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IL BLOG DEL PARTITO DEMOCRATICO CIRCOLO DI POMPIANO-CORZANO

28 dicembre 2017
IL PRESEPE AL GIORNO D'OGGI

PRESEPIO

Quest’anno,leggendo giornali, aprendo post di politici, guardando la tv, ho notato spesso un uso speculatorio del presepe. Ed ora appena terminato il natale mi sento in dovere pure io di “donare” il mio punto di vista. Il presepio è tradizione si di una certa cultura, ma io la vedo “tradizione” dal punto di vista teologico e non ”Tradizione” dal punto di vista Politico-populista. Quindi “rappresentazione della nascita di Gesù” in pratica la nascita dei suoi insegnamenti, che spesso sono il contrario di quelli che questi moderni conservatori narrano riempiendosi la bocca, durante il talk show di turno. Certamente è un fattore culturale che ne descrive la nostra storia, io mai e poi mai potrei rinunciare al presepio, ma io il presepio non lo faccio “CONTRO” qualcuno, ma lo faccio per fede per attesa, per tradizione cristiana, per la nuova nascita che avviene in quella notte nemmeno penso al valore alla tradizione al fondamento che ha dato alla mia cultura. Purtroppo ora sul presepio, si gioca una battaglia ideologica, con la politica intervenuta  per farne un vessillo di propaganda, da brandire contro il diverso, l’altro, l’estraneo, colui che viene a privarci delle nostre tradizioni. Quando, il più delle volte, altro non è che semplice cedevolezza allo spirito del tempo, a quel politicamente corretto che sta annichilendo l’occidente, sbiadendone l’identità e minando le basi valoriali che l’hanno reso quel che è. Ottenendo l’effetto opposto,  attirando sul mondo occidentale il disprezzo del non cristiano che in essa ne vede una civiltà che mira all’utopia della neutralità, ricacciando nella sfera del cosiddetto privato tradizioni, simboli,credo. Non si tratta di fare i soliti discorsi sulle radici, che chiare devono rimanere anche se oggi il cristianesimo si gioca sempre di più all’interno di una realtà interculturale e interreligiosa, piaccia o no. Quindi ben venga il presepio, ben vengano le tradizioni, ben venga il fattore Culturale, ma tutto ciò per noi stessi, per convinzione, per fede e perché no per spirito di appartenenza e per senso di comunità. Ma mai e poi mai strumentalizzato Contro.Il presepio è solo a favore. Ovviamente avendone parlato può sembrare una strumentalizzazione personale del presepio, ma altro non è che sfogo personale,per un uso Conscio del presepio come strumento di pace e fratellanza e non come strumento di offesa.

 

P.P.




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19 marzo 2016
la Pompiano che scompare






Specie negli ultimi tempi il concetto di storia si è evoluto. Dalla storia studiata sui libri si sta sempre più divulgando il senso di storia vissuta, del quotidiano, della tradizione. Se siamo sensibili e attenti, tutto ciò che ci circonda ci parla di storia e ci spinge alla ricerca del passato per meglio progettare il futuro. Lo scorso anno nell'allestimento della mostra fotografica sulla grande guerra nella sede degli alpini a Pompiano ho sentito gente esclamare:"guarda com'era bello il nostro paese. Perché l'abbiamo rovinato? Ora dobbiamo andare altrove per vedere quello che noi avevamo. "Se è vero purtroppo che bisogna pagare un prezzo anche al cosiddetto progresso; certo dobbiamo cercare di salvare il più possibile. Dobbiamo ascoltare i muri, dobbiamo ascoltare i mattoni e le pietre prima di disfarcene. Tutto questo per invitare chi si entusiasma delle piccole cose locali che potrebbero essere fonte di curiosità, ma anche di ricerche del passato di dare un'ultima occhiata alla scritta risalente sicuramente alla fine 800 "v.lo dell'inganno" a Zurlengo. L'intonaco ormai si sta sgretolando e non serve un tecnico per sentenziare vita breve.

MP





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12 luglio 2015
davanti al bagna-asciuga

PENSIERI


Viviamo in un mondo di contraddizioni,  anzi le contraddizioni sono nate con il mondo.

Basti pensare: dalla pace alla guerra,  dall'amore all'odio,  dalla pietà alla vendetta.

Ma anche al nostro vivere quotidiano dove tutti dicono tutto e il contrario di tutto.

E così come conciliare la crisi con la ripresa? I consumi con il risparmio? I servizi con i tagli? Certo i problemi non si risolvono con la festa dopo aver vinto le elezioni o il referendum,o abbaiando alla luna dicendo sempre di no.

Mi è sempre piaciuta la figura di Cincinnato, romano famoso grazie alla semplicità e austerità dei costumi, pronto a raccogliere responsabilità e lasciarle subito dopo la vittoria per tornare al lavoro dei suoi campi.

Ecco non la nostra politica professionale, remunerativa e di privilegi, ma coerenza, disponibilità, solidarietà.

 Pronti a mettersi in gioco,ma pronti anche a lasciare.

 Oggi l'astensionismo dilaga. Il senso della "Res Publica" è venuto meno. 

Si dice "già non cambia niente". No! È il momento di ricompattarci. 

È il momento delle scelte condivise. È il momento di responsabilizzare e dare responsabilità ai giovani. È il momento dell'ottimismo. 

MP






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6 giugno 2015
compito del buon amministratore

Ho sempre pensato che il verbo più adatto per un amministratore o un politico fosse “servire” ma ora lo sostituirei con “educare”.

Educare perché vuole dire tirare fuori il meglio di sé (non per sé) e donarlo agli altri per crescere insieme.

Ma come tirare fuori il meglio di sé?

La prima cosa penso sia coltivare la “memoria”, apprezzare la nostra storia, le nostre tradizioni, per poter operare e fare proposte nel presente.

Educare è anche quell’azione permanente che ci spinge a migliorarci per migliorare insieme.

Educare è anche momento di umiltà. 

Riconoscere i propri limiti e accettare le proposte altrui.

Diceva Paolo VI che per un cristiano l'impegno politico è il più grande atto di carità.

Ma avrà ancora una valenza un'affermazione del genere?

Cristiani impegnati li troviamo in tutte le formazioni politiche.

 Ma come ci si deve comportare in questo mondo che ha abbandonato gli ideali?

Oggi ci si rifugia nellassociazionismo volontario che non nell'impegno politico.

Ma quante associazioni ci sono sul nostro territorio? Non sarebbe il caso di conoscerli e capire le loro finalità per indirizzare le persone che hanno necessità?

M.P.

 




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14 settembre 2014
C' E' UN RISVEGLIO???

EPPUR SI MUOVE


E'passato un mese dal mio scritto “la Palude” che ha suscitato stizzite reazioni in diversi concittadini che un doloroso incidente riapre l'argomento.

Ieri un furgone impazzito ,forse a causa di un malore, ha travolto una mamma e due bambini di origini senegalesi in via Bonsignori.

A prescindere dalla causa dell'incidente (forse il malore) resta il fatto che la strada in quel punto è altamente pericolosa: siamo già in centro paese, vi è un innesto stradale (Via Ortaglia) quasi cieco,si presenta la strettoia “Tomasini” e ,nonostante ciò,arrivano veicoli a velocità oltre il limite del codice.

Anche nel programma di Pompianoxte si era sottolineato l'esigenza di installare “dissuasori” nelle strade di accesso al paese, avendo presente sopratutto questo punto poiché lo viviamo di persona e constatiamo che il dosso posto a notevole distanza è inutile.

Sarebbe opportuno l'installazione di dossi più razionali oppure,compatibilmente con la spesa, rilevatori di velocità .

L'esempio di Orzivecchi e Pontevico ci insegna che dopo l'installazione dei“totem” le macchine passano a velocità moderata ed a Pontevico addirittura rispettando il limite dei 30 Km.orari.

Signor Sindaco si attivi!



L'emozione dell'incidente è stata notevole in Paese e ieri sera è stata organizzata una fiaccolata di solidarietà e vicinanza alla famiglia.

Ci risulta che l'evento sia stato sollecitato dalle maestre con il risultato di tanti bambini e famiglie alla manifestazione.Famiglie di tutte le tendenze politiche,davanti a noi accompagnava i nipotini una bella signora la cui bicicletta è tappezzata di adesivi della Lega Nord!

La manifestazione e la numerosa partecipazione dimostrano che ,forse,anche a Pompiano si sta risvegliando un senso civico che non ci aspettavamo; ed anche se ciò va a contraddire il nostro precedente scritto siamo lieti e commossi di constatarlo. Chapeau!!!

Chissà che mossi dalle richieste dei bambini Pompiano diventi un paese più aperto e tollerante; forse il pachiderma si è mosso ; magari anche(un poco) per la nostra sferzata.

A.B.






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13 dicembre 2013
CHECCO E NOI

Sole a catinelle. Forse.

“Sole a catinelle” con protagonista l’attore comico Checco Zalone è il film italiano più visto di sempre, con un incasso record di 44 milioni di euro già all’attivo.

Una bella soddisfazione per il cinema di casa nostra, capace di riscuotere un formidabile apprezzamento del pubblico italiano e superare, per una volta tanto, la produzione estera.

L’arte è di casa in Italia e bisognerebbe investire molto su di essa, in tutte le sue migliori forme di manifestazione: teatro, cinema, musica, pittura, scultura, letteratura, ecc., perché la bellezza e la creatività del genio italico non solo rendono più gradevole il vivere quotidiano, ma come si vede, generano anche un notevole risvolto economico.

Purtroppo negli ultimi anni le ristrettezze del bilancio statale, o forse peggio la miopia dei politici, hanno spinto i governanti di turno a tagliare gli investimenti nel settore “spettacolo e cultura”, per non parlare della gestione del patrimonio artistico, in molti casi lasciato all’abbandono, mortificando un ambito che se opportunamente valorizzato potrebbe “rendere bene” per l’economia nazionale.

Eppure, nel successo del nostro artista mi pare di scorgere una punta di mestizia. Non vorrei risultare schizofrenico o contraddittorio nel mio ragionare e allora cercherò di spiegare con due parole, due, la mia osservazione.

Non sono né psicologo, né sociologo e certamente mi sbaglio, ma per un momento ho pensato che il trionfo del film “Sole a catinelle” possa essere riconducibile da un lato alla simpatica comicità del suo protagonista e dall’altro dalla voglia e dal bisogno di leggerezza, di svago, di luce, distrazione e spensieratezza, da catturare anche per solo un paio d’ore, per tanti di noi, chiamati ogni giorno ad affrontare situazioni di precarietà, di disagio e d’insicurezza sul proprio futuro.

Ma se così è, più pressante e incisivo dev’essere l’agire dei nostri politici, per dare risposte alle attese dei cittadini. La responsabilità è grande, perché in gioco c’è la serenità delle persone.

Diversamente, le nuvole saranno ancora a lungo “a pecorelle, con pioggia a catinelle”. Altro che sole.

d.b.




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17 ottobre 2012
QUALCHE IDEA SU SALLUSTI

SIAMO TUTTI SALLUSTI........O NO!!!!!


Ieri sull'argomento Sallusti ci sono state due dichiarazioni che mi hanno colpito:

Sallusti: questi politici cialtroni sono ipocriti e bugiardi.

D'Ambrosio Gerardo :si tratta di una materia troppo complessa è bene che il testo venga esaminato anche dall'aula.

Tutti e due a proposito della modifica delle pene per il reato di diffamazione.


Ho l'impressione che l'enorme polverone sollevato dalla condanna al carcere inflitta a Sallusti e la solidarietà di tanti suoi colleghi abbia fatto perdere i termini della questione.

Questo signore è accusato di aver pubblicato un articolo contro un magistrato ,distorcendo completamente la realtà (Corriere ed Ansa il giorno prima avevano ben chiarito i fatti ),accusandolo di aver ordinato un aborto ed invocando per il magistrato stesso la pena di morte.

Quindi non stiamo parlando di reato d'opinione bensì di calunnie!

Ovviamente il nostro, una volta smascherato ,se ne è ben guardato sia dal rettificare ,sia dal chiedere scusa ;anzi, fa di tutto per passare come vittima della Giustizia.

In un secondo tempo si è venuto a sapere che l'articolo incriminato era stato scritto dal buon Farina – giornalista radiato dall'ordine perché spia del Sismi e,ovviamente, sistemato in parlamento nelle file del PDL!!!!!!

Anche in questo caso il buon Sallusti, in qualità di Direttore del giornale, ha commesso un reato!!!!!

E veniamo alle dichiarazioni di D'ambrosio.

Noi le condividiamo perché fare una legge in fretta e furia sulla diffamazione si rischia di combinare un enorme pasticcio.

La Rete ha già ben evidenziato che per questo reato togliere il carcere ed aumentare a dismisura le sanzioni pecuniarie si corre il rischio che solo i giornalisti con le spalle coperte da un danaroso editore potranno scrivere tutto quello che gli frulla in testa,mentre tutti gli altri si asterranno da qualsiasi inchiesta delicata.

E ritorniamo al caro Sallusti.

Questo signore ,unitamente agli amici Feltri e Belpietro, è famoso per essere un noto randellatore di tutti gli avversari di Berlusconi.

A mò di esempio :la casa di Montecarlo,il caso Boffo, l'affaire Telekom Serbia, ecc.

per finire con Prodi spia del KGB !!!! Da morire dal ridere.

Vi ricordate queste interminabili campagne giornalistiche ?

Tutti i giorni in prima pagina lo stesso argomento per mesi e mesi ,un vero accanimento.

Adesso,che finalmente viene punito per le sue continue maldicenze, si atteggia a vittima,esige che il parlamento faccia una legge apposta per lui e, con la solita alterigia e tracotanza, offende tutta la classe politica.

Non convengo e mi auguro che il Parlamento faccia una legge giusta e saggia con i tempi canonici.

Se poi per qualche giorno Sallusti andrà in galera, penso che per lui valga l'adattamento di quel proverbio cinese:

La Magistratura non sa perché lo arresta,ma lui lo sa perché sta in carcere.

A.B.


PS..

Si riporta articolo ILSOLE/24ORE online del 23 ottobre relativo alle motivazioni della Cassazione sulla sentenza.


Caso Sallusti, la Cassazione: «Spiccata capacità a delinquere, la gravità dei fatti legittima il carcere»

di



«Spiccata capacità a delinquere» (dimostrata dai precedenti penali dell'imputato), e «gravità del fatto» (per via delle "negatività" con cui è stato commesso), sono le ragioni che hanno spinto la Corte di cassazione a confermare il carcere per Alessandro Sallusti. Un'ipotesi "eccezionale" nei casi di diffamazione - ammetta la Suprema corte - ma pur sempre prevista quando si è di fronte a «condotte lesive di diritti fondamentali».
Il ragionamento è contenuto nelle motivazioni della sentenza 41249/2012 con cui la Corte di cassazione (si legga il testo sul sito di Guida al diritto), in ben 26 pagine di ragionamenti, ricostruisce punto per punto i motivi che hanno portato alla bocciatura del ricorso dell'attuale direttore del Giornale Alessandro Sallusti per la diffamazione di un magistrato, avvenuta nel 2007 quando era alla guida di Libero.

Il peso della recidiva
La suprema Corte spiega come la detenzione sia legittima perche «Sallusti è recidivo». Il direttore de 'Il Giornale', motiva infatti la Suprema Corte, ha già a suo carico «sette pregresse condanne per diffamazione di cui sei in relazione all'ipotesi prevista dall'art. 57 c.p.». Mentre a nulla vale la difesa di Sallusti secondo cui questa situazione è connaturata alla natura del lavoro di direttore, per la Cassazione la tesi è insostenibile: «non può ammettersi l'esistenza di una lecita attività lavorativa che abbia, come inevitabili prodotti naturali, fatti lesivi di diritti fondamentali dei cittadini».

Nessun elemento positivo per sospendere la pena
Sulla mancata concessione della sospensione condizionale della pena, la Cassazione fa notare che la difesa «sul piano sostanziale non indica alcun elemento che consenta una prognosi positiva, sui futuri comportamenti di un giornalista che, in un limitato arco di tempo (dal 2 settembre 2001 al 30 maggio 2003) ha sei volte manifestato una reiterata indifferenza colposa nei confronti del diritto fondamentale della reputazione e una volta (il 12 ottobre 2002) ha leso direttamente tale bene».

Lo stravolgimento dei fatti reali
Non solo, «le risultanze testimoniali e la documentazione acquisita dimostrano, in maniera conforme e coerente l'iniziale, autonoma, immutata decisione della minorenne - consapevole della difficile situazione personale e familiare, di abortire. L'intervento del giudice Cocilovo è stato reso necessario dalla correlata decisione della giovane donna di non informare il padre e di non consentirgli di esprimere il proprio assenso».

Nessuna resipiscenza
Inoltre, il fatto di non aver mai smentito la notizia falsa data dal suo giornale dipingendo un giudice 'abortista' ha rafforzato il "dolo". «Il direttore, nell'esercizio del suo diritto di guidare la redazione, in tutta autonomia, non solo ha manifestato assoluta indifferenza rispetto al dovere professionale di sanare la violazione della libertà, ma ha dato spazio, nel quotidiano» del giorno successivo, «ad un prosieguo della campagna di offuscamento dell'immagine dei soggetti, a vario titolo, intervenuti nella vicenda, attraverso la riproposizione, da parte di un noto avvocato, dell'assenza di consenso della minorenne».

La crociata contro un giudice dello Stato italiano
Insomma, «perfettamente è stata inquadrata la condotta diffamatoria contenuta nella crociata contro un giudice dello Stato italiano». Inoltre, annota ancora la Suprema Corte, «a Sallusti è stata ritenuta riconducibile la responsabilità per il reato di diffamazione non quale autore, ma quale direttore che, nell'esercizio del suo potere-dovere di guida dell'indirizzo politico culturale informativo del quotidiano da lui diretto, ha indubbiamente partecipato alla deliberata pubblicazione della notizia falsa e diffamatoria».

I soggetti lesi
Una condanna dunque che dovrebbe riparare al danno subito da più parti: il medico «che aveva correttamente svolto le ordinarie funzioni assegnategli dal suo incarico nella strutta pubblica», i genitori adottivi della tredicenne «sbattuti in prima pagina come persone disumane», senza tralasciare la minorenne che, evidenzia la Cassazione, «ha subito non solo un'ingiustificata e prorompente invasione nella propria sfera di riservatezza, ma si è trovata presentata all'attenzione dell'ambiente sociale in cui viveva con l'immagine di improvvida e scoordinata curatrice del proprio corpo».

La lesione della dignità
Infine, registra la Cassazione, c'è anche un danno morale da liquidare perchè «è di tutta evidenza la ferita di lunga durata dell'identità professionale, della dignità dell'uomo, del credito sociale che il giudice si era conquistato con anni di attività lavorativa, causata dalla deformante e funesta immagine di apportatore di violenza morale, di morte e di follia».




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15 luglio 2012
domande ad un liberale



LETTERA AD UN AMICO DI DESTRA


Caro amico,


Allora ritorna il prode condottiero!!!!!!!!

Suppongo che ne saranno sicuramente felici i vari Crozza, Dandini, Antonio Cornacchione, i fratelli Guzzanti, ecc. persone che hanno molto successo con Lui in campo ,ma tu cosa ne pensi di questa ridiscesa in campo?

Il nostro è stato padrone della scena politica per un ventennio,Presidente del Consiglio per quindici anni, ci aveva promesso :


meno tasse per tutti, uno Stato snello ed efficiente, un fisco equo ,una economia florida,


aveva affermato:


la crisi è inventata dai giornali e dalle Cassandre di sinistra, la crisi è già passata, l'Italia uscirà dalla crisi meglio di tutte le altre nazioni, nel mondo siamo rispettati e stimati !


Che cosa ci ritroviamo?


La crisi la vediamo tutti i giorni, nella nostra zona poi a grande vocazione edile in strada incontri impresari sull'orlo del fallimento, operai in cerca di lavoro e dovunque una grande preoccupazione.

Le tasse sono lievitate e sempre più a carico dei soliti tartassati.

Dello Stato snello poi è meglio non parlarne !

In compenso lo Statista che affermava di essere il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni non si faceva più vedere all'estero perché nessuno lo stimava e lo sopportava ad eccezione dell'amico Putin.

Alla sua ombra parecchi hanno fatto affari d'oro. Per la morale poi....lasciamo perdere.

Ebbene caro amico ,tu, che mi risulta segui questo blog, cosa ne pensi? Sei proprio così lieto?

Siccome ti stimo come democratico attendo una tua risposta.

Un saluto

A.B.




20 giugno 2012
alcuni nodi dell'amministrazione di Pompiano

Finestrella aperta sull’Amministrazione comunale: NON TUTTI SANNO CHE…


In data 14 febbraio 2009, il Consiglio Comunale di Pompiano in carica, approvava il Piano di Governo del Territorio (PGT), mediante il quale veniva definito per gli anni a venire un certo programmato assetto urbanistico del territorio del nostro Comune, in ottemperanza alla Legge Regione Lombardia n. 12 del 11.3.2005.

Nell’ambito di quel PGT era stata individuata un’area di circa 65.000 mq (posta al termine di via Mulino) che, nei programmi della precedente Amministrazione comunale, doveva essere destinata alla realizzazione di una struttura socio-sanitaria e socio-assistenziale (per esempio: residenze per anziani, con tanto di assistenza di personale qualificato), punto di riferimento anche per i Comuni circostanti o comunque prossimi.

Tale intervento avrebbe comportato un’edificazione massima limitata a 5.000 mq di superficie coperta (se la costruzione veniva effettuata su tre piani, oppure di 7.500 mq se realizzata su due piani), mentre la restante area sarebbe rimasta destinata a verde, ben gestito, quale arricchimento urbanistico della suddetta struttura.

La realizzazione dell’opera era stata posta a carico della Banca di Credito Cooperativo di Pompiano e della Franciacorta, nell’ambito degli interventi a favore del territorio di riferimento previsti dallo Statuto e dalle finalità istituzionali della stessa Banca.

Per consentire tale iniziativa, la Banca provvedeva ad acquistare dei terreni per complessivi 90.000 mq circa, che però, essendo al momento ancora destinati ad uso agricolo, richiedevano una variazione di destinazione urbanistica. Pertanto, l’Amministrazione comunale procedeva, per parte sua, a modificare opportunamente la destinazione di 65.000 mq di terreni, da area agricola ad area destinata alla realizzazione di strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali (codice S3sp), in occasione dell’approvazione del nuovo PGT del 2009, senza addebito alcuno di oneri di conversione in capo alla Banca, quale contropartita dell’obbligo di edificazione assunto dalla stessa Banca. La restante parte di 25.000 mq rimaneva invece sempre destinata a parco verde.

La gestione della struttura sarebbe stata poi affidata ad una fondazione, da costituire ad opera del Comune, della Banca e di tutti i Comuni limitrofi interessati all’offerta di servizi socio-sanitari e assistenziali accentrati, con riflessi occupazionali di tutto rispetto, alla quale sarebbe stata altresì ceduta la proprietà del complesso immobiliare che sarebbe stato costruito.

La finalità condivisa tra il Comune e la Banca era quella di assicurare al nostro paese e alla zona circostante una struttura e una serie di servizi di carattere socio-assistenziali per rispondere alle nuove necessità della collettività che, tra l’altro, si trova e si troverà sempre più in futuro a dover fare i conti con l’invecchiamento della popolazione. E guarda caso, per esempio, l’ausilio delle “badanti” nel nostro paese è già significativo.

Gli impegni assunti dalla Banca (costruzione della specificata struttura) e dal Comune (cambio di destinazione urbanistica) venivano messi nero su bianco in un Atto unilaterale d’obbligo, regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate alla vigilia dell’approvazione del nuovo PGT. In esso veniva altresì stabilito che nel caso in cui la Banca non avesse provveduto alla costruzione del complesso socio-sanitario e assistenziale in questione nei successivi cinque anni, l’Amministrazione Comunale avrebbe avuto libera facoltà, decorso il quinquennio dall’approvazione del PGT, di ripristinare totalmente o parzialmente la precedente destinazione urbanistica delle aree acquistate dalla Banca, riportandole cioè all’originaria natura agricola. Il che è assolutamente logico, non avendo incassato alcun onere di conversione e non essendo stata realizzata l’opera prevista.

Ebbene, di quel progetto non se ne farà più nulla, con grave discapito per la nostra comunità, che non disporrà più di una struttura e di una serie di servizi di grande utilità. Le ragioni per le quali sia stato abbandonato un progetto così interessante, sia sotto il profilo sociale che occupazionale, ci sono ignote. Ogni chiarimento in proposito risulterà gradito e ancor prima opportuno.

Ma non è tutto.

Si consideri che l’attuale Amministrazione comunale, nella seduta Consigliare del 30 aprile 2012 ha deliberato delle varianti al PGT approvato nel 2009, in virtù delle quali l’area di proprietà della Banca (i 65.000 mq, per intenderci) destinata alla costruzione dell’opera in questione, viene destinata ad “ambito produttivo polifunzionale di trasformazione” (codice D2), anziché riportarla ad uso agricolo come previsto dall’atto sottoscritto a suo tempo tra Comune e Banca.

Inoltre, un’altra area, di circa 6.900 mq, collocata lungo la statale che porta fuori paese, direzione Orzivecchi, di proprietà di un privato, è stata convertita da area verde ad area per “ambito produttivo polifunzionale esistente” (codice D1). Per quest’ultima variante, la proprietà dell’area si è impegnata ad eseguire “opere pubbliche” (opere di urbanizzazione o di servizi o attrezzature pubbliche, ecc.) per un valore di circa 620.000,00 euro. In altri termini, per beneficiare di tale variazione, a conti fatti la proprietà dovrà sostenere un costo di circa 90 euro al mq. (620.000 / 6.900).

Torniamo ancora alla variante concessa dal Comune alla Banca. Il mutamento di destinazione (del tutto analogo a quello dell’area appena descritto) consentirà una cementificazione fino a 32.500 mq di superficie piana, per la costruzione di capannoni e in cambio la Banca dovrà corrispondere al Comune la somma di euro 1.500.000,00 che nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale sarà destinata al recupero della Cascina Navoni, oltre a cedergli gratuitamente i restanti 25.000 mq di area agricola, che nei progetti del Comune potrebbe essere destinata alla costruzione di un centro sportivo polivalente, il cui valore storico per la Banca risulta pari a circa 615.000 euro, stante il costo al metro quadro sostenuto a suo tempo per l’acquisto dell’intera area agricola.

Ora, se anche alla Banca fosse stato richiesto un onere di conversione analogo a quello sostenuto da un privato per l’intera area (vedi sopra), il Comune avrebbe dovuto incassare una somma di circa 5.850.000,00 euro (65.000 x 90 € mq) e dunque molto di più di quello che andrà effettivamente ad incamerare, pari a euro 2.115.000,00 (1.500.000 + 615.000) tra risorse finanziarie e terreno agricolo.

La differenza non è da poco e a prima vista si direbbe che l’affare l’abbia fatto la Banca, la quale in un colpo solo si è liberata da un obbligo assunto a suo tempo (costruzione di un centro socio-sanitario e assistenziale e partecipazione all’ente per la gestione dell’opera e dei servizi connessi) e si ritrova nella possibilità di monetizzare un’area acquistata come agricola, convertita a ben altro uso e di ben altro valore.

Nell’ottica della Banca l’operazione non fa una piega, se non consideriamo però le finalità istituzionali a cui essa, per Statuto, è chiamata a perseguire.

Dal punto di vista della collettività, invece, ci sembra proprio che l’Amministrazione comunale non abbia fatto, per niente, l’interesse dei cittadini. Con buona pace per le tasche dei pompianesi, che oltretutto verosimilmente non avranno mai più la possibilità di dotarsi di una struttura socio-sanitaria e assistenziale e di servizi di notevole vantaggio per la nostra collettività e per quelle a noi prossime.

Sull’utilità poi degli eventuali interventi programmati (Cascina Navoni, eventuale centro sportivo) lasciamo ai cittadini valutarne la necessità o anche soltanto l’opportunità.

In particolare, quanto a strutture ludico-sportive, bisognerebbe considerare quelle già esistenti, siano esse pubbliche o private (per esempio: due campi di calcio, una palestra comunale, una nuova palestra comunale più piccola in fase di realizzo in via Ungaretti, una palestra privata con piscina, bocciodromo e campi da tennis) e soprattutto esaminare con grande attenzione i costi da sostenere per la realizzazione prima e poi per la gestione e manutenzione delle stesse, che ovviamente graveranno in un modo o nell’altro sulle tasche di tutta la cittadinanza.

Morale: con il cambio di orientamento dell’Amministrazione comunale si è rinunciato ad avere un polo di grande utilità sociale, si incassa molto meno del dovuto e viene consentita una cementificazione del suolo spropositata per avere altri capannoni. Quelli che già ci sono e vuoti probabilmente non bastano.

Per chiudere... Non tutti sanno che c’è un fabbricato che da tempo è stato acquisito al patrimonio immobiliare del Comune, ma che fino ad ora è come se non ci fosse. Ci riferiamo al fabbricato un tempo di proprietà del signor Maninetti Severino, situato in prossimità della sede municipale.

La precedente Amministrazione Comunale aveva dato l’avvio a tutte le procedure di sgombero del fabbricato in modo da poterlo mettere opportunamente a frutto per le necessità della comunità.

A distanza di tre anni dal suo insediamento, l’attuale Amministrazione non è stata ancora capace di prenderne possesso e di organizzare una qualche destinazione pubblica del medesimo (ambulatori medici di base, ambulatorio pediatrico, consultori, ecc.).

Ci si chiede come mai stia indugiando tanto, tenuto conto che essa è chiamata ad amministrare la cosa pubblica e nell’interesse pubblico. In compenso si preoccupa di sistemare la Cascina Navoni, spendendo le risorse che arriveranno dalla Banca di cui abbiamo fatto cenno sopra e sempre che siano sufficienti allo scopo.

Ecco, anche in questo caso si poteva fare di più e di meglio, cominciando col valorizzare il fabbricato “ex Maninetti”, pronto all’uso, senza perciò il bisogno di spendere le risorse, notevolmente incongrue, recuperate con il cambio di destinazione d’uso dell’area di proprietà della Banca.

Ai cittadini, con spirito libero valutare i fatti.


M.M.




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29 maggio 2012
SCUOLE ELEMENTARI POMPIANO E.. TERREMOTO

A PROPOSITO DI SCUOLA ELEMENTARE..........FATE PRESTO..


Abbiamo esposto sia con articoli sia con un dibattito pubblico il nostro pensiero sul plesso scolastico. Siamo sempre dell'idea che l'accorpamento delle Scuole di Pompiano sia la cosa più razionale, ma dobbiamo altresì constatare che l'attuale maggioranza è sorda ad ogni suggerimento.

Pertanto riteniamo superfluo continuare a dibattere su questo argomento e lasciamo che il tempo sia il miglior giudice.

Vogliamo però dare un ultimo suggerimento:

il recente terremoto in Emilia ha dimostrato che il nostro territorio, seppur con una pericolosità sismica medio-bassa, non può essere dichiarato immune da certi eventi,anzi ,come evidenziato dall'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia ha un grado di rischio superiore alla provincia mantovana .

Al momento di stampare questo scritto ( 29 maggio ore 10,00) una scossa si è sentita chiaramente anche a Pompiano e i genitori più apprensivi sono corsi agli ingressi delle scuole.

Ebbene quali sono gli immobili più popolati di Pompiano e non a norma?

In primis la Scuola Elementare!!!!!

A questo punto,cari Amministratori, l'unica cosa che dovete fare è FARE PRESTO e sanare con urgenza tale mancanza.


A.B.




permalink | inviato da baratt0907 il 29/5/2012 alle 11:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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