina lo svolgimento dei referendum interni e le altre forme di consultazione e di
partecipazione alla formazione delle decisioni del Partito, comprese quelle che si svolgono attraverso il Sistema
informativo per la partecipazione.
2. È indetto un referendum interno qualora ne facciano richiesta il Segretario nazionale, ovvero
la Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti, ovvero il trenta per cento
dei componenti l’Assemblea nazionale, ovvero il cinque per cento degli iscritti al Partito Democratico.
3. La proposta di indizione del referendum deve indicare: la specifica formulazione del quesito; la natura consultiva
ovvero deliberativa del referendum stesso; se la partecipazione è aperta a tutti gli elettori o soltanto agli iscritti.
4. Il referendum è indetto dal Presidente dell’Assemblea nazionale, previo parere favorevole di legittimità della
Commissione nazionale di garanzia, sulla base di uno specifico Regolamento approvato dalla Direzione nazionale.
5. La proposta soggetta a referendum risulta approvata se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi.
- 14- 6. Il referendum interno può essere indetto su qualsiasi tematica relativa alla politica ed all’organizzazione del Partito
Democratico. Il referendum può avere carattere consultivo o deliberativo.
Qualora il referendum abbia carattere deliberativo, la decisione assunta è irreversibile, e non è soggetta ad ulteriore
referendum interno per almeno due anni.
7. Le norme dello Statuto, fatto salvo quanto previsto all’articolo 43, comma 3, non possono essere oggetto di
referendum.
Articolo 28.
(Formazione politica)
1. Il Partito Democratico promuove attività culturali per la formazione della classe dirigente, per la promozione e la
diffusione di una cultura politica attenta ai valori democratici.
2. A questo scopo, il Partito Democratico stabilisce rapporti di collaborazione con una molteplicità di Istituti e Centri di
ricerca, Università, Fondazioni, Associazioni culturali. Il Partito Democratico può inoltre avvalersi di Scuole
indipendenti di cultura politica precedentemente riconosciute dal partito stesso che garantiscano la libertà di opinione,
l’autonomia scientifica e didattica dei docenti e dei partecipanti, oltre al conseguimento di elevati standard di qualità
dell’offerta formativa, nel rispetto dei principi di economicità della gestione.
3. Il riconoscimento delle Scuole di ambito nazionale avviene con deliberazione della Direzione nazionale, su proposta
motivata del Segretario, corredata di una documentazione analitica circa le dotazioni e l’offerta formativa delle scuole
in questione. Il riconoscimento ha durata non superiore ai tre anni e può essere rinnovato. Non possono essere in vigore,
contemporaneamente, delibere di riconoscimento per più di tre Scuole di ambito nazionale.
4. Il riconoscimento può comportare oneri finanziari posti a carico del bilancio nazionale del Partito. Tali oneri non
possono tuttavia coprire più del trenta per cento dei costi di gestione di ciascuna Scuola riconosciuta.
5. La partecipazione alle Scuole di cultura politica riconosciute dal Partito Democratico è aperta sia agli iscritti che ai
non iscritti.
Articolo 29.
(Fondazioni, associazioni e altri istituti a carattere politico-culturale)
1. Il Partito Democratico, ai sensi dell’articolo 18 della Costituzione, favorisce la libertà e il pluralismo associativo e
stabilisce rapporti di collaborazione con fondazioni, associazioni ed altri istituti, nazionali ed internazionali, a carattere
politico-culturale e senza fini di lucro, garantendone e rispettandone l’autonomia.
2. Il Partito Democratico riconosce tali fondazioni, associazioni ed istituti quali strumenti per la divulgazione del sapere,
il libero dibattito scientifico, la elaborazione politico-programmatica.
3. Le iniziative a carattere divulgativo, scientifico ed editoriale di tali Fondazioni, associazioni ed istituti non sono
soggette a pareri degli organi del Partito Democratico.
Articolo 30.
(Organizzazione Giovanile)
1. Il Partito Democratico riconosce l’importanza, la ricchezza e l’originalità del contributo dei giovani alla vita del
partito, promuove attivamente la formazione politica delle nuove generazioni e favorisce la partecipazione giovanile e
una rappresentanza equilibrata di tutte le generazioni nella vita istituzionale del Paese.
2. Il Partito Democratico riconosce al proprio interno un’organizzazione giovanile, dotata di un proprio Statuto e di
propri organismi dirigenti.
3. I rapporti tra l’organizzazione giovanile ed il Partito Democratico, le forme di partecipazione dell’organizzazione
giovanile all’elaborazione politica, alle attività ed alle scelte del partito verranno regolate dalla «Carta di Cittadinanza»
allegata al presente Statuto.
- 15- VII
Principi della gestione finanziaria
Articolo 31.
(Tesoriere)
1. Il Tesoriere viene eletto dalla Assemblea nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi
componenti su proposta del Segretario nazionale che lo sceglie fra persone che presentino i requisiti di onorabilità
previsti per gli esponenti aziendali delle banche, e di professionalità maturata attraverso esperienze omogenee con le
funzioni allo stesso attribuite dal presente Statuto.
2. Il Tesoriere dura in carica quattro anni e può essere rieletto soltanto per un mandato.
3. Nell’ipotesi in cui, per qualsiasi causa, egli cessi dalla carica prima del termine, il Segretario nomina un nuovo
Tesoriere che rimane in carica fino alla successiva convocazione dell’Assemblea nazionale.
4. Il Tesoriere cura l’organizzazione amministrativa, patrimoniale e contabile del partito.
5. Il Tesoriere è preposto allo svolgimento di tutte le attività di rilevanza economica, patrimoniale e finanziaria e svolge
tale funzione nel rispetto del principio di economicità della gestione, assicurandone l’equilibrio finanziario.
6. Il Tesoriere ha la rappresentanza legale del partito ed i poteri di firma per tutti gli atti inerenti alle proprie funzioni. A
tal fine compie tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, ivi compresa la prestazione di fideiussioni,
avalli e/o altre garanzie nell’interesse del partito.
Articolo 32.
(Collegio sindacale)
1. L’Assemblea nazionale nomina un Collegio sindacale composto di 5 membri effettivi indicandone il Presidente.
Nomina anche due sindaci supplenti. I sindaci effettivi, come quelli supplenti, debbono essere scelti fra soggetti in
possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità richiesti per i sindaci delle società per azioni bancarie.
2. Per quanto concerne i doveri ed i poteri del Collegio sindacale, trovano applicazione in quanto compatibili le norme
dettate dagli artt. 2403 e 2403 bis del Codice civile.
3. I sindaci restano in carica quattro anni e possono essere rinominati solo per un altro mandato.
Articolo 33.
(Finanziamento)
1. Gli iscritti al Partito Democratico hanno l’obbligo di sostenere finanziariamente le attività politiche del Partito con
una «quota di iscrizione».
2. Il finanziamento del partito è costituito dalle risorse previste dalle disposizioni di legge, dalle «quote di iscrizione»,
dalle erogazioni liberali degli eletti e dalle erogazioni liberali provenienti dalle campagne di autofinanziamento.
Articolo 34
(Federalismo delle risorse e autonomia patrimoniale e gestionale)
1. La struttura organizzativa nazionale e tutte le articolazioni territoriali previste dallo Statuto nazionale e dagli Statuti
regionali e delle province autonome hanno una propria autonomia patrimoniale.
Ciascuna struttura organizzativa risponde esclusivamente degli atti e dei rapporti giuridici da essa posti in essere e non è
responsabile per gli atti compiuti dalle altre articolazioni.
2. Sono destinati alle articolazioni territoriali i contributi degli eletti nelle Amministrazioni locali, i proventi delle feste
democratiche, del tesseramento, così come ogni altra risorsa di autofinanziamento a livello locale. La ripartizione delle
risorse tra i livelli regionali, provinciali e/o territoriali e i circoli è stabilita dai Regolamenti finanziari regionali in
- 16- coerenza con i principi contenuti nel Regolamento finanziario nazionale.
3. Quando il finanziamento derivi da disposizioni di legge per il finanziamento delle campagne elettorali, le risorse
relative al finanziamento delle elezioni regionali e locali vengono immediatamente e integralmente trasferite, anche
quando la legge non lo preveda, agli organismi dirigenti del Partito Democratico delle regioni e delle province
autonome interessate.
4. Una quota non inferiore al 50% delle risorse trasferite alle Unioni regionali a titolo di rimborsi elettorali è ripartita tra
le Unioni provinciali e/o territoriali sotto forma di trasferimenti e/o servizi secondo i criteri definiti dai Regolamenti
finanziari regionali o, in assenza degli stessi, in proporzione al numero di elettori di ogni provincia.
5. In ragione della specificità della Circoscrizione Estero, stante l’inapplicabilità del precedente comma 2, il Partito
Democratico eroga annualmente le risorse necessarie alle attività politiche, in rapporto al finanziamento percepito in
occasione di elezioni politiche nella stessa Circoscrizione Estero.
Articolo 35.
(Bilancio)
1. Annualmente il Tesoriere provvede alla redazione del bilancio consuntivo di esercizio del partito in conformità della
normativa speciale in materia di partiti politici, composto dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota
integrativa, corredato da una relazione sulla gestione.
Il bilancio consuntivo e il bilancio consolidato sono approvati dalla Direzione nazionale, con la maggioranza dei voti
validamente espressi, entro il 30 giugno.
2. Entro il 30 ottobre di ogni anno il Tesoriere sottopone al Comitato di Tesoreria il bilancio preventivo per l’anno
successivo. Tale bilancio preventivo è sottoposto all’approvazione della Direzione nazionale entro il successivo 31
dicembre.
3. Il bilancio consuntivo di esercizio viene pubblicato sul sito del Partito Democratico, entro venti giorni dalla sua
approvazione da parte della Direzione nazionale, unitamente al giudizio sul bilancio annuale emesso dalla società di
revisione di cui al successivo art. 38.
Articolo 36.
(Regolamento finanziario)
1. Il Regolamento finanziario è approvato dalla Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta
dei suoi componenti.
2. Il Regolamento finanziario disciplina le attività economiche e patrimoniali del partito, definisce i rapporti con le
strutture regionali e delle province autonome, la quota di iscrizione, la ripartizione dei rimborsi regionali e delle
province autonome e il sostegno finanziario degli eletti alle attività politiche del Partito Democratico.
Articolo 37.
(Comitato di tesoreria)
1. Il Comitato di Tesoreria è formato da 7 componenti. Il Tesoriere ne è membro di diritto e lo presiede. Gli altri sei
componenti sono eletti dalla Direzione nazionale nella prima seduta successiva al rinnovo dei suoi componenti elettivi
da parte dell’Assemblea nazionale ai sensi dell’articolo 8, comma 2, nel rispetto della rappresentanza territoriale e di
genere, tra persone che presentino i medesimi requisiti di cui all’articolo 32, comma 1.
2. Il Comitato di Tesoreria coadiuva il Tesoriere nello svolgimento delle sue funzioni di indirizzo e verifica rispetto alla
gestione contabile, alle fonti di finanziamento e alla allocazione delle risorse finanziarie. Il Comitato di tesoreria,
segnatamente, approva il bilancio consuntivo e quello preventivo redatti dal Tesoriere, e autorizza quest’ultimo a
sottoporli alla Direzione Nazionale per l’approvazione.
3. I componenti del Comitato di tesoreria durano in carica quattro anni e possono essere rieletti soltanto per un mandato.
- 17- Articolo 38.
(Controllo contabile)
1. Una società di revisione, iscritta nell’albo speciale di cui all’articolo 161 del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo
Unico della Finanza) verifica nel corso dell’esercizio: la regolare tenuta della contabilità sociale; la corretta rilevazione
dei fatti di gestione nelle scritture contabili; che il bilancio di esercizio corrisponda alle risultanze delle scritture
contabili e degli accertamenti eseguiti e che sia conforme alle norme che li disciplinano. La società di revisione, in
particolare, esprime un giudizio sul bilancio di esercizio secondo quanto previsto dalla normativa in materia. La società
di revisione viene nominata dalla Segreteria nazionale.
VIII
Procedure e organi di garanzia
Articolo 39.
(Commissioni di garanzia)
1. Le funzioni di garanzia relative alla corretta applicazione dello Statuto e del Codice etico nonché ai rapporti interni al
Partito Democratico e al Sistema informativo per la partecipazione di cui all’articolo 1, comma 9, sono svolte dalla
Commissione nazionale di garanzia, dalle Commissioni di garanzia delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di
Trento e Bolzano.
2. Gli Statuti delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano di cui all’art. 11 del presente Statuto
possono prevedere la costituzione di ulteriori Commissioni di garanzia a livello provinciale o sub-provinciale,
definendone i compiti. Avverso le decisioni di tali Commissioni è sempre ammesso il ricorso alla Commissione
regionale o delle province autonome ovvero alla Commissione nazionale, sulla base delle rispettive competenze.
3. I componenti delle Commissioni di garanzia ai diversi livelli sono scelti fra gli iscritti e gli elettori del Partito
Democratico di riconosciuta competenza ed indipendenza.
4. L’incarico di componente di una delle Commissioni di garanzia è incompatibile con l’appartenenza a qualunque altro
organo del Partito Democratico. Durante lo svolgimento del proprio mandato, ai componenti le Commissioni di
garanzia è fatto divieto di presentare la propria candidatura per qualunque carica interna al Partito Democratico nonché
di sottoscrivere la candidatura di terzi per i medesimi incarichi. Nel caso di violazione della disposizione di cui al
presente comma, il componente della Commissione si intende decaduto, la candidatura presentata non può essere
ammessa e la sottoscrizione effettuata non viene computata ai fini del raggiungimento del numero di firme richiesto.
5. I componenti delle Commissioni di garanzia nazionale, delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e
Bolzano sono eletti dall’Assemblea del rispettivo livello territoriale con il metodo del voto limitato. Durano in carica
quattro anni ed i loro componenti non possono essere confermati. La Commissione nazionale è composta da nove
membri.
6. Ciascuna Commissione di garanzia elegge al suo interno un Presidente, che può essere eletto una sola volta.
7. La Commissione di Garanzia è titolare delle applicazioni delle sanzioni derivanti dalle violazioni allo Statuto, nonché
del Codice etico. Con apposito Regolamento proposto dalla Commissione nazionale di garanzia e approvato dalla
Direzione Nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti sono stabilite le sanzioni
che derivano dalla violazione delle norme del presente Statuto e del Codice etico e le modalità per la loro deliberazione.
Detto Regolamento disciplina altresì le modalità di convocazione e svolgimento delle sedute delle Commissioni ai
diversi livelli, di assunzione delle decisioni nonché di pubblicità delle stesse.
Articolo 40.
(Norme per la trasparenza e per l’applicazione del Codice etico)
1. Le Commissioni di garanzia vigilano sulla corretta applicazione, nonché sul rispetto da parte degli elettori, degli
iscritti e degli organi del Partito Democratico, del presente Statuto, delle disposizioni emanate sulla base dello stesso,
nonché del Codice etico, fornendo pareri e chiarimenti sulle loro disposizioni ovvero intervenendo sulle questioni
interpretative che possano sorgere.
2. Le Commissioni di Garanzia ad ogni livello redigono una relazione annuale sullo stato di attuazione del Codice etico,
- 18- che inviano alla Commissione Nazionale di Garanzia. La Commissione Nazionale di Garanzia, ove necessario, presenta
alla Direzione Nazionale proposte di modifica o di integrazione del Codice etico.
3. Tutti i candidati nelle liste del PD, a pena di esclusione dall’Anagrafe degli iscritti, depositano, entro una settimana
dalla sottoscrizione della candidatura, presso la Commissione di Garanzia territorialmente competente, il bilancio
preventivo delle entrate e delle spese elettorali. I candidati devono altresì presentare, entro due mesi dalla data delle
elezioni, il bilancio consuntivo relativo alle entrate e alle spese elettorali presso le Commissioni di Garanzia
territorialmente competenti, a pena di esclusione dall’Anagrafe degli iscritti, e -per gli eletti- di esclusione dai gruppi
del PD. Le Commissioni di Garanzia verificano la tracciabilità, il rispetto della trasparenza e dei limiti di spesa stabiliti
dalla legge, nonché dal Regolamento elettorale del PD.
4. La Commissione di Garanzia territorialmente competente verifica che tutti i candidati nelle liste del PD prima
dell’accettazione della candidatura, a pena di incandidabilità, abbiano i requisiti richiesti dal Codice etico e abbiano
sottoscritto il medesimo, nonché gli atti previsti dal Regolamento finanziario, che garantiscono la contribuzione al PD.
5. Gli iscritti al PD, eletti o componenti degli esecutivi istituzionali, non in regola con i versamenti previsti dal
Regolamento finanziario, decadono dall’Anagrafe degli iscritti e dagli organismi dirigenti del PD.
6. Presso le Commissioni di Garanzia territorialmente competenti sono istituite le Anagrafi patrimoniali degli eletti nelle
liste del PD. Ciascun eletto , all’atto della sua elezione, deposita presso la Commissione di Garanzia territorialmente
competente il proprio stato patrimoniale e comunica annualmente ogni eventuale variazione.
7. Ciascun elettore o iscritto può presentare ricorso alla Commissione di garanzia competente, in ordine al mancato
rispetto del presente Statuto e delle altre disposizioni di cui al comma 1.
Con il Regolamento di cui al comma 7 dell’art. 39 del presente Statuto sono disciplinate le modalità di presentazione
dei ricorsi nonché i casi di inammissibilità degli stessi.
8. Le Commissioni di garanzia delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano hanno competenza
per quanto attiene a tutte le questioni inerenti l’elezione ed il corretto funzionamento degli organi dei rispettivi livelli
territoriali nonché di quelli locali, fatto salvo, per questi ultimi, quanto eventualmente previsto dagli Statuti delle Unioni
regionali o delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano a norma dell’art. 40, comma 2 del presente Statuto. Esse sono
altresì competenti, in prima istanza, per quanto attiene all’elezione, nel rispettivo territorio, dei componenti l’Assemblea
nazionale, ferma restando la possibilità di ricorrere alla Commissione nazionale di garanzia.
9. Fatto salvo quanto previsto dal precedente comma , la Commissione nazionale di garanzia è competente in unica
istanza per tutte le questioni attinenti l’elezione ed il corretto funzionamento degli organi nazionali.
10. Nel caso in cui una questione sottoposta all’esame di una Commissione di Unione regionale o delle Unioni
provinciale di Trento e Bolzano attenga a questioni aventi rilievo nazionale ovvero all’interpretazione di disposizioni
per le quali è necessario garantire un’applicazione uniforme a livello nazionale, i medesimi organismi di garanzia o le
parti interessate possono decidere di sottoporre la questione alla Commissione nazionale, che si pronuncia in forma
vincolante per tutte le Commissioni di garanzia ai diversi livelli.
Articolo 41.
(Tenuta degli albi e loro pubblicità)
1. Un apposito Regolamento approvato dalla Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei
suoi componenti, nel rispetto delle normative vigenti a tutela della riservatezza dei dati personali, disciplina:
a) la composizione, la tenuta e le forme della pubblicità dell’Albo degli elettori così come dell’Anagrafe degli iscritti;
b) le modalità di accesso ai dati contenuti nell’Albo degli elettori o nell’Anagrafe degli iscritti da parte dei dirigenti di
ciascun livello territoriale, dei candidati ad elezioni interne e dei candidati del Partito Democratico a cariche
istituzionali elettive;
c) le funzioni dalla Commissione di garanzia di ciascun livello territoriale inerenti la vigilanza sull’uso dei dati
contenuti nell’Anagrafe degli iscritti e nell’Albo degli elettori, nonché quelle inerenti il controllo sulla loro
composizione finalizzate a prevenire e contrastare ingerenze nell’attività associativa del partito, a garantirne
l’autonomia politica e assicurare la trasparenza delle sue attività.
Articolo 42
(Revisioni dello Statuto e dei Regolamenti)
- 19- 1. Le modifiche del presente Statuto sono approvate dall’Assemblea nazionale con il voto favorevole della maggioranza
assoluta dei componenti.
2. Sono sottoposte all’esame ed al voto le proposte che siano state sottoscritte da almeno cinquanta componenti
l’Assemblea nazionale.
3. Le modifiche allo Statuto e ai Regolamenti di competenza dell’Assemblea nazionale possono essere sottoposte a
referendum interno ai sensi dell’articolo 27 qualora non siano state approvate a maggioranza di due terzi dei
componenti dell’Assemblea.
Articolo 43.
(Costituzione dell’organizzazione giovanile)
1. L’organizzazione giovanile si costituisce attraverso il coinvolgimento diretto dei giovani e delle giovani. Gli
organismi del Partito Democratico collaborano con i promotori dell’organizzazione giovanile per l’organizzazione del
momento costituente attraverso la realizzazione di un Regolamento che determina le modalità di partecipazione e le
condizioni di elettorato attivo e passivo.
2. L’Assemblea costituente nazionale della organizzazione giovanile redige ed approva lo Statuto dell’organizzazione
stessa.
Art. 44
(Attuazione dello Statuto)
1. I principi fondamentali e le norme del presente Statuto prevalgono, in caso di contrasto o di difformità, su quelle
degli Statuti e dei regolamenti regionali.
CAPO IX
Norme transitorie e finali
Articolo 45.
(Regolamenti)
1. Entro sei mesi dalla modifica dello Statuto, la Direzione nazionale adotta i Regolamenti ad essa demandati.
Articolo 46.
(Congressi provinciali e di circolo)
1. I Congressi provinciali e di circolo, che si svolgono successivamente all’Assemblea nazionale del 21 e 22 maggio
2010, devono tenersi entro e non oltre il 31 ottobre 2010. Per tali Congressi, ai fini dell’applicazione delle modifiche
statutarie introdotte, si adottano le seguenti norme transitorie.
2. Le candidature a Segretario di circolo e le liste di candidati al Direttivo di circolo si presentano il giorno dell’apertura
del Congresso di circolo, secondo le Norme attuative del presente articolo, approvate dalle Direzioni regionali, sentiti i
segretari provinciali, con i voti favorevoli della maggioranza assoluta dei componenti. Le Norme attuative indicano il
numero dei componenti dei Direttivi dei circoli, in relazione al numero degli iscritti.
Il Segretario di circolo è eletto dall’Assemblea degli iscritti in collegamento a una o più liste di candidati al Direttivo di
circolo. Le liste devono essere collegate a un candidato Segretario, che autorizza il collegamento, e non possono
contenere un numero di candidati al Direttivo superiore al numero previsto di componenti dell’organismo. Le liste
devono essere formate, pena l’inammissibilità, nel rispetto dell’alternanza di genere. I candidati al Direttivo vengono
eletti secondo l’ordine di posizione nella lista.
Il voto per il Segretario di circolo si esprime votando soltanto una delle liste collegate alla sua candidatura. I
componenti del Direttivo sono ripartiti tra le liste con il metodo proporzionale d’Hondt.
È eletto Segretario di circolo il candidato collegato alla maggioranza assoluta dei componenti del Direttivo. Qualora
nessun candidato Segretario abbia conseguito la maggioranza assoluta dei componenti del Direttivo, il Direttivo elegge
il Segretario di circolo con un ballottaggio a scrutinio segreto, a cui accedono i due candidati collegati al maggior
numero di componenti dell’organismo.
- 20- 3. Le Norme attuative, di cui al comma precedente, stabiliscono le modalità e i tempi per la presentazione della
candidature a Segretario provinciale e delle liste di candidati all’Assemblea provinciale.
Le Norme attuative debbono in ogni caso prevedere che le candidature a Segretario provinciale siano sottoscritte da un
numero di iscritti compreso tra l’1% e il 3% e siano depositate entro e non oltre il settimo giorno precedente la data
prevista per l’inizio dei Congressi di circolo.
Le Norme attuative debbono altresì prevedere il numero di sottoscrittori minimo su base provinciale affinché una lista
possa essere presentata in tutti i circoli della provincia, anche in deroga al numero minimo di sottoscrittori previsto per
la presentazione nei singoli circoli.
Le Norme attuative stabiliscono il numero complessivo di delegati all’Assemblea provinciale da ripartire tra i circoli,
per il 50% in base al numero degli iscritti e per il restante 50% in base ai voti riportati dal PD nelle ultime elezioni
politiche nell’ambito territoriale di competenza del circolo.
Le Direzioni provinciali eleggono, nel rispetto del pluralismo, le rispettive Commissioni che presiedono
all’organizzazione e al regolare svolgimento dei Congressi.
Il Segretario provinciale è eletto in collegamento a una o più liste di candidati all’Assemblea provinciale. Le liste per
l’Assemblea provinciale vengono votate in ogni Assemblea di circolo. Le liste devono essere collegate a un candidato
Segretario, che autorizza il collegamento, e non possono contenere un numero di candidati all’Assemblea provinciale
superiore a quello spettante a quel circolo. Le liste devono essere formate, pena l’inammissibilità, nel rispetto
dell’alternanza di genere. I candidati all’Assemblea provinciale vengono eletti secondo l’ordine di posizione nella lista.
Il voto per il Segretario provinciale si esprime votando soltanto una delle liste collegate alla sua candidatura. I delegati
all’Assemblea provinciale da eleggere in ogni circolo sono ripartiti tra le liste con il metodo proporzionale d’Hondt,
fino a raggiungere il numero degli eligendi previsto in quel circolo.
Terminati i Congressi di circolo, il riequilibrio proporzionale, al quale accedono le liste che hanno raggiunto almeno il
cinque per cento dei voti validi su base provinciale, deve garantire la piena proporzionalità dei delegati eletti da
ciascuna di queste liste con il rispettivo numero di voti validi riportati. Tale riequilibrio avviene assumendo come
riferimento la lista che ha ottenuto lo scarto positivo più alto tra la percentuale di delegati eletti nei circoli e la
percentuale di voti validi riportati. A tale lista non viene attribuito nessun ulteriore delegato, mentre il numero di
delegati delle altre liste viene proporzionato a quello della prima, individuando i delegati da recuperare per ciascuna
lista con il metodo dei resti più alti percentuali nei singoli circoli. Il numero complessivo di delegati all’Assemblea
provinciale può essere perciò determinato solo al termine del riequilibrio, in modo da assicurare a ogni lista che abbia
raggiunto almeno il cinque per cento dei voti validi un numero di delegati direttamente proporzionale ai voti ottenuti.
È eletto Segretario provinciale il candidato collegato alla maggioranza assoluta di delegati all’Assemblea provinciale.
Qualora nessun candidato Segretario abbia conseguito la maggioranza assoluta dei delegati, l’Assemblea provinciale
elegge il Segretario provinciale con un ballottaggio a scrutinio segreto, a cui accedono i due candidati collegati al
maggior numero di delegati.



permalink | inviato da baratt0907 il 12/2/2012 alle 16:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 febbraio 2012
statuto regionale PD Lombardia
Statuto regionale  PD Lombardo
Titolo I. Principi generali
Articolo 1
1. Il Partito Democratico Lombardo (d’ora in avanti  PD Lombardo) si costituisce sulla base dei principi e 
delle regole contenuti nel Manifesto dei Valori, nel Codice etico e nello Statuto nazionale del Partito 
Democratico.
2.  Il PD Lombardo, per mezzo del presente Statuto, stabilisce le condizioni di autonomia politica, 
programmatica, organizzativa e finanziaria necessarie all’esercizio delle funzioni di direzione politica e di 
elaborazione culturale del partito nel proprio territorio.
Articolo 2
1. Lo Statuto del  PD Lombardo si applica a ciascuna autonomia territoriale ed articolazione tematica del 
partito, agli iscritti ed elettori, ai diversi rapporti intercorrenti fra il partito e i soggetti esterni. Restano valide 
le disposizioni dello Statuto nazionale che fissano i principi generali e le norme che disciplinano le attività 
dei diversi soggetti.
2.  PD Lombardo riconosce ai propri elettori ed iscritti i diritti e i doveri che vengono loro attribuiti dallo 
Statuto nazionale e si impegna a rimuovere tutti gli ostacoli che, a qualsiasi titolo, potrebbero impedirne 
l’effettivo esercizio.
Articolo 3
1.  Il PD Lombardo riconosce il principio del pluralismo delle opzioni culturali e delle posizioni politiche 
all’interno del partito, come elemento costitutivo della sua vita democratica.
2.  PD Lombardo afferma la particolare rilevanza del principio della parità di genere, come carattere 
essenziale del partito e come valore, al fine di favorire la piena partecipazione politica delle donne. Ne 
assicura l’osservanza rispetto alla formazione degli organismi dirigenti ed esecutivi, sanzionandone la 
violazione secondo quanto stabilito dallo Statuto nazionale. Se ne fa altresì promotore nella selezione delle 
candidature alle assemblee elettive e nelle cariche monocratiche istituzionali ed interne. Si impegna a creare 
le condizioni più favorevoli alla presenza paritaria anche attraverso la destinazione di risorse finanziarie 
dedicate.
3.  Il PD Lombardo promuove la trasparenza e il ricambio nel processo di selezione del proprio personale 
politico, sia all’interno del partito, sia nelle assemblee elettive, negli organismi amministrativi e nelle cariche 
monocratiche istituzionali.
4. Il PD Lombardo incentiva la libera circolazione delle idee e delle opinioni, il confronto politico-culturale, 
l’elaborazione collettiva degli indirizzi politico-programmatici, la crescita di competenze e capacità di 
direzione politica, attraverso momenti di approfondimento e formazione, conferenze programmatiche, 
fondazioni, associazioni, centri studio ed altri istituti a carattere politico-culturale.
------------------------
Titolo II. Formazione dell’indirizzo politico: modalità di elezione,
composizione e funzione degli organismi dirigenti
Articolo 4. Struttura organizzativa federale
1. Il PD Lombardo si struttura in:
a - Federazioni di tipo provinciale e metropolitano, come livello di direzione, indirizzo politico e 
coordinamento delle articolazioni tematiche e delle autonomie territoriali del partito;
b - circoli territoriali, tematici, di ambiente e circoli online come unità politico-organizzative di base e luoghi 
di discussione, partecipazione, formazione degli elettori e degli iscritti del partito;
c - forum territoriali e reti di coordinamento, come assetti federali intermedi, luoghi di elaborazione e 
decisione degli indirizzi politici del partito sulle politiche pubbliche che interessano aree territoriali 
omogenee.2. Sono costituite le Federazioni provinciali di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova. 
Monza Brianza, Pavia, Sondrio, Varese e la Federazione metropolitana di Milano. Alle Federazioni 
provinciali e alla Federazione metropolitana di Milano è riconosciuta piena autonomia regolamentare nel 
rispetto di quanto stabilito dallo Statuto nazionale.
3. La costituzione di nuove federazioni o l’unificazione di quelle esistenti è deliberata dall’Assemblea 
regionale, con voto favorevole della maggioranza degli aventi diritto. La modificazione degli ambiti 
territoriali di riferimento è deliberata a maggioranza assoluta, sentite le Direzioni delle federazioni 
interessate, dalla Direzione regionale.
4. Previo assenso della Direzione regionale, nel rispetto di quanto stabilito dal presente Statuto, è possibile 
sperimentare ulteriori forme di organizzazione tematica e territoriale.
5. Per l’elezione ad ogni livello degli organismi dirigenti, esecutivi e di garanzia, si procede a voto segreto 
qualora lo richieda almeno un quinto degli aventi diritto.
Articolo 5. Elezione degli organismi regionali e provinciali
1. L’elezione del/la Segretario/a regionale e provinciale avviene secondo le norme stabilite dallo Statuto 
Nazionale del Partito Democratico.
per via diretta, sulla base di un voto personale e segreto espresso da tutti gli elettori.
2. Le elezioni del/la Segretario/a e dell’Assemblea sono indette dall’Assemblea uscente, che approva a 
maggioranza semplice un regolamento quadro – ovvero ne delega l’approvazione alla Direzione – finalizzato 
a disciplinarne lo svolgimento. All’atto di indizione delle elezioni, il Consiglio dei garanti acquisisce gli 
elenchi degli iscritti in regola con i requisiti previsti dalla relativa anagrafe. Sempre in quella data, le 
iscrizioni valide ai fini della presentazione delle candidature sono bloccate.
3. Possono candidarsi alla competizione elettorale tutti gli iscritti in regola con il tesseramento per l’anno in 
corso. Ogni candidatura a segretario deve essere sottoscritta da almeno un decimo dei componenti 
l’Assemblea uscente, ovvero da un numero congruo di iscritti e circoli previsto dal Regolamento quadro. Le 
candidature devono essere accompagnate da una piattaforma politico-programmatica di sostegno.
4. La ripartizione dei seggi fra le Federazioni provinciali per l’Assemblea regionale viene effettuata in 
proporzione alla popolazione residente e al numero dei voti conseguiti dal partito nelle più recenti elezioni 
politiche. Per quel che concerne l’Assemblea provinciale le modalità di ripartizione dei seggi sono 
disciplinate dal relativo Regolamento quadro, tenendo conto della popolazione residente e del consenso 
elettorale.
5. Ai fini dell’elezione, le candidature a Segretario/a vengono presentate in collegamento con una o più liste 
di candidati a componente dell’Assemblea. Nella composizione di tali liste devono essere rispettati i principi 
della parità e dell’alternanza di genere. L’assegnazione dei seggi alle liste concorrenti avviene sulla base del 
metodo proporzionale, nel rispetto della democrazia paritaria fra donne e uomini e attraverso il computo 
delle preferenze duali espresse.
6. Sono ammesse a partecipare alle elezioni, in qualità di elettrici ed elettori del partito, tutte le persone che 
al momento del voto godono dei diritti di elettorato attivo previsti dal presente Statuto e devolvono un 
contributo di entità contenuta, nella misura stabilita dal Regolamento.
7. Se, in base all’esito dell’elezione, le liste collegate ad un/a candidato/a dispongono della maggioranza 
assoluta dei voti validamente espressi, quel/la candidato/a viene proclamato/a Segretario/a all’apertura della 
sessione congressuale dell’Assemblea. In caso contrario, in quella stessa sessione viene indetto un 
ballottaggio a scrutinio segreto tra i/le due candidati/e collegati al maggior numero di componenti 
l’Assemblea e il candidato che riceve il maggior numero di voti validamente espressi viene eletto/a e 
proclamato/a Segretario/a.
Articolo 6. Il/La Segretario/a regionale e provinciale
1. Il/La Segretario/a regionale rappresenta il partito e il suo indirizzo politico, ne garantisce l’ordinamento 
federale regionale ed è responsabile della direzione politica. La durata del suo mandato è di quattro anni.
2. Il/La Segretario/a provinciale rappresenta il partito e il suo indirizzo politico al corrispondente livello. La 
durata del suo mandato è di quattro anni.
3. In caso di cessazione dalla carica prima del termine di mandato, o di dimissione, la Direzione dell’ambito 
territoriale di riferimento convoca l’Assemblea per procedere all’elezione del/la nuovo/a Segretario/a a 
maggioranza dei suoi componenti. Se tale maggioranza non viene raggiunta, si procede ad indire nuove 
elezioni per l’Assemblea e il/la Segretario/a.4. Il Segretario può essere revocato, su mozione motivata, con il voto della metà più uno dei componenti 
l’Assemblea, appositamente convocata su richiesta di almeno un terzo. In conseguenza di questo atto, si 
procede ad indire nuove elezioni per l’Assemblea e il/la Segretario/a.
5. Il/La Segretario/a convoca e presiede la Segreteria regionale ed altri eventuali organismi intermedi eletti o 
costituiti dalla Direzione del livello territoriale di riferimento.
6. Il/La Segretario/a è membro di diritto della Direzione dell’ambito territoriale di riferimento e può 
chiederne la convocazione, con un preavviso minimo di ventiquattro ore.
7. La carica di Segretario/a è incompatibile con quella di parlamentare nazionale ed europeo, con 
l’appartenenza al Governo in qualità di Ministro o Sottosegretario, nonché con le cariche di Presidente della 
Giunta regionale, Presidente del Consiglio regionale o provinciale, Presidente di Provincia, Sindaco di 
comune capoluogo di provincia. Le cause di tali incompatibilità devono essere rimosse entro tre mesi dal 
momento in cui si manifestano.
8. Eventuali deroghe alle disposizioni di cui al comma precedente devono essere deliberate dall’Assemblea 
del livello territoriale competente.
Articolo 7. L’Assemblea regionale e provinciale
1. L’Assemblea ha competenze, per l’ambito territoriale di riferimento, in materia di indirizzo politico, 
nonché di organizzazione e funzionamento dei diversi organismi dirigenti. Si esprime attraverso la 
discussione e deliberazione di mozioni, ordini del giorno, risoluzioni, secondo quanto stabilito dal proprio 
Regolamento.
2. L’Assemblea è eletta secondo le norme stabilite dallo Statuto Nazionale del Partito Democratico. 
L’Assemblea regionale ha facoltà di approvare un nuovo Statuto regionale o di modificare lo Statuto vigente 
a maggioranza dei 2/3 dei voti validamente espressi.
3. L’Assemblea elegge, a scrutinio segreto, il proprio Presidente. Tale elezione avviene a maggioranza dei 
voti validamente espressi. Il Presidente resta in carica per l’intera durata del mandato dell’Assemblea. Il/La 
Presidente, nell’esercizio delle sue funzioni, si avvale di un Ufficio di Presidenza, che è votato 
dall’Assemblea su proposta dello/a stesso/a Presidente.
4. L’Assemblea è convocata dal/la Presidente, su specifico ordine del giorno, almeno una volta ogni sei mesi. 
In via straordinaria, la sua convocazione può essere richiesta da almeno un quinto dei componenti.
Articolo 8. La direzione regionale e provinciale
1. La Direzione è l’organo di esecuzione degli indirizzi delle assemblee del corrispondente ambito 
territoriale. Si esprime attraverso la discussione e deliberazione di mozioni, ordini del giorno, risoluzioni, 
secondo quanto stabilito dai rispettivi Regolamenti.
2. La Direzione è eletta secondo le norme stabilite dallo Statuto Nazionale del Partito Democratico.
3. Sono componenti di diritto della Direzione regionale: il/la Presidente dell’Assemblea regionale, il/la 
Tesoriere, il/la coordinatore/trice dell’organizzazione giovanile regionale, la coordinatrice della Conferenza 
regionale delle donne, i consiglieri regionali, il/la Segretario regionale, i Segretari delle Federazioni 
provinciali, il Presidente del Consiglio regionale dei garanti, i Parlamentari nazionali ed europei eletti in 
Lombardia, i Presidenti di Provincia e i Sindaci di comune capoluogo di provincia aderenti al partito. 
Partecipano alla Direzione regionale, senza diritto di voto, i componenti il Consiglio regionale dei garanti e i 
coordinatori dei Forum tematici regionali.
4. Sono componenti di diritto della Direzione provinciale: il/la Presidente dell’Assemblea provinciale, il/la 
Tesoriere provinciale, il/la coordinatore/trice dell’organizzazione giovanile provinciale, il/la Segretario 
provinciale, il/la Presidente del Consiglio provinciale dei garanti, i Parlamentari nazionali ed europei, i 
consiglieri regionali, i componenti della Direzione nazionale, il Sindaco del comune capoluogo e il 
Presidente dell’amministrazione provinciale se iscritti al partito. Sono invitati senza diritto di voto i 
coordinatori dei Forum tematici provinciali. L’ordine del giorno delle riunioni della Direzione provinciale, in 
via ordinaria, viene redatto su proposta del/la Segretario provinciale.
5. La Direzione è presieduta dal/la Presidente dell’Assemblea. Si convoca in via ordinaria almeno una volta 
ogni due mesi. In via straordinaria, la sua convocazione può essere richiesta da almeno un quinto dei loro 
componenti, ovvero, nel caso della Direzione regionale, dalle Direzioni provinciali di almeno tre 
Federazioni.
6. La Direzione regionale può indire Referendum consultivi. La Direzione regionale o provinciale può 
convocare assemblee tematiche e conferenze di programma, disciplinandole sulla base di appositi 
Regolamenti.
Articolo 9. La segreteria regionale e provinciale1. La Segreteria è eletta a maggioranza semplice dalla Direzione del corrispondente ambito territoriale, su 
proposta del Segretario.
2. La Segreteria è l’organo collegiale con funzioni esecutive che collabora con il/la Segretario/a nella 
realizzazione dell’indirizzo politico del partito.
3. L’elezione dei componenti della Segreteria può essere revocata su proposta motivata del/la Segretario/a, 
deliberata a maggioranza semplice dalla Direzione dell’ambito territoriale di riferimento.
4. Le eventuali integrazioni o surroghe della Segreteria, nonché le nomine relative ad altre funzioni esecutive 
esterne, devono essere votate dalla Direzione dell’ambito territoriale di riferimento, su proposta del/la 
Segretario/a.
Articolo 10. I circoli
1. I circoli sono l’unità organizzativa del partito sul territorio. Con la loro attività concorrono a definire 
l’indirizzo politico del partito stesso ed i portavoce devono essere adeguatamente rappresentati negli 
organismi politici provinciali e territoriali secondo le norme stabilite dallo Statuto Nazionale del Partito 
Democratico.
2. I circoli si distinguono in territoriali, tematici, di ambiente e circoli online.
3. Ogni aderente deve essere iscritto ad un circolo territoriale o di ambiente.
4. Le attività dei circoli sono aperte alla partecipazione degli elettori.
5. Il numero e la dislocazione dei circoli territoriali sono determinati in accordo con la Direzione provinciale 
dell’ambito territoriale di riferimento.
6. Due o più circoli territoriali presenti nello stesso comune possono fondersi in un unico circolo, previa 
deliberazione a maggioranza degli aventi diritto dei rispettivi coordinamenti.
Articolo 11. Organismi dei circoli
1. Gli organismi dirigenti dei circoli territoriali e di ambiente sono eletti secondo le norme stabilite dallo 
Statuto Nazionale del Partito Democratico.
a) l’Assemblea;
b) il Coordinamento di circolo;
b) il/la Coordinatore/trice;
c) il/la Tesoriere;
e) il Consiglio dei garanti.
2. Il Coordinamento di circolo, cui spetta la funzione di indirizzo politico, è eletto attraverso l’espressione di 
un voto personale, diretto e segreto degli iscritti, sulla base di un Regolamento approvato a maggioranza 
semplice della Direzione provinciale dell’ambito territoriale di riferimento. Lo stesso Regolamento 
determina le modalità di elezione del Coordinatore, del Tesoriere e del Consiglio dei garanti.
3. L'Assemblea di circolo, aperta agli elettori, è luogo di discussione, promozione e concorso alla definizione 
dell'iniziativa politica del partito sul territorio. Collabora con il Coordinamento nell'organizzazione e nella 
gestione delle attività del circolo
Articolo 12. Circoli e Forum tematici
1. Finalità di Circoli e Forum tematici sono: la libera discussione, la partecipazione alla vita pubblica, la 
formazione degli elettori e degli iscritti al partito ed il coinvolgimento dei cittadini nell’elaborazione di 
proposte programmatiche.
2. I Forum producono materiali utili alle decisioni e all’iniziativa politica del Partito Democratico. I Circoli 
promuovono iniziative e producono contributi sul territorio rispetto ai temi su cui si costituiscono. Gli organi 
del partito devono tenere conto dei materiali prodotti dai Forum e dai Circoli quando discutono o deliberano 
su scelte di indirizzo e politiche pubbliche in merito alle quali esistono contributi.
3. La partecipazione ai Forum è aperta a tutti i cittadini e le cittadine. I partecipanti, vengono registrati, dietro 
personale consenso, nell’Albo degli elettori del Partito. La partecipazione ai Circoli è definita in base all’art. 
10 c. 4 del presente Statuto.
4. I Forum tematici sono attivati dai responsabili delle aree e dei settori tematici del partito nei rispettivi 
ambiti territoriali di riferimento o su libera iniziativa di un congruo numero di iscritti o elettori, fissato nel 
Regolamento di cui al comma 5 del presente articolo, con ratifica dell’attivazione approvata dalla Direzione 
dell’ambito territoriale di riferimento a maggioranza dei voti validamente espressi. Un forum tematico può 
altresì essere attivato qualora ne facciano richiesta motivata almeno trenta cittadini e la proposta sia 
approvata dalla Direzionedell’ambito territoriale di riferimento a maggioranza dei voti validamente espressi. Il numero e la 
dislocazione dei Circoli tematici sono istituiti in accordo con la Direzione dell’ambito territoriale di 
riferimento.
5. Il funzionamento dei Forum tematici è disciplinato da un apposito Regolamento, approvato dalla 
Direzione dell’ambito territoriale di riferimento su proposta del Segretario.
6. Ogni Forum o Circolo tematico elegge al proprio interno un Coordinatore. Il Coordinatore, d’intesa con il 
responsabile di area o settore tematico del partito, gestisce le attività del forum e ne è direttamente 
responsabile per l’intera durata del suo mandato. Il Coordinatore resta in carica per due anni ed è rieleggibile 
una sola volta. Il Coordinatore può proporre ai partecipanti del forum l’elezione di un Esecutivo che lo 
coadiuvi nell’esercizio delle sue funzioni.
7. I Coordinatori dei Forum e dei Circoli tematici sono invitati permanenti alla Direzione dell’ambito 
territoriale di riferimento.
8. I Forum e i Circoli tematici partecipano con proposte e documenti propri alla Conferenza programmatica 
annuale di  PD Lombardo.
9. Il materiale audio-video ed i documenti prodotti dai Forum e dai Circoli sono pubblici ed accessibili a tutti 
in forma gratuita e non sono oggetto di diritto d’autore.
10. L’Assemblea dell’ambito territoriale di riferimento stabilisce, attraverso il Regolamento quadro con il 
quale convoca l'elezione della propria Assemblea, modalità e forme della rappresentanza delegata conferita 
ai Forum ed ai Circoli tematici.
Articolo 13. Forum territoriali e Reti di coordinamento
1.  PD Lombardo può costituire, congiuntamente ad altri livelli regionali, provinciali, comunali, così come al 
livello dei circoli territoriali di diverse circoscrizioni o comuni, Forum territoriali o Reti di coordinamento.
2. I Forum territoriali e le Reti di coordinamento promuovono e coordinano l’iniziativa del partito 
sull’insieme di politiche pubbliche che ritengono di comune interesse rispetto all’ambito territoriale preso a 
riferimento. Essi sono attivati per iniziativa congiunta dei Segretari dei livelli territoriali interessati.
3. La costituzione di Forum territoriali e Reti di coordinamento può altresì essere richiesta dalle Direzioni 
provinciali, dalle Assemblee dei circoli territoriali, dai responsabili delle aree e dei settori tematici del 
partito, o dai Coordinatori dei forum tematici direttamente interessati, motivandone le ragioni alla Direzione 
dell’ambito territoriale competente che, verificata la congruenza di tali motivazioni, ne autorizza la 
formazione.
4. Fanno parte di diritto dei Forum territoriali, ovvero delle Reti di coordinamento: i Segretari, i 
rappresentanti nelle assemblee elettive, a livello locale, nazionale ed europeo, e le cariche monocratiche 
istituzionali degli ambiti territoriali direttamente interessati.
5. Ogni Forum o Rete si attiva per coinvolgere nella partecipazione ai propri lavori esponenti del mondo 
culturale, economico e sociale, rappresentanze degli interessi organizzati, espressioni del volontariato e 
dell’associazionismo dei territori direttamente interessati e per assicurare la massima apertura ai contributi 
provenienti da esperienze e competenze esterne al partito.
6. Ogni Forum o Rete elegge al proprio interno un Coordinatore, il quale può proporre la nomina di un 
Coordinamento che lo coadiuvi nelle sue funzioni.
7. I Forum territoriali e le Reti di coordinamento partecipano con proposte e documenti propri alla 
Conferenza programmatica annuale di  PD Lombardo.
Articolo 14. Coordinamento fra regioni
1.  PD Lombardo, su proposta del Segretario regionale, può disporre l’adesione ad organismi di 
coordinamento con altre Unioni regionali del partito, in condizioni di reciproca parità. Al tempo stesso,  PD 
Lombardo consente le limitazioni necessarie alla propria sovranità politica, programmatica e organizzativa 
per la costituzione di tali organismi. L’Assemblea regionale delibera in proposito a maggioranza dei voti 
validamente espressi.
2. Il Coordinamento promuove e indirizza le iniziative del partito sulle politiche pubbliche di comune 
interesse alle regioni che ne sono partecipi, nonché sulle questioni, i problemi e le decisioni che investono i 
rispettivi territori, a partire dalle scelte compiute in sede comunitaria europea ed avvalendosi del contributo 
delle rappresentanze elettive del partito presso il Parlamento nazionale ed Europeo.
3. Il Segretario regionale riferisce periodicamente all’Assemblea regionale in ordine alle attività svolte dal 
Coordinamento.
Articolo 15. La Conferenza regionale delle donne democraticheLa Conferenza regionale delle donne democratiche, aperta a tutte le elettrici che ne condividono le finalità, 
nel rispetto delle autonomie territoriali, delle articolazioni tematiche e dell’organizzazione federale del 
partito, nonché dei principi del presente Statuto, discute e determina orientamenti politico-programmatici e 
temi dell’agenda politica, che concorrono alla formulazione del programma di  PD Lombardo ed alla 
formazione degli organismi dirigenti e delle rappresentanze istituzionali.
Articolo 16. Accordi confederativi con altre forze o organizzazioni politiche e intese federative 
di partito
1.  PD Lombardo può definire, con delibera a maggioranza dei voti validamente espressi della Direzione 
regionale, forme e modalità di intesa con altre forze o organizzazioni politiche a livello regionale o 
provinciale, stabilendo con esse un rapporto confederale.
2. L’accordo confederativo, in base a quanto stabilito dallo Statuto nazionale, può implicare la rinuncia da 
parte di  PD Lombardo alla presentazione di proprie liste alle elezioni regionali e locali, ovvero la 
presentazione di liste comuni con la forza politica confederata.
Articolo 17. Poteri sostitutivi
1. Per assicurare il regolare procedere della democrazia interna, in caso di necessità o di gravi e ripetute 
violazioni statutarie, o ancora di gravi ripetute omissioni, il quaranta per cento dei componenti un’Assemblea 
provinciale, sentito il parere del corrispondente Consiglio di garanzia, può richiedere all’Assemblea 
regionale di convocare l’elezione in via anticipata dell’Assemblea e del Segretario del corrispondente ambito 
territoriale, individuando nel contempo un organo collegiale di commissariamento. L’Assemblea regionale 
delibera, a tale proposito, a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
2. In caso di ripetute violazioni statutarie o di gravi e ripetute omissioni inerenti la medesima materia al 
medesimo livello territoriale, l’Assemblea regionale può nominare un organo ad acta con funzioni 
commissariali, cui vengono assegnati i poteri decisionali inerenti quella materia per tale ambito, per la durata 
di un periodo non superiore ai sei mesi.
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Titolo III. Principi della gestione ?nanziaria
Articolo 18. Tesoriere regionale e provinciale
1. Il Tesoriere è eletto su proposta del Segretario, che lo sceglie fra persone che presentino i requisiti di 
onorabilità e di professionalità, dall’Assemblea dell’ambito territoriale di riferimento, a maggioranza dei voti 
validamente espressi. Il suo mandato è di quattro anni e può essere rinnovato una sola volta.
2. Il Tesoriere è responsabile delle attività economiche, patrimoniali e amministrative del partito, nonché 
della gestione del personale dipendente. Esso svolge tale funzione nel rispetto del principio di economicità 
della gestione, assicurando l’equilibrio finanziario dell’organizzazione amministrativa del partito.
3. Il Tesoriere ha la rappresentanza legale e giudiziale attiva e passiva del partito per l’ambito territoriale di 
riferimento.
4. Nell’ipotesi in cui, per qualsiasi causa, il Tesoriere cessi dalla carica prima del termine del suo mandato, il 
Segretario nomina un Tesoriere  pro tempore, che rimane in carica fino alla successiva convocazione 
dell’Assemblea, la quale provvede all’elezione del nuovo Tesoriere secondo quanto stabilito al comma 1 del 
presente articolo.
5. Il Regolamento finanziario disciplina i poteri del Tesoriere. È approvato dalla Direzione del livello 
territoriale di riferimento a maggioranza dei voti validamente espressi.
6. Le norme del Regolamento finanziario, preventivamente sottoposte al parere del Consiglio dei garanti, 
sono da intendersi come parte integrante del presente Statuto. 
Articolo 19. Collegio sindacale regionale e provinciale
1. L’Assemblea nomina un Collegio sindacale composto da tre membri effettivi e due supplenti, indicandone 
il Presidente. I sindaci devono essere scelti fra i soggetti in possesso di requisiti di onorabilità e 
professionalità.
2. I doveri ed i poteri del Collegio sindacale sono determinati nel rispetto degli artt. 2403 e 2403 bis del 
Codice civile.
3. I sindaci restano in carica quattro anni e possono essere rinominati solo per un altro mandato.
Articolo 20. Finanziamento1. Gli iscritti al  PD Lombardo hanno il dovere di sostenere finanziariamente le attività politiche del Partito 
con una «quota di adesione».
2. Il finanziamento del Partito è costituito dalle risorse previste dalle disposizioni di legge, dalle «quote di 
adesione», dalle erogazioni liberali degli eletti e dalle contribuzioni liberali provenienti dalle campagne di 
autofinanziamento.
3.  PD Lombardo partecipa alla ripartizione del rimborso delle spese elettorali relative alle competizioni 
regionali previsto dalla legge sul finanziamento pubblico dei partiti, secondo i criteri di immediatezza e 
integralità definiti dal c. 2 dell’art. 35 dello Statuto nazionale. Il Segretario regionale è vincolato alla 
presentazione di simboli che attribuiscano la titolarità del rimborso al Partito Democratico della Lombardia, 
fatte salve le eccezioni previste dallo Statuto nazionale e dal presente Statuto.
Articolo 21. Comitato di Tesoreria regionale e provinciale
1. La Direzione si dota di un Comitato di Tesoreria, che affianchi e coadiuvi il Tesoriere nelle sue funzioni di 
indirizzo e verifica rispetto alla gestione contabile, alle fonti di finanziamento e alla allocazione delle risorse 
economico-finanziarie.
2. Il Comitato di Tesoreria è formato da un minimo di tre ad un massimo di cinque componenti. Il Tesoriere, 
che ne è membro di diritto, lo presiede per l’intera durata del suo mandato. Gli altri componenti sono eletti 
dalla Direzione dell’ambito territoriale di riferimento nella prima seduta successiva al suo insediamento.
3. Il Comitato di Tesoreria coadiuva il Tesoriere nello svolgimento delle sue funzioni di indirizzo e verifica, 
rispetto alla gestione contabile, alle fonti di finanziamento e alla allocazione delle risorse finanziarie.
4. Il Comitato di Tesoreria approva annualmente il Bilancio previsionale e consuntivo predisposto dal 
Tesoriere e li sottopone all’approvazione della Direzione dell’ambito territoriale di riferimento.
5. I componenti il Comitato di Tesoreria durano in carica per quattro anni e possono essere rieletti per un 
solo mandato.
Articolo 22. L’attività economica. Il Regolamento finanziario regionale e provinciale
1.  PD Lombardo programma l’uso delle risorse finanziarie in ambito regionale e dispone di quelle ad essa 
destinate secondo le norme stabilite dallo Statuto Nazionale del Partito Democratico.
2. Il Regolamento finanziario disciplina i rapporti e la ripartizione delle risorse fra  PD Lombardo e le sue 
autonomie territoriali, nel rispetto di quanto stabilito dal presente Statuto e osservando il principio dell’equa 
ripartizione delle risorse fra i diversi ambiti territoriali, tenendo conto del consenso elettorale, della 
popolazione, degli iscritti e di eventuali esigenze perequative.
3. Ogni Federazione provinciale si dota di un Regolamento finanziario con il quale disciplina i rapporti 
economici nel proprio ambito territoriale di competenza.
4. Gli eletti di  PD Lombardo nelle assemblee rappresentative a tutti i livelli hanno il dovere di contribuire al 
finanziamento del partito nel corrispondente ambito territoriale di riferimento, secondo le modalità stabilite 
dallo Statuto nazionale e dai Regolamenti finanziari regionale e provinciale. Il mancato o incompleto 
assolvimento del dovere di contribuzione è causa di incandidabilità a qualsiasi altra carica istituzionale da 
parte del partito.
5. La struttura organizzativa regionale e tutte le autonomie territoriali previste dal presente Statuto hanno una 
propria autonomia patrimoniale e gestionale. Ciascuna struttura organizzativa risponde esclusivamente degli 
atti e dei rapporti giuridici da essa posti in essere e non è responsabile per gli atti compiuti dalle altre.
Articolo 23. Il Bilancio
1. Il Tesoriere, coadiuvato dal Comitato di Tesoreria, provvede ogni anno alla redazione dello stato 
patrimoniale e del conto economico del partito, corredati da una relazione sulla gestione economica secondo 
le norme stabilite dallo Statuto Nazionale del Partito Democratico.
2. Il Tesoriere regionale provvede inoltre ogni anno alla redazione di un documento che fornisca un quadro 
sintetico complessivo della gestione economica e finanziaria delle diverse Federazioni provinciali, in ragione 
degli obiettivi politici ed organizzativi ipotizzati in sede previsionale e perseguiti attraverso le scelte 
gestionali compiute. Tale documento viene sottoposto al Comitato regionale di Tesoreria, che lo discute e lo 
approva.
3. Entro il 30 settembre di ogni anno, il Tesoriere sottopone al Comitato di Tesoreria il Bilancio preventivo 
per l’anno successivo. Una volta licenziato dal Comitato di Tesoreria, tale documento è sottoposto 
all’approvazione della Direzione entro il 30 novembre.4. Il rendiconto economico annuale, redatto nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge, è approvato a 
maggioranza semplice dalla Direzione dell’ambito territoriale di riferimento entro il 31 maggio di ogni anno, 
insieme alla relazione sulla gestione economica.
5.  PD Lombardo ha facoltà di dare mandato ad una società di revisione, iscritta nell’albo speciale di cui 
all’articolo 161 del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo Unico della Finanza), per la verifica della propria 
gestione contabile. Tale verifica deve riguardare: la regolare tenuta della contabilità sociale; la corretta 
rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili; che il bilancio di esercizio corrisponda alle risultanze 
delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti e che sia conforme alle norme che li disciplinano. La 
società di revisione, in particolare, esprime un giudizio sul bilancio di esercizio secondo quanto previsto 
dall’art. 156 del Testo Unico della Finanza. La scelta della società di revisione viene deliberata a 
maggioranza semplice dalla Direzione regionale, su proposta del Segretario e sentito il Comitato di 
Tesoreria.
6. I documenti di cui ai comma precedenti, una volta approvati, vengono resi pubblici nei modi e nelle forme 
ritenute più efficaci ed opportune. Entro venti giorni dalla loro approvazione, vengono comunque pubblicati 
sui siti web del relativo ambito territoriale di partito.
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Titolo IV. Principi per la selezione dei candidati alle cariche 
istituzionali
elettive e per l’assegnazione degli incarichi di partito
PD Lombardo ricorre allo strumento delle elezioni primarie per la selezione dei candidati alle cariche 
istituzionali monocratiche secondo le norme stabilite dallo Statuto Nazionale del Partito Democratico.
Articolo 24. Selezione dei/delle candidati/e alle cariche istituzionali monocratiche e delle 
candidature alle assemblee rappresentative
1. Il PD Lombardo ricorre allo strumento delle elezioni primarie per la selezione dei candidati alle cariche 
istituzionali monocratiche (Sindaco, Presidente della Provincia e Presidente della Giunta regionale). Le 
elezioni primarie vengono disciplinate da un apposito Regolamento, approvato con i voti favorevoli della 
maggioranza dei componenti la Direzione dell’ambito territoriale di riferimento almeno otto mesi prima 
delle elezioni.
2. Possono partecipare alle elezioni primarie gli elettori già registrati nell’Albo nonché quelli che lo 
richiedano al momento del voto. Le elezioni primarie sono altresì aperte a tutte le cittadine ed i cittadini 
italiani che alla data delle medesime elezioni abbiano compiuto sedici anni nonché, con i medesimi requisiti 
di età, le cittadine e i cittadini dell’Unione europea residenti, le cittadine e i cittadini di altri Paesi in possesso 
di permesso di soggiorno nella Regione, i quali al momento del voto dichiarino di essere elettori del Partito 
Democratico ovvero
della coalizione che ha indetto le primarie, e devolvano il contributo previsto dal Regolamento.
3. La selezione delle candidature per le assemblee rappresentative (parlamentari nazionali ed europei, 
consiglierireg ionali, provinciali e comunali) avviene, ad ogni livello, con il metodo delle primarie ovvero, 
anche in relazione al fatto che il sistema elettorale preveda l’espressione delle preferenze, con altre forme di 
ampia consultazione democratica, secondo forme e modi stabiliti da un apposito Regolamento quadro.
4. Il Regolamento per le elezioni primarie ed il Regolamento quadro per la selezione delle candidature per le 
assemblee rappresentative sono approvati con i voti favorevoli della maggioranza dei componenti la 
Direzione dell’ambito territoriale di riferimento. Tali Regolamenti possono essere unificati in un solo testo e 
devono comunque rispettare i seguenti principi:
a) l’uguaglianza di tutti gli iscritti e di tutti gli elettori;
b) la democrazia paritaria tra donne e uomini;
c) il pluralismo politico;
d) l’ineleggibilità in caso di cumulo di diversi mandati elettivi;
e) la rappresentatività sociale, politica e territoriale dei candidati;
f) il merito e la competenza, anche in relazione alle precedenti esperienze svolte;
g) la pubblicità della procedura di selezione.
5. La Direzione dell’ambito territoriale di riferimento, entro otto mesi dalla presentazione delle liste 
elettorali, ovvero entro cinque giorni dall’avvenuto scioglimento anticipato delle assemblee interessate al 
voto, approva a maggioranza dei suoi componenti una procedura di selezione per le candidature alle 
assemblee elettive che, sulla base dei principi stabiliti nel Regolamento quadro:
a) individua gli organi competenti per il ricevimento delle proposte di candidatura;
b) determina le modalità di consultazione su di esse e i criteri per la loro selezione;c) istituisce una commissione elettorale di garanzia che esamina in modo tempestivo e insindacabile i ricorsi 
relativi alle eventuali violazioni intervenute nella procedura;
d) fissa un limite massimo alle risorse finanziarie utilizzabili da parte di ciascun candidato.
Della commissione elettorale di garanzia non sono ammessi a fare parte coloro che possono essere fatti 
oggetto di proposte di candidatura.
6. Le primarie per la scelta dei candidati alle cariche monocratiche istituzionali (Sindaco, Presidente della 
Provincia e Presidente della Giunta regionale) si svolgono con il metodo della maggioranza relativa.
7. Nel caso in cui sia stata avanzata una sola candidatura alla carica oggetto di selezione le elezioni primarie 
possono anche non svolgersi.
Articolo 25. Primarie di coalizione
1. Qualora il partito stipuli accordi pre-elettorali di coalizione con altre forze politiche in ambito regionale, 
provinciale e locale, i candidati comuni alle cariche istituzionali monocratiche (Sindaco, Presidente della 
Provincia, Presidente della Giunta regionale), previo accordo con tali forze, devono essere selezionati 
mediante elezioni primarie aperte a tutte le cittadine e i cittadini.
2. Nel caso in cui, ai fini del raggiungimento di un accordo di coalizione, si intenda ricorrere ad un metodo 
diverso dalle primarie, l’Assemblea dell’ambito territoriale di riferimento deve approvare questa scelta in 
deroga con la maggioranza dei due terzi dei voti validamente espressi.
3. Nel caso di primarie di coalizione, le forze politiche aderenti si impegnano alla definizione di un apposito 
Regolamento per le primarie, finalizzato a disciplinare tempi, modalità, procedure inerenti le diverse fasi 
della consultazione.
4. Il Regolamento per le primarie di coalizione stabilisce le modalità per la presentazione delle candidature e 
la convocazione della consultazione, disciplina la competizione per la fase che va dalla presentazione delle 
candidature alle elezioni, fissa modalità rigorose di registrazione dei votanti e di svolgimento delle 
operazioni di voto.
5. Nel caso di primarie di coalizione, gli iscritti al  PD Lombardo possono avanzare la loro candidatura 
qualora essa sia stata sottoscritta da almeno il trentacinque per cento dei componenti dell’Assemblea del 
livello territoriale corrispondente, ovvero, da almeno il venti per cento degli iscritti. 6. Nel caso in cui sia 
stata avanzata una sola candidatura alla carica oggetto di selezione le elezioni primarie possono anche non 
svolgersi.
Articolo 26. Incandidabilità e incompatibilità
1. Non è ricandidabile da parte di  PD Lombardo in un’assemblea elettiva regionale, provinciale e nei 
comuni capoluogo di provincia colui/colei che è già stato/a in passato componente di quella assemblea per la 
durata di due mandati pieni e consecutivi, anche se sotto le insegne di un’altra formazione politica.
2. Gli iscritti al  PD Lombardo non possono ricoprire una carica monocratica di governo o far parte di un 
organismo esecutivo collegiale nell’amministrazione regionale, provinciale o di un comune capoluogo di 
provincia per più di due mandati consecutivi. Non si sommano a tale fine gli incarichi monocratici con quelli 
di organismi esecutivi collegiali.
3. Gli iscritti al  PD Lombardo non possono far parte contemporaneamente di più di un’assemblea elettiva e 
di un organo esecutivo collegiale di un’amministrazione regionale, provinciale o comunale, tranne nel caso 
di comuni con meno di 15.000 abitanti, o qualora ciò sia strettamente ed esplicitamente richiesto da una delle 
cariche istituzionali ricoperte.
4. Eventuali deroghe alle disposizioni di cui ai comma precedenti devono essere deliberate dall’Assemblea 
del livello territoriale competente per la formazione delle liste, su proposta motivata della Direzione, a 
maggioranza degli aventi diritto.
Articolo 27. Doveri degli eletti
1. Per gli eletti nelle liste del Partito Democratico in Lombardia, vigono tutti i doveri prescritti dallo Statuto 
nazionale. Essi si impegnano altresì a collaborare lealmente con gli altri esponenti del Partito Democratico 
per affermare le scelte programmatiche e gli indirizzi politici comuni.
2. Gli eletti, nella loro autonomia e responsabilità personale, hanno il dovere di rendere conto periodicamente 
e in condizioni di pubblicità delle loro attività agli iscritti ed elettori del partito, attraverso il Sistema 
informativo per la partecipazione, oltre che nelle modalità che i rispettivi ambiti territoriali di riferimento 
riterranno più opportune.
3. I gruppi del Partito Democratico eletti in Lombardia nelle assemblee rappresentative di ogni livello 
istituzionale sono tenuti ad approvare e rendere pubblico un Regolamento di disciplina della loro attività.
4. Gli eletti nelle liste del Partito Democratico al Consiglio regionale della Lombardia, nel corso del loro 
mandato, hanno il dovere di contribuire continuativamente al sostegno economico di  PD Lombardo, in 
osservanza delle disposizioni nazionali, oltre che nelle forme e nei modi previsti dal Regolamento finanziario regionale. Chi non dovesse assolvere a tale dovere non è ricandidabile nelle liste del Partito Democratico in 
Lombardia.
5. Se nelle competenze discrezionali degli eletti ricade la nomina di organi tecnici o amministrativi, di 
presidenze di Enti o di membri di consigli di amministrazione, di consulenti e di professionisti, essi si 
impegnano a seguire criteri di competenza, merito e comprovata capacità nella loro indicazione, a richiedere 
che alla procedura relativa alla loro selezione sia data la massima pubblicità e a rispondere delle proprie 
scelte in maniera responsabile di fronte a iscritti ed elettori.
Articolo 28. Codice etico
Non sono ammessi al Partito Democratico, in qualità di iscritti o elettori, nè possono essere candidati a 
cariche interne di partito o a cariche monocratiche istituzionali e nelle assemblee rappresentative, coloro che 
sono in contrasto con le disposizioni del Codice etico.
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Titolo V. Strumenti per la partecipazione, l’elaborazione del 
programma, la costruzione dell’indirizzo politico e la formazione
Articolo 29. Commissioni di scopo
L’Assemblea, su proposta del Segretario o di un quinto dei suoi componenti, può istituire una o più 
Commissioni di scopo, al fine di elaborare, entro tempi determinati, analisi e proposte per l’organizzazione e 
la regolazione della vita interna del partito, ovvero per la elaborazione di documenti di sintesi dell’indirizzo 
politico e programmatico, nell’ambito territoriale di riferimento.
Articolo 30. Conferenza programmatica annuale
1. Ogni anno  PD Lombardo indice una Conferenza programmatica. Alla Conferenza partecipano le diverse 
articolazioni tematiche e territoriali di  PD Lombardo.
2. I temi oggetto della Conferenza vengono determinati, su proposta del/la Segretario/a, consultati i 
coordinatori dei forum tematici e territoriali regionali dalla Direzione regionale, che ne delibera le modalità 
organizzative a maggioranza dei voti validamente espressi.
3. Sui temi prescelti, il/la Segretario/a presenta documenti o contributi da porre alla base della discussione 
nelle diverse articolazioni tematiche e territoriali di  PD Lombardo, fra gli elettori e gli iscritti. In occasione 
della Conferenza il/la Segretario/a regionale è altresì tenuto ad esporre un rendiconto della propria attività 
per l’anno corrente.
4. Sui temi oggetto della Conferenza, possono essere presentati documenti da parte delle Direzioni 
provinciali, dei Circoli e Forum tematici, dei Forum territoriali, delle Reti di coordinamento, delle Scuole di 
formazione, delle Fondazioni, delle Associazioni, dei Centri studio e di altri Istituti a carattere politicoculturale. Tali documenti, insieme a quelli menzionati al comma 3, costituiscono la base della discussione fra 
iscritti ed elettori che si produce nell’ambito della Conferenza.
5. La Conferenza organizza i suoi lavori con momenti di discussione plenaria e momenti di approfondimento 
tematico, secondo un criterio di omogeneità rispetto ai settori di politiche pubbliche interessati dalla 
discussione.
6. La Conferenza si conclude con un documento di sintesi, che fissa l’indirizzo politico programmatico di PD 
Lombardia per il successivo anno di attività.
7. Successivamente si riuniscono le Assemblee dei diversi ambiti territoriali, per recepire e dare concreta 
attuazione alle linee guida fissate dalla Conferenza.
Articolo 31. Referendum e altre forme di consultazione diretta
1. Su argomenti e scelte politiche di particolare ed essenziale importanza per l’azione del partito in ambito 
regionale, provinciale e locale, la Direzione regionale può indire, con voto a maggioranza semplice, un 
Referendum.
2. La richiesta di Referendum deve essere sostenuta da un terzo dei componenti l’Assemblea regionale, 
ovvero dalla maggioranza dei componenti la Direzione regionale, oppure dalle Direzioni provinciali di 
almeno quattro Federazioni, o dal cinque per cento degli iscritti a  PD Lombardo.
3. La richiesta di Referendum deve indicare: un quesito chiaramente specificato; la natura specifica, 
consultiva ovvero deliberativa, del Referendum stesso; i criteri di partecipazione, limitata agli iscritti oppure 
estesa anche agli elettori.
4. Il Referendum viene indetto dal Presidente dell’Assemblea regionale, previo parere favorevole di 
legittimità del Consiglio dei garanti, sulla base di un Regolamento quadro approvato dall’Assemblea stessa a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ovvero delegato all'approvazione della Direzione regionale con la 
medesima
maggioranza.
5. La proposta soggetta a Referendum è approvata se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi.
6. Il Referendum può essere indetto su qualsiasi tematica relativa alla politica ed all’organizzazione del 
Partito Democratico. Esso può avere carattere consultivo o deliberativo. Qualora abbia carattere deliberativo, 
la decisione assunta è irreversibile, e non è soggetta ad ulteriore referendum per almeno due anni.
7. Il Regolamento quadro di cui al comma 4 disciplina anche altre forme di consultazione e partecipazione in 
via diretta alle decisioni del partito, comprese quelle che si svolgono con l’ausilio degli strumenti 
informatici.
Articolo 32. Scuole di formazione politica
1.  PD Lombardo promuove e sostiene attività culturali per la formazione di una classe dirigente competente 
e preparata, e per la diffusione di una cultura politica ispirata ai valori democratici e alle più avanzate 
esperienze politiche del mondo democratico occidentale. A tal fine, può anche stabilire rapporti di 
collaborazione con istituti, centri di studio e ricerca, università, fondazioni, associazioni culturali.
2.  PD Lombardo favorisce la creazione di Scuole di formazione indipendenti, che garantiscano libertà di 
pensiero, autonomia politico-culturale, rigore scientifico, qualità didattica, secondo i più aggiornati standard 
di
valutazione dell’offerta formativa, nelle forme e nei modi tipici di una gestione efficace ed efficiente.
3. Le Scuole di formazione riconosciute ai sensi dello Statuto nazionale, se presenti nel territorio lombardo, 
si
intendono riconosciute anche da  PD Lombardo.
4. Il riconoscimento delle Scuole di formazione da parte di  PD Lombardo avviene con deliberazione della
Direzione regionale, su proposta avanzata dal Segretario. Il riconoscimento può comportare oneri a carico 
del Bilancio di  PD Lombardo, sebbene tali oneri non possano incidere per più di un terzo dei costi di 
gestione di ciascuna realtà riconosciuta.
5. La partecipazione alle Scuole di formazione riconosciute è valorizzata e promossa da  PD Lombardo. Essa 
è aperta a elettori e iscritti del Partito Democratico.
Articolo 33. Fondazioni, associazioni, Centri studio ed altri istituti a carattere politicoculturale
1.  PD Lombardo favorisce e sostiene attività di accertato carattere culturale per l’analisi, lo studio e 
l’iniziativa politica, in una prospettiva sensibile alle più avanzate esperienze del mondo democratico 
occidentale.
2.  PD Lombardo stabilisce rapporti di collaborazione con Fondazioni, Associazioni, Centri studio ed altri 
istituti a carattere politico-culturale, senza fini di lucro, garantendone e rispettandone la piena autonomia di 
pensiero ed elaborazione.
3.  PD Lombardo riconosce tali entità quali strumenti per la divulgazione del sapere, la costruzione di reti di 
competenze, il libero dibattito scientifico e culturale, l’elaborazione politico-programmatica.
4. L’esistenza di un riconosciuto rapporto di collaborazione, condizionato ad una deliberazione della 
Direzione regionale, può comportare oneri a carico del Bilancio di  PD Lombardo, sebbene tali oneri non 
possano incidere per più di un terzo dei costi di gestione di ciascuna realtà.
5. Le iniziative a carattere divulgativo, scientifico ed editoriale di tali entità non sono soggette a pareri degli 
organi di partito.
Articolo 34. Organizzazione giovanile
1. PD Lombardo riconosce alle giovani generazioni il diritto di promuovere strumenti di coordinamento e 
aggregazione ad ogni livello territoriale e ne sostiene proposte e iniziative politiche necessarie per una 
costruzione più rappresentativa della società.  PD Lombardo riconosce nell’organizzazione giovanile un 
valido strumento di promozione della partecipazione politica delle giovani generazioni. Ad essa riconosce 
piena autonomia di proposta e iniziativa politica, facendosene carico nella destinazione delle risorse.
2. II funzionamento dell’organizzazione giovanile regionale si attiene alle disposizioni normative
autonomamente previste dal proprio livello nazionale.
3. È promossa la partecipazione di giovani alla sessione dell’Assemblea convocata in sede congressuale, così 
come una presenza negli organismi dirigenti del partito, in tutti gli ambiti territoriali, anche attraverso una 
rappresentanza delegata dell’organizzazione giovanile.
4.  PD Lombardo valorizza e sostiene, anche con appropriate forme di contribuzione economica, lapartecipazione di giovani ad iniziative di carattere politico-culturale organizzate da Scuole di formazione, 
Fondazioni, Associazioni, Centri studi ed altri istituti politico-culturali.
5. Nelle consultazioni elettorali le liste del partito assicurano la presenza di giovani candidati.
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Titolo VI. Procedure e organi di garanzia
Articolo 35. Consiglio dei garanti
1. Il Consiglio dei garanti è eletto dall’Assemblea dell’ambito territoriale di riferimento, nel rispetto del 
pluralismo interno e della parità di genere, con il metodo del voto limitato.
Ogni articolazione territoriale del partito deve essere dotata di un Consiglio dei garanti.
Requisiti indispensabili per poter far parte del Consiglio dei garanti sono i seguenti:
a) assenza di rapporti di dipendenza economica con l’organizzazione del partito;
b) assenza di cariche pubbliche elettive, in ambito europeo, nazionale, regionale, provinciale, ovvero in 
comuni superiori ai 15.000 abitanti;
c) assenza di incarichi a tempo pieno su designazione politica o istituzionale;
d) assenza di incarichi esecutivi di partito nel corrispondente ambito territoriale di riferimento.
I componenti del Consiglio dei garanti sono scelti fra gli iscritti del Partito Democratico e durano in carica 
per quattro anni, rinnovabili una sola volta.
2. Nella riunione di insediamento il Consiglio dei garanti procede, in proprio seno, all’elezione del 
Presidente a maggioranza dei suoi componenti.
3. E’ consentita la surroga o l’integrazione di uno o più componenti del Consiglio dei garanti, se uno o più 
posti restano vacanti, su proposta del Presidente e a maggioranza dei voti validamente espressi. Le eventuali 
integrazioni devono avvenire nel rispetto del pluralismo interno e della parità di genere.
4. Durante lo svolgimento del proprio mandato, ai componenti il Consiglio dei garanti è fatto divieto di 
presentare la propria candidatura per qualunque carica interna al Partito Democratico nonché di sottoscrivere 
la candidatura di terzi per i medesimi incarichi. In caso di violazione, il componente del Consiglio dei garanti 
si intende decaduto, la candidatura presentata non può essere ammessa e la sottoscrizione effettuata non 
viene computata ai fini del raggiungimento del numero di firme richiesto.
5. Il Consiglio dei garanti vigila in merito alla corretta ed efficace attuazione delle norme statutarie e 
regolamentari da parte degli organi del partito, nonché sullo svolgimento della vita democratica interna, 
assicurando il pieno rispetto dei diritti e doveri di iscritti ed elettori e il corretto svolgimento delle procedure 
disciplinari. Esso decide sui procedimenti disciplinari nei confronti di iscritti ed elettori, sulla base di quanto 
stabilito dagli Statuti nazionale e regionale, ed esprime pareri circa:
a) i diversi Regolamenti previsti dagli Statuti nazionali e regionale;
b) le deliberazioni degli organismi dirigenti di partito dell’abito territoriale di riferimento, quando un
quinto dei rispettivi componenti ne faccia richiesta attraverso una mozione motivata;
c) lo scioglimento degli organismi dirigenti di partito dell’ambito territoriale di riferimento, ai sensi di
quanto disposto dal presente Statuto;
d) l’efficace e corretto utilizzo del Sistema informativo per la partecipazione.
Il Consiglio dei garanti è altresì competente in prima istanza in merito alla convalida dell’elezione, nel 
rispettivo ambito territoriale di riferimento, dei componenti l’Assemblea nazionale, ferma restando la 
possibilità di adire ricorso innanzi alla Commissione nazionale di garanzia.
6. In seno al Consiglio dei garanti è istituito un apposito Comitato di controllo per la certificazione degli 
Albo degli iscritti. In merito all’esercizio di tale funzione il Consiglio dei garanti si dota di apposito 
Regolamento, che approva a maggioranza dei tre quarti dei suoi componenti.
7. Il Consiglio dei garanti regionale decide in merito ad eventuali contenzioni sorti nelle articolazioni del 
partito ai livelli inferiori e ha la titolarità di istruire procedimenti disciplinari qualora ne ravvisi gli estremi. 
Decide altresì a fronte di eventuali ricorsi intervenuti nei confronti di decisioni deliberate dai Consigli dei 
garanti dei livelli inferiori. Avverso le decisioni del Consiglio di garanzia di una qualsiasi articolazione 
territoriale del partito è sempre ammesso ricorso innanzi al Consiglio dei garanti regionale.
8. Il Consiglio dei garanti adotta un Regolamento disciplinare in osservanza dei principi degli Statuti 
nazionale e regionale, che approva a maggioranza dei tre quarti dei suoi componenti. Esso stabilisce altresì le 
modalità di convocazione e svolgimento delle sedute del Consiglio stesso, di assunzione delle decisioni, 
nonché di pubblicità delle medesime.
9. Ciascun iscritto può presentare ricorso al Consiglio dei garanti competente, in ordine al mancato rispetto 
di norme degli Statuti nazionale o regionale, ovvero di altre disposizioni regolamentari ivi contemplate. Il 
Consiglio regionale dei Garanti disciplina le modalità di presentazione dei ricorsi nonché le condizioni di 
inammissibilità degli stessi.10. Il Consiglio di garanzia ha competenza per quanto attiene a tutte le questioni inerenti l’elezione ed il 
corretto funzionamento degli organi dei rispettivi livelli territoriali di riferimento.
Articolo 36. Tenuta e pubblicità dell’Anagrafe degli iscritti e dell’Albo degli elettori
1. Le funzioni inerenti alla custodia dell’Anagrafe degli iscritti e dell’Albo degli elettori, nonché alla 
vigilanza sull’uso corretto dei relativi dati, sono esercitate dal Consiglio dei garanti di ciascun livello 
territoriale sulla base del Regolamento di cui al c. 6 dell’art. 35 del presente Statuto.
2. Il medesimo Regolamento stabilisce le forme della pubblicità dei dati relativi agli iscritti e agli elettori 
oltre che le modalità di utilizzazione dei dati anche da parte dei dirigenti di ciascun livello territoriale, 
nonché dei candidati ammessi a partecipare alle elezioni per gli organi del Partito Democratico, nel rispetto 
della normativa sulla protezione dei dati personali.
Articolo 37. Procedure di revisione dello Statuto regionale e dei Regolamenti
1. Le modifiche al presente Statuto sono approvate dalla sessione dell’Assemblea regionale convocata in 
sede congressuale, a maggioranza dei 2/3 dei voti validamente espressi.
2. Sono sottoposte all’esame ed al voto le proposte avanzate dalla Direzione regionale uscente o sottoscritte 
da almeno il quindici per cento dei componenti l’Assemblea regionale.
3. Le proposte di modifica dei Regolamenti, avanzate da almeno il quindici per cento dei componenti 
l’organismo competente, devono essere deliberate secondo le medesime modalità con cui i Regolamenti 
stessi sono stati approvati.
4. Per tutto ciò che non è normato dal presente Statuto valgono le disposizioni dello Statuto nazionale.
Articolo 38. Principi generali per la stesura dei Regolamenti regionali o di Federazione
I Regolamenti previsti dal presente Statuto, al livello dei diversi ambiti territoriali di competenza, sono 
approvati nel rispetto dei principi fondamentali qui recepiti.
______________________________________________________________________________
Norme transitorie e finali
I. Il presente Statuto viene approvato dall’Assemblea Costituente regionale a maggioranza dei voti 
validamente espressi. Esso entra in vigore nei tempi e nei modi previsti dallo Statuto nazionale.
II. L’Assemblea costituente regionale assume fino alla conclusione del suo mandato le funzioni
attribuite dal presente Statuto all’Assemblea regionale.
III. Nella seduta dell’Assemblea costituente regionale che approva la Statuto si provvede 
all’elezione
della Direzione regionale. La proposta di direzione viene formulata all’Assemblea regionale dalla
Conferenza dei segretari provinciali presieduta dal Coordinatore della segreteria regionale.
IV. Le Assemblee delle Federazioni provinciali rimangono in carica nella loro attuale composizione 
a meno che a livello locale non venga deciso diversamente.
V. Entro il 31 dicembre 2008 le Assemblee provinciali devono provvedere all’elezione degli
organismi statutari (Direzione e Segreteria) nelle modalità previste dallo Statuto.
VI. Entro la prima seduta successiva all’approvazione del presente Statuto la Direzione regionale 
adotta i Regolamenti demandati.
VII. L’uso dei dati personali acquisiti in occasione delle consultazioni primarie del 14 ottobre 2007 
e del 27 gennaio 2008 è disciplinato da un apposito Regolamento approvato dalla Direzione 
regionale nella prima seduta successiva all’approvazione del presente Statuto



permalink | inviato da baratt0907 il 12/2/2012 alle 16:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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