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IL BLOG DEL PARTITO DEMOCRATICO CIRCOLO DI POMPIANO-CORZANO

6 marzo 2017
RIFLESSIONI DI UN ISCRITTO

 

Qualche pensiero a volo libero:

 

-                    La memoria corta  della “folla” è la più formidabile arma del politicante. Ad esempio oggi non ci si ricorda più che veniamo da venti anni  di governi Berlusconi,con corollario di Bossi-Fini-Previti-Casini-Giovanardi…

 

-                    Si dimentica quindi in quale stato eravamo: condizione economica, spread,credibilità internazionale ecc. non molto tempo fa il parlamento (?) discuteva e votava ordini del giorno sulla nipote di Mubarak , i vescovi ruiniani contestualizzavano le barzellette porno/blasfeme del premier, si solleticavano antichi pruriti antitedeschi offrendo alla curva la “ culona inchiavabile”, e il voyeurismo nazionale si saziava al buco delle serrature di Villa San Martino…

 

-                    Quel tripudio finì con l’esperienza bocconiana di Monti, mai eletto da nessuno, e le sentenze dei tribunali. Chi si ricorda più di Monti, della Fornero, di Ornaghi…?

 

-                    Poi elezioni anticipate che danno l’esito che conosciamo: governo impossibile se non attraverso operazioni di trasformismo parlamentare; il primo a rendersene conto fu proprio Bersani, incaricato e trombato in streaming da Grillo. Il seguito si chiama Patto del Nazareno, NCD, Verdini.

 

-                    Nel bel mezzo il bis Napolitano, prima assoluta per l’impossibilità di trovare un candidato,  supplicato da tutti e poi sfanculato dai supplicanti.

 

-                    Il PD è l’azionista di maggioranza di questa baracca incapace di produrre alcunché.

 

-                    L’elezione del presidente della Repubblica ne è la rappresentazione più palese: chi siricorda più del trattamento a Prodi, a Marini …

 

-                    Questo Parlamento è il risultato di una elezione avvenuta con  regole “ incostituzionali”. E’ vero che la Corte che dichiara incostituzionale il Porcellum ( altro capolavoro parlamentare)dice che non lo è il Parlamento da esso scaturito, ma questo solo in ossequio al principio che non ammette vuoti di potere.

 

-                    Sullo sfondo ci sono tutte le implicazioni dell’appartenenza all’unione europea,l’unica seria risposta alle tragedie tutte europee del novecento, il secolo dei nazionalismi e delle relative tragedie; l’Europa postula cessione di sovranità come antidoto appunto alle aberrazioni nazionaliste.

 

-                    Ritengo impossibile definire questo stato di cose “ democratico” . Democrazia significa“ governo del popolo” , esercitato attraverso la delega prevista dalle leggi:ma gli attuali meccanismi di delega non sono in grado di legittimare alcunché.

 

-                    E’dimostrato  che il parlamento non è in grado di elaborare una decente legge elettorale: ormai il compito è nelle mani dei giudici costituzionali.

 

-                    In questo brodo di coltura si è sviluppata una delle fasi di più violenta antipolitica della storia del paese. Se ne nutre e vi sguazza la ditta Bossi/Salvini e nasce il primo/secondo partito italiano( M5Stelle). La “ folla “  dalla memoria corta, solo un anno fa avrebbe bruciato l’una e l’altra camera, sepolte le Province, cancellato non poche Regioni con tutta la “casta”.

 

-                     Renzi altro non è che un fenomeno di questo contesto, a mio parere coraggioso.Con una sola speranza: che la “ folla “ avesse un po’ di memoria. Non è andata così. Di cosa parleremmo oggi, se il 5 dicembre avessimo registrato il 50% + 1 di sì ? Non ho la risposta ovviamente, ma sarebbe sicuramente un altro racconto, sempre dai toni sparati, ma un altro racconto.

 

 

 

-                    Renzi  ha sicuramente commesso errori: anche apparire antipatici può esserlo per chi esercita ruoli importanti. Rino Formica, uno dei più caustici protagonisti della stagione craxiana, definiva la politica “ sangue e merda”. Renzi si colloca appieno in questo epitaffio, sia con ruolo attivo che passivo. Non poteva non personalizzare, talvolta con ferocia, senza sapere che al primo inciampo sarebbe stato pagato con la stessa moneta.

 

-                    Il più grave dei suoi errori, secondo il mio punto di vista, forse l’unico, è stata la sua ascesa al potere.  Il non parlamentare Renzi conquista legittimamente il suo partito, e con il suo partito, con una crisi extra-parlamentare ( senza una sfiducia del parlamento quindi ) liquida Letta.  Dice:” non c’era più tempo, non si poteva più aspettare “. Forse, ma il paese non è il tuo partito, e conquistarlo non è altrettanto semplice.

 

-                    Le sue iniziative politiche, a prescindere dalle mie personali opinioni nel merito, a questo punto diventavano obbligate, nel merito e nel metodo.  doveva correre il rischio e pagare in caso di sconfitta.  Quanto la politica sia “guano” me lo ricorda un passaggio delle iniziative renziane. Ricordo il dibattito e il clima ( i Family day del bresciano Gandolfini accanto al pokerista Adinolfi) determinatosi nel corso dell’approvazione della Legge sulle Unioni Civili. Il giuramento del Circo Massimo, davanti alla folla omofoba giubilante, fu: ce ne ricorderemo al referendum sulla Riforma Costituzionale.Che “c’azzecca” lo sanno solo loro, ma il cattolico Renzi non poteva non saperlo. Altro esempio emblematico a commento della politica=guano è il fronte del “no” referendario, con Forza Nuova e l’ANPI a manifestare uniti sotto le finestre di Renzi.  Neanche il Padreterno poteva immaginare qualcosa di simile.

 

 Le dinamiche in corso nel PD non sono una novità:  da sempre sono patrimonio dei grandi partiti italiani; quelle attuali hanno aspetti a mioparere riconducibili anche alla sfera della psichiatria o della psicanalisi, e non ho competenze in materia. Comprendo, sempre nella concezione  formichiana di “ sangue e merda”, che il potere possa costituire stimolo e giustificazione per dure contrapposizioni; il potere è una categoria necessaria del governo; ma l’eventuale ansia di potere di un D’Alema non ha nessun fondamento, nemmeno per lui stesso, mentre il suo agitarsi è esclusivamente la proiezione del suo ego, smisurato quanto patetico.Probabilmente anche Renzi non sa di psicanalisi: il “lider maximo” non si rottama,lo si beatifica in vita come si fa con i santi una volta morti, lo si pone su un piedistallo con un cero sempre acceso, e qualche litania 5 volte al giorno.

 

-                    L’Italia è un paese socialmente conservatore. Lo era anche quando avevamo le pezze sulculo, grazie al controllo sociale della Chiesa. Lo siamo ancora di più oggi che ci troviamo nel club ristretto dei paesi benestanti. Tutte le analisi politologiche convergono su questa tesi: la destra è socialmente maggioritaria e la sinistra per affermarsi deve fare il verso a quell’area, con un partito dai decisi connotati centristi, se vuol governare. A “ sinistra “ di questa ipotesi c’è solo la testimonianza e l’irrilevanza politica, E’ la condizione oggi dei vari Fassina, Civati… i sopravvissuti Ferrero, Mussi… le mummie Bertinotti, Diliberto con la minoranza interna di Ferrando, e la lunga storia di tutti partitini dei più puri dei puri, dalla vita grama e breve. Se mai scendessero in politica, sarebbe il destino di Landini e compagnia. Chi ricorda Cofferati? Il “cinese” spaccava il mondo da tutti gli schermi, via dalla CGIL ha questuato un posto in Europa al PD, per poi uscire dal PD ringhioso perché asfaltato da una Paita qualsiasi nelle primarie della sua Liguria.

 

-                    Ciò conferma peraltro due cose: lo scarso peso sociale delle grandi confederazioni sindacali, e la trasversalità politica della loro composizione associativa.Vale anche per quelle realtà un tempo fortemente connotate politicamente.  Queste si trovano inoltre incapaci di una qualsiasi elaborazione in un contesto di economie globalizzate, asfissiate dai propri apparati, tanto autoreferenziali quanto poco credibili. Basta guardare lo spettacolo che offre la CISL. Renzi poteva permettersi di ignorare i cosiddetti corpi intermedi senza conseguenze: bastava non dirlo e fare come Berlusconi, che mandava Sacconi a ricevere i confederali di nascosto,separatamente, facendoli poi uscire dalla porta di servizio. E Bonanni credeva in tal modo di contare più di Cofferati.

 

-                                                                                                                                                                                                                                                   Non ho elementi per giudicare con serietà le dinamiche internazionali. Cerco in primo luogo di non farmi prendere molto dalle suggestioni quotidiane dei media, i pontefici del giorno dopo, che raramente imbroccano: la libera stampa è ridotta a tifo organizzato.

 

 

 

-                    Non credo che succederà un gran che negli USA. Al di là delle chiacchiere, gaffe e folclore di the Donald, la macchina americana continuerà a fare come prima.Offrirà qualche dolcetto ai suoi followers sul piano interno e su temi etico/sociali sensibili ( negri-immigrati-gay-aborto, magari un pezzo in più di muro….), ma in realtà si è circondato di personaggi espressione del gotha dell’establishment che voleva combattere, che stanno dicendo e facendo esattamente l’opposto dei petardi sparati in campagna elettorale; neanche il Presidente degli USA può influire sulla globalizzazione dei flussi finanziari,sulle logiche di mercato, e se ci proverà glielo impediranno, con le buone o con le cattive ( qualcuno ha già evocato il “metodo Kennedy”).

 

-                    I rapporti economici globali  presentano dati chiari anche per un cretino come Trump: il PIL Europeo è più grande di quello Usa, quello dell’area € quasi uguale, la Cina è a notevole distanza,Germania, Italia, Francia e Spagna insieme hanno un PIL come la Cina.

 

-                    L’asse con Putin, peraltro già in crisi dopo le idiozie muscolari sull’arsenale nucleare, fa ridere: il PIL russo è inferiore a quello italiano; la Russia può agitare il mondo solo con la spregiudicatezza e la violazione di ogni regola,ma ha il fiato corto e non sarà certo Assad a darle il ruolo di potenza mondiale, ereditato dall’Unione Sovietica, cui aspira senza averne i mezzi. 150milioni di abitanti in un territorio sterminato,  qualche anno fa inserita con l’acronimo BRICS fra i paesi a più significativa espansione, ma oggi in crisi. Può esportare tre cose: gas, armi e destabilizzazione.

 

-                    L’Europa costituisce il più grande mercato mondiale, e questo lo sanno bene le grandi corporations americane, se non lo sa il palazzinaro Trump. L’Europa deve  stare attenta a se stessa più che a Trump, ai neo-nazi come la Le Pen, Farage, Salvini, Orban che purtroppo hanno un seguito quando le incertezze e l’ansia da futuro dilagano( anche se accostare Salvini alla Le Pen significa riconoscergli un rango che non ha; quella ha una identità politica, per quanto aberrante, il Matteo lombardo è solo un bucaniere della politica, un rozzo manichino dat-schirt).

 

-                    C’è, alla base di tutto, un grande tema che nessuno ha la forza, sociale, culturale e politica per affrontare: la distribuzione della ricchezza. La ricchezza mondiale, nonostante la crisi, continua a crescere, ma mai come in questa fase sono cresciute le disuguaglianze.

 

-                    Due dati: 1°- Nel 2016, l’1% della popolazione mondiale possedeva più del restante 99%.   2° - 7.600 miliardi di dollari di ricchezza individuale (più dei PIL di Regno Unito e Germania messi insieme) sono attualmente custoditi offshore.

 

Ma questo è tutto un altro capitolo.

 

A.M.






permalink | inviato da baratt0907 il 6/3/2017 alle 17:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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