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IL BLOG DEL PARTITO DEMOCRATICO CIRCOLO DI POMPIANO-CORZANO

14 febbraio 2015
1 marzo impegno ed idee

1 marzo: una giornata di consultazione e tesseramento

Perché, dopo aver abolito le Province, non accorparle anche in enti di area vasta omogenei? Perché nell’area metropolitana milanese non possono convergere anche le limitrofe Monza e Lodi? Hanno ancora senso le Regioni così come attualmente definite, comprese quelle a Statuto speciale, nate negli anni Settanta?

profilo_pdSono queste alcune domande che si è posto il PD Lombardo nel corso della conferenza organizzativa dello scorso novembre. Per le riposte, però, il gruppo dirigente dei Democratici passa la parola agli iscritti ed elettori del PD organizzando per domenica 1 marzo, in concomitanza con la giornata del tesseramento, una consultazione aperta con oltre 500 seggi allestiti in tutta la Lombardia.
Mentre il Parlamento, infatti, cambia l’architettura costituzionale del nostro Paese con la cancellazione delle Province e l’abolizione del Senato, in Lombardia la Lega vorrebbe imporre una brusca sterzata conservatricecon la nascita di una nuova regione a statuto speciale. Una forzatura anacronistica, inutilmente costosa, che il PD intende combattere con proposte più serie e realizzabili. Con idee che verranno decise non nel ristretto di qualche riunione ma dallo spoglio di migliaia di schede. Solo i nostri iscritti, infatti, sono oltre 30mila: donne e uomini impegnati che vogliamo coinvolgere sempre più spesso nei processi decisionali e non solo durante le campagne elettorali.
Sono queste persone la forza di un partito popolare e diffuso come il PD. Energie che vogliamo valorizzare e moltiplicare. Per questo il 1 marzo daremo vita a una grande giornata di tesseramento, una formula che, unita alla possibilità di ricevere il 2xmille dei cittadini, risulta per noi vitale dopo la fine del finanziamento pubblico ai partiti politici. Ma non vogliamo fermarci qui. La nostra idea è quella di una politica che non vivacchia ma che propone iniziative, coinvolgendo i cittadini. Per realizzare questo obiettivi stiamo studiando forme di autofinanziamento in linea con quelle adottate dai principali partiti europei. È una nuova sfida che vogliamo cogliere e speriamo di poter vincere.
Fabrizio Santantonio, segretario organizzativo PD Lombardia





  •      
  • QUESITI  LOCALI

    Quesito 1

    Le vecchie Province sono state cancellate dalla Legge Delrio e verranno abolite con riforma costituzionale entro il 2016. La Legge Delrio dice che verranno creati nuovi ambiti omogenei; in questo contesto come vedi il futuro del territorio del comune in cu abiti:

     dentro un ambito omogeneo (da individuare tenendo conto delle caratteristiche territoriali, geografiche, sociali ed economiche)

    senza cambiamenti (continua ad essere in vigore la situazione esistente)?

    Quesito 2

    La Legge Delrio prevede che, una volta abolite dalla Costituzione, la competenze sulle nuove Province passi alle Regioni, che possono rivederne i confini territoriali. In proposito, come vedi il futuro del territorio della nostra provincia:

     è opportuno che una porzione del territorio (tra cui il comune in cui abito) possa essere scorporato e accorpato a porzioni oggi appartenenti ad altre province?

     è opportuno che una porzione del territorio (ma non quella di cui fa parte il comune in cui abito) possa essere scorporato e accorpato a porzioni oggi appartenenti ad altre province?

     è opportuno che tutto resti così com’è?

    Quesito 3

    La Legge Delrio assegna alle Regioni la decisione in merito al destino delle deleghe che fanno capo alle province (ad oggi, la Regione Lombardia ha assegnato alla nostra provincia più di 100 deleghe di funzioni specifiche); in proposito, ritieni che:

     sia meglio che la Regione riprenda in capo il maggior numero di deleghe, perché una gestione centralizzata risulterà più efficiente?

     sia meglio che restino tutte in capo alla provincia, perché, nel rispetto del principio di sussidiarietà, i livelli più vicini ai cittadini sono quelli in grado di garantire servizi migliori?




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22 dicembre 2014
A PROPOSITO DI VIABILITA'

SORRISI E FATTI


L'altro giorno mi sono intrattenuto brevemente con il nostro Sindaco Serafino.

E'stato un incontro molto cordiale .Si è velocemente parlato dei rapporti tra maggioranza e minoranza ,delle difficoltà finanziarie dei Comuni in questo momento, di alcune priorità tra cui la viabilità locale.

Ci siamo trovati d'accordo sulla correttezza e rispetto nel confronto politico , l'educazione e la gentilezza nei rapporti umani seppur tra avversari.

Si sono individuati alcuni punti particolarmente pericolosi della viabilità: in “primis” via Libertà e i due accessi della statale.

Ha assicurato che quanto prima affronterà tale argomento.

Una volta lasciato feci un viaggio al mio paesello :Olmeneta.

Olmeneta è un piccolo paese del cremonese, non raggiunge i mille abitanti ,gemellato non ufficialmente con Pompiano . Per alcuni decenni i nostri muratori ,capitanati da Rico, hanno costruito circa il 30% del paese ,sia come edilizia popolare sia privata.

Si sono fatti molto apprezzare per la loro laboriosità ed ancora adesso vengono ricordati : quando dico di essere di Pompiano mi chiedono “Rico ghel amò,,e Franco el amò un laurenton???

All'ingresso del paese c'è un lungo e stretto rettilineo con a destra un breve viale che raggiunge il cimitero.

A metà di questo viale un mazzo di fiori ricorda che una macchina impazzita ha travolto un pensionato che portava a spasso il cane,uccidendoli entrambi.

Questo è accaduto alcuni mesi fa.

Ora su quel rettilineo e su tutto il territorio comunale l'Amministrazione ha posato diversi dissuasori di velocità e due semafori regolati dalla velocità dei veicoli.


Anche a Pompiano in settembre un camioncino ha travolto una famiglia.

Abbiamo fatto una commovente fiaccolata, il Sindaco ha tenuto il discorsetto d'occasione …..e poi???

Ci siamo attivati per mettere in sicurezza gli accessi al paese? No,ma ci penseremo....

Ma ci rendiamo conto che a Barbariga in centro paese un bel rilevatore di velocità intimorisce gli autisti dal piede pesante. A Corzano(Corzano) da anni ci sono i dissuasori di velocità al punto giusto.

E noi? Li abbiamo a trecento metri dal paese, assolutamente inservibili.

Ma la proverbiale concretezza ed efficienza bresciana dove cavolo è finita?

Si è vista solamente (e poco) nella ristrutturazione delle scuole elementari ,la scelta più infelice e catastrofica che si potesse fare :

condizionerà l'edilizia scolastica pompianese per almeno tre generazioni,

verrà a costare il doppio di un razionale adeguamento presso le scuole medie,

penalizzerà il flusso viario per altri trent'anni.

Con questi pensieri auguro a tutti un buon Natale.


A.B.








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15 agosto 2014
OSSERVAZIONI SUI POMPIANESI

LAPALUDE



Abito a Pompiano da diversi decenni e ,nonostante ciò, non ne sono ancora innamorato.

C'è ancora qualcosa che mi impedisce di amare questo paese, forse il clima, forse il carattere un po' chiuso della popolazione ,o ,forse,la generale insensibilità a qualsiasi evento .

Qualsiasi cosa accada noto, con molto disappunto ,nessuna reazione civica,una presa di posizione ; anzi si vive tutto con molto fastidio e,quei pochi (e temerari) che cercano di scuotere le coscienze sono guardati come esseri indisponenti e un po' rompic.......

Ne sa qualcosa l'amico Mario Armanini quando ha sollevato ,tra l'altro,il problema della droga, la tumulazione negata ad un neonato straniero ecc.

Mi ricordo un interessante articolo di una giornalista su Bresciaoggi in occasione dell'omicidio di una prostituta nera da parte di un nostro giovane concittadino.

Aveva stigmatizzato nel suo articolo che alla domanda :che tipo era questo ragazzo ?

La risposta di tutti gli intervistati era : non è di qui,non lo conosciamo,andate a Corzano dove è nato ;ignorando che viveva nel nostro paese da diversi anni.

Così è stato quando si sono visti Naziskin girare per il Paese e“albergare” presso il laghetto “cava”; qualche mugugno ,un volantino del PD poi più nulla.

Nessuno si è chiesto chi aveva organizzato il raduno e quali erano gli intendimenti dell'incontro.

Alla fine tutto è passato sotto silenzio e Pompiano è ripiombato nella solita calma apparente.

D'altra parte anche a livello politico abbiamo assistito a scelte della passata Amministrazione abbastanza discutibili (vedi Scuola Elementare ) che ci condizioneranno negativamente per decenni ,il Sindaco era considerato solo un Presenzialista, eppure ha avuto un successo elettorale travolgente.

Qualche giorno fa si è tenuto a Travagliato un incontro di un gruppuscolo di estrema destra, come riportato dal Corriere della sera.

I relatori erano Stefano delle Chiaie e Mario Michele Merlino definiti dal giornale “DUE PROTAGONISTI DEGLI ANNI DI STRAGI,GOLPE E DEPISTAGGI”.

Consultare qualsiasi enciclopedia online per conoscere detti personaggi .

Ebbene il padrone di casa e coordinatore dell'incontro è un nostro concittadino che, riporta il giornale, implora Delle Chiaie di rimettersi in sella perché abbiamo bisogno di lui.

Questo nostro concittadino ,che oltretutto ha le mie iniziali A.B., tempo fa organizzava tra le altre cose il presepe all'oratorio di Pompiano,ora invoca un terrorista di tornare a fare il loro Comandante.

Accidenti ne ha fatta di strada.

Ebbene reazioni a Pompiano? Nulla...la palude inghiotte tutto,tutto scivola via ,sul fondo si accumulano problemi e drammi,ma la superficie torna piatta.

Consiglio di mettere sul gonfalone del Comune un motto appropriato


QUIETA NON MOVERE ET MOTA QUIETARE.


A.B.


http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_04/delle-chiaie-merlino-l-italia-fascista-ha-capelli-bianchi-5f40683a-1bc6-11e4-91c9-c777f3f2edee.shtml






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18 novembre 2013
RISULTATI ELEZIONE SEGRETARIO NAZIONALE


PARTITODEMOCRATICO

CIRCOLODI POMPIANO



RISULTATIPRE-SELEZIONE SEGRETARIO NAZIONALE


DOMENICA17 NOVEMBRE 2013


VOTANTI 32


CUPERLO 5

RENZI 26

PITTELLA 0

CIVATI 1





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29 ottobre 2013
LEGA ed USO POMPIANO

COMPLIMENTI ALLA LEGA DI POMPIANO


Da poco è apparso all'ingresso della sezione un simpatico biglietto di ringraziamento,

redatto dai bambini dell'USO POMPIANO ,beneficiari di un contributo per l'acquisto delle divise.

Il gesto ci ha colpito, sia per la scelta effettuata, sia per la disponibilità finanziaria della Sezione.

Sono più fortunati di noi che manco abbiamo un soldo per stampare il giornalino!!!!!!!!


Donare le divise sportive all'USO Pompiano, che si può definire il Tempio dell'accoglienza e dell'integrazione,dove bambini di tutte le razze apprendono i primi rudimenti della convivenza civile ,è un gesto veramente sublime. BRAVI!


Vedere sporgere da calzoncini pagati dalla Lega gambette diversamente bianche ci commuove, e cancella la fama di xenofobi appiccicata ai Leghisti.

Sono ben lontani gli insulti al Ministro Kyenge e le varie affermazioni dei massimi dirigenti sugli sbarchi dei clandestini.

Ed anche nel nostro piccolo mondo ne è passata dell'acqua sotto i ponti ,da quando il povero Primo si accapigliò con un Padano ,che ,in occasione dell'incidente ad un bimbo all'ingresso delle elementari ed al prodigarsi del Medico (peraltro chiaramente di destra)sbottò : “Madòra quat casì , l'è gnanca un scet dei nostc!!!!!

a.b.




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8 giugno 2012
SCOPE CHE NON RAMAZZANO



SCOPE CHE NON RAMAZZANO


Abbiamo visto con simpatia le scope con il sole verde delle Alpi “sguainate” alla BERGHEMFEST dai Barbari Sognanti ! Un taglio netto con il passato , con le leggi “ad personam” ,i Cosentino, i lodi vari, le nipoti di Mubarak,ecc.

Finalmente un ritorno alla Lega delle origini,ruspante,sincera ,emanazione della nostra terra e,sopratutto, delle nostre amate valli.

Poi ,ieri, senza tanto clangore,nel segreto dell'urna di palazzo Madama il voto che salva dagli arresti domiciliari un certo Sergio De Gregorio. Senatore transfuga da diversi partiti, indagato da più Procure ,accusato ,tra l'altro, di associazione per delinquere, concorso in truffa, truffa aggravata ecc. per avere frodato con altri 23 milioni allo Stato.

Un tipo ,ad essere sinceri, che dal cognome e dai tratti somatici non dovrebbe essere altoatesino!!

E le scope? E la pulizia promessa dal Bobo di tutti gli angolini? Bé caro amico Leghista sei abituato ad ingoiare rospi, ma adesso mi pare si esageri.

A.B.


2 aprile 2012
un amico del PD Pompiano ricorda Primo "Bettega" Ragazzi

IN RICORDO DI PRIMO RAGAZZI


Ricordare un amico che se n’è andato è sempre una cosa difficile. Se poi questo amico era una persona vera, sincera, disponibile nei confronti di tutti, diventa ancora più complicato.

Le parole per esprimere il proprio cordoglio non escono facili.

All’anagrafe Primo Ragazzi, classe 1946, di anni 65, detto “Bettega” per la passione che nutriva per la squadra di calcio del cuore: la Juventus.

Rimane dentro di noi il modo di essere di Primo, capace di stemprare le cose difficili e di affrontare la realtà con molta serietà e serenità. Nei rapporti con la gente, di qualsiasi appartenenza politica, sociale, civile o religiosa, manifestava rispetto e considerazione.

Quando poi c’era da rimboccarsi le maniche per organizzare qualcosa nella nostra comunità, non si tirava indietro. E così faceva anche per il nostro Circolo, a cui aveva aderito fin dalla fondazione.

Primo era fatto così.

Lui e la sua famiglia, alla quale ci sentiamo umanamente vicini, erano stati di recente colpiti duramente nei loro affetti, ma con grande amore e forza d’animo si stavano lentamente rialzando, cercando forze che non sempre si trovano quando si è percossi nell’intimo, nel profondo del cuore.

Non sappiamo se il nostro caro amico Primo nel suo animo avesse la forza o la volontà di continuare il suo cammino oppure se nel recondito del suo cuore volesse andare presto anche lui dove il figlio Giuseppe lo aveva preceduto. L’amore fra padri e figli è sempre un sentimento difficile da spiegare, da comprendere, ma il sangue è lo stesso e il legame non i spezza.

Noi ti ringraziamo Primo per ciò che sei stato, per come ti abbiamo conosciuto, per il bene che hai voluto e offerto a tutti noi e per il segno che ci hai lasciato.

Requiem.


PARTITO DEMOCRATICO

Circolo di Pompiano e Corzano





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15 marzo 2012
PRIMO RAGAZZI CI HA LASCIATI
Il generoso cuore di PRIMO RAGAZZI questa notte si è fermato.
La recente tragedia del figlio ha avuto il sopravvento e Primo, il nostro Primo, la persona generosa e buona sempre presente ed attiva in ogni nostro momento non ha resistito ed un infarto l'ha portato via nella notte.
Sgomenti ed increduli cerchiamo di stare vicino alla famiglia.




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22 febbraio 2012
riflessioni sulla crisi nella nostra Bassa

-1Il lavoro oggi: quel poco che c’è e quel tanto che manca.



Si discute e si parla molto in questo periodo dei problemi legati al mondo del lavoro; lo si fa a ragion veduta e qualche volta si ha l’impressione che si perda di vista davvero questa emergenza. Mai come in questi ultimi anni il tema del lavoro è diventato un problema ed una emergenza sociale che investe tutti i settori produttivi e tutte le età anagrafiche.

A livello nazionale tra governo e parti sociali si sta tentando di dare risposta a tale argomento, affrontandolo con l’augurio che si riesca a trovare una soluzione condivisa da tutti; cioè senza vincitori e vinti ma con la consapevolezza che non si può e non si deve giocare sulla pelle di quelli più disagiati.

La nostra provincia e la zona della Bassa Bresciana non è immune da questa piaga e da questa emergenza; sempre di più i giovani (maschi e femmine) non riescono a trovare una collocazione nel mondo del lavoro e ciò riguarda sia coloro che hanno un titolo di studio, sia quelli che da tempo sono alla ricerca di una collocazione.

Nella “nostra” Bassa Bresciana sono scomparsi interi settori e tante aziende significative: non esiste più il settore tessile, è scomparso quello dell’abbigliamento, la calzetteria (Quinzano, Borgo San Giacomo, ecc stanno segnando il passo), ecc. Aziende storiche come la ex Fren-do (solo per citare l’ultima) hanno chiuso i battenti e spesso questi settori e queste aziende occupavano manodopera femminile; cioè a torto o a ragione era il secondo stipendio che entrava in una famiglia!

Non solo: il mondo dell’edilizia, che era spesso un impegno e un ripiego anche per molti giovani, sta attraversando una delle crisi più dure degli ultimi vent’anni. I famosi “pendolari” delle cinque del mattino che si recavano con i loro pulmini a Milano o altrove provenienti dai vari comuni quali Castrezzato, Castelcovati, Comezzano-Cizzago, Roccafranca, Rudiano, Trenzano, Chiari, ecc oggi sono fermi e non solo perché nel frattempo sono nate “società” magari di persone non italiane che stanno lavorando a prezzi ridotti rispetto a ciò che il mercato prima era disposto a pagare!

Non si era mai vista una cosa simile e non si vedono segnali di ripresa, anzi, basta frequentare il nostro ufficio di collocamento di Orzinuovi per rendersi conto dell’entità di questo fenomeno; credo di non sbagliare se affermo che presso questo ufficio di collocamento sono iscritte in cerca di lavoro tra le sette e le ottomila persone delle quali credo che almeno duemila provengano dall’edilizia!

Qualche piccolo sbocco spesso con rapporti di lavoro precari è dato dalla nascita e dallo svilupparsi di centri commerciali e supermercati. Mi è capitato di assistere ad una selezione per 40 posti di lavoro e vedere presentarsi 700 persone. Gente (specialmente ragazze giovani diplomate e laureate) disposte a lavorare sette giorni alla settimana per 1.000-1.100 € al mese e a volte in condizioni di precariato: o a tempo determinato, o con agenzie di lavoro interinale… e a volte anche tramite pseudo cooperative; cioè senza nessuna certezza per mettere su in futuro famiglia, per chiedere un mutuo, per pensare con serenità al futuro.

Bisognerebbe anche dire che la cosa che più spiace è che queste persone rischiano anche di sentirsi privilegiate, pur sentendosi dire spesso: se ti va bene è così oppure sappi che ce ne sono molte altre che aspettano… e stai attenta a non fare nel frattempo dei figli!? Cioè, manca lavoro e quel poco che c’è riduce la tua dignità di persona.

E poi perché non dirci che c’è un altro aspetto che deve essere affrontato: giustamente facciamo studiare i nostri figli (spesso con sacrifici), ma dopo il diploma quale sbocco hanno? Dove si va dopo il liceo e a volte anche dopo l’università? In qualche studio a fare praticantato fino a trent’anni, prendendo magari un rimborso di 300/400/500 € al mese?

Quando non si hanno certezze di un lavoro il giovane a volte diventa “un facile richiamo” di quella parte di società dove trionfano i vizi, la disgregazione familiare, le compagnie facili, ecc. Non voglio banalizzare, ci sono anche molti esempi di grande slancio verso il mondo del volontariato e dell’impegno sociale. E noi continuiamo a sentire le parole rivolte al precariato e all’art.18; certo, sono problemi reali e sappiamo che ad esempio l’art.18 tende a difendere diritti acquisiti e conquistati nel tempo, ma so altrettanto bene che ha almeno pari valore il licenziamento discriminatorio con un altro articolo che non è scritto, che non ha un numero (salvo nella Costituzione Italiana), cioè il diritto al lavoro.

Bisogna cioè, a mio avviso, ragionare di più sul lavoro che manca piuttosto che sulla tutela di coloro che già ce l’hanno. Non voglio certamente banalizzare e so che dobbiamo continuare a tutelare questi diritti acquisiti, ma so altrettanto bene cosa significa avere un figlio o una figlia di 20-22...28 anni a casa in cerca di un lavoro! Così come non va dimenticato che oggi la piaga sociale della disoccupazione tocca purtroppo anche padri e madri di famiglia, sicchè lo spaccato di questa società rischia di essere questo: a 20 anni non trovi un lavoro e a 40-45 lo perdi perché le aziende vanno in crisi e licenziano. Quale società ci si presenterà nei prossimi anni se queste sono le premesse? E’ un interrogativo che ci dobbiamo porre tutti, lasciando perdere le nostre appartenenze politiche, partitiche, gli egoismi, la demagogia, le facili risposte! Necessita invece che tutti ci si senta imegnati con coraggio e con decisione su alcune scelte e sostenerle ognuno per ciò che conta a tutti i livelli politici, amministrativi, istituzionali.


  1. Rilanciare gli istituti professionali e tecnici che sempre di più dovranno essere collegati strettamente al mondo del lavoro, dove cioè si ha più possibilità alla fine della scuola di trovare un posto; forse continuare a sfornare migliaia di maestri e di ragionieri crea delle aspettative di lavoro che poi non si concretizzano.

  2. Incentivare quelle aziende che assumono a tempo indeterminato i giovani, concedendo loro degli sgravi contributivi; altro che assunzioni, come succede spesso, della durata di una settimana, di un mese e poi… incertezza!

  3. Rivedere la legge sull’apprendistato, che deve servire tramite la formazione (che spesso non si fa) ad avere una collocazione lavorativa certa.

  4. Agevolare quelle aziende che assumono operaie ed operai ultra quaranta/cinquantenni espulsi dal mondo del lavoro (non dimentichiamo che spesso sono padri e madri di famiglia).

  5. Rilanciare tramite una legge il part-time, anche nelle aziende, in modo particolare per le donne che possono combinare così la famiglia, gli affetti con il lavoro, o giovani che possono allo stesso modo studiare e lavorare.

  6. Siamo il Paese europeo dove la percentuale di part-time è tra le più basse, e spesso esiste solo nei supermercati (magari perché così facendo si produce di più e si sbaglia di meno).


Bisogna cioè rimettere al centro il diritto al lavoro e creare le condizioni perché questo ci sia: non cresce una società dove esistono solo precariato, evasione fiscale e contributiva, facili guadagni, illeciti… che portano solo alla disgregazione dei giovani e della società.

Sono queste alcune considerazioni e proposte che mi auguro vengano affrontate e risolte a livello nazionale; da parte nostra dobbiamo avere un maggior rapporto tra amministrazioni comunali e attività produttive. A livello di zona dovremmo osare un po’ di più: è giusto pensare alle strade, alle scuole, alle palestre, al problema degli anziani, ecc ma se fossimo in grado di consorziare tra i vari comuni un po’ di più anche l’aspetto lavoro forse riusciremmo a dare delle risposte che devono essere sempre di più intercomunali. Ricercare ad esempio aree sovracomunali che possano essere appetibili per insediamenti industriali, dando la possibilità di ottenere queste aree a basso costo avendo però come contropartita l’impegno da parte di queste aziende a rimanere poi sul territorio evitando che dopo alcuni anni se ne vadano dopo aver fatto solo il proprio interesse o affare.

Poniamoci almeno il problema, perché Manerbio, Verolanuova, Chiari, Ghedi, Pontevico, ecc si sono sviluppati anche industrialmente (pur avendo avuto anche loro grandi crisi aziendali). Possiamo pensare anche noi di mettere in atto una sinergia per questi comuni della Bassa Bresciana che coinvolga enti comunali, industrie, istituti di credito, ecc affinchè oltre ai centri commerciali, che pure ci vogliono, si creino però iniziative industriali in grado di dare risposta a quei tanti giovani, uomini e donne che oggi pagano la piaga della disoccupazione.

Rimettiamo cioè al centro del nostro essere e del nostro fare questa tematica e facciamo sì che la politica a tutti i livelli si interessi e dia risposte decise e concrete.

Così facendo forse non avremmo fatto altro che il nostro dovere di persone impegnate; se non sapremo dare una risposta certa a questa domanda tutto perderà significato. Una società civile che si dica tale ha almeno un dovere nei confronti dei propri figli: dare loro diritto e dignità sociale con il lavoro.

Il lavoro: quel poco che c’è e quel tanto che oggi manca a tutti.


Giovanni Ferrari

(uno che si pone delle domande e cerca di dare delle risposte)




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10 febbraio 2012
tesseramento 2012
TESSERAMENTO 2012: Prima di tutto l'Italia.
ti presento i miei gruppo    Prima di tutto l’Italia.

Questa è l’idea che deve accompagnare la militanza e l’impegno degli iscritti al Partito democratico.

Con la nostra iniziativa nel paese e nel Parlamento siamo riusciti a voltare pagina.

Il governo Berlusconi è caduto.

Un governo di impegno nazionale ne ha preso il posto.

Ora è importante che la fase di transizione anticipi almeno alcuni aspetti della proposta di cambiamento che vogliamo presentare alle prossime elezioni politiche.

Sarà una sfida difficile, ma appassionante.

Solo noi possiamo essere il perno della ricostruzione democratica, sociale ed economica del paese.

Solo il Pd può offrire la possibilità di un’uscita dalla crisi che, insieme alla messa in sicurezza dei conti pubblici, rimetta in moto l’economia, riduca le disuguaglianze drammatiche che le politiche del centrodestra hanno accresciuto, sostenga i più deboli e aiuti i più meritevoli. Bisogna rimettere l’Italia sul sentiero della crescita nell’equità.

La coscienza della profondità dei problemi e di quanto sia ardua l’opera di ricostruzione democratica ci impone di puntare a coinvolgere tutti coloro che possono essere interessati a una riscossa civica, a cominciare dai partiti del centrosinistra, dalle forze sociali, dalle persone impegnate nella società civile, dalle forze e dagli elettori moderati che siano interessati all’Italia. Una proposta larga che abbia come pilastro il Pd è la sola scelta che può dare al paese una spinta verso il futuro.

Prima di tutto l’Italia, ma è decisivo che anche l’Europa riprenda il suo cammino verso l’unità politica, perché solo così si esce davvero dalla crisi e si possono battere le politiche sbagliate imposte dai governi di centrodestra. Insieme agli altri partiti progressisti il Pd lavorerà per far fare all’Europa passi in avanti verso l’integrazione politica. Dobbiamo rialzare il vessillo del sogno europeo. Anche questa sfida è grande ma appassionante. Insieme alle altre forze progressiste dobbiamo creare le idee-guida per un mondo nuovo. Guardare di nuovo all’economia reale, alle persone e alle cose, ai beni comuni e ai valori delle persone e delle società. Idee guida alternative a quelle disastrose della destra, perché le crisi economiche e sociali di oggi non si ripetano.
Pierluigi Bersani
   



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